Scuola, sciopero venerdì 6 dei sindacati di base: "Norme inaccettabili nel decreto reclutamento"
di Ilaria Venturi , di Ilaria VenturiSciopero della scuola venerdì 6 maggio. A indirlo sono i sindacati di base Cub, Unicobas, Usb e Cobas Sardegna a cui si è aggiunta l'Anief. Ma il malessere esploso nelle aule, con un contratto ancora da rinnovare, non si fermerà. I sindacati della scuola Flc-Cgil, Cisl, Uil Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams annunciano un nuovo sciopero unitario a fine maggio o al più tardi ai primi di giugno. Il motivo? Il decreto legge sul reclutamento e la formazione degli insegnanti già approvato dal governo e ora in attesa della discussione parlamentare: norme giudicate "inaccettabili e umilianti" da tutte le sigle più rappresentative che su questo fronte si ricompattano dopo lo sfilarsi della Cisl dallo sciopero sul contratto di dicembre scorso.
Intanto lo sciopero del 6 maggio. Nato su altre motivazioni, dall'Invalsi e concorsi con i quiz al taglio dello 0,5% del Pil sull'Istruzione previsto dal Def 2022 - ma anche contro "il l…
Sciopero della scuola venerdì 6 maggio. A indirlo sono i sindacati di base Cub, Unicobas, Usb e Cobas Sardegna a cui si è aggiunta l'Anief. Ma il malessere esploso nelle aule, con un contratto ancora da rinnovare, non si fermerà. I sindacati della scuola Flc-Cgil, Cisl, Uil Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams annunciano un nuovo sciopero unitario a fine maggio o al più tardi ai primi di giugno. Il motivo? Il decreto legge sul reclutamento e la formazione degli insegnanti già approvato dal governo e ora in attesa della discussione parlamentare: norme giudicate "inaccettabili e umilianti" da tutte le sigle più rappresentative che su questo fronte si ricompattano dopo lo sfilarsi della Cisl dallo sciopero sul contratto di dicembre scorso.
Intanto lo sciopero del 6 maggio. Nato su altre motivazioni, dall'Invalsi e concorsi con i quiz al taglio dello 0,5% del Pil sull'Istruzione previsto dal Def 2022 - ma anche contro "il lavoro gratuito degli studenti negli stage e nei Pcto", per "fermare la guerra e il riarmo" e "per il potenziamento degli organici docenti ed Ata, l'immissione in ruolo su tutti i posti vacanti, la stabilizzazione dei posti Covid" - si è aggiunta la bocciatura al decreto uscito la scorsa settimana in Gazzetta Ufficiale che regola il reclutamento e la formazione dei docenti. Quello che ora più agita il mondo della scuola.
Per Cub, Unicobas, Usb e Cobas Sardegna, che domani - 6 maggio - nel giorno dello sciopero, saranno in presidio davanti al ministero dell'Istruzione alle 9.30, il decreto legge "introduce inaccettabili modalità per la stabilizzazione dei precari e una formazione triennale in orario aggiuntivo, che diventerà obbligatoria per i docenti neo-immessi dal 2023-24, con incentivazione salariale e verifiche selettive per creare gerarchie tra lavoratori e veicolare la logica della scuola-azienda".
Per le sigle sindacali più rappresentative, pronte alla mobilitazione unitaria, "le norme su formazione e reclutamento dei docenti, contenute nel decreto, mortificano la scuola che subisce nuovamente tagli di spesa e torna a essere terreno di scontro politico-ideologico". Uno scontro acceso da tempo e che arriva a fine anno scolastico a scoppiare: "Ancora una volta si decidono questioni di grande rilievo per il sistema scolastico, attraverso atti unilaterali - si legge nella nota dei sindacati - sfuggendo da ogni confronto con il mondo della scuola. E mentre il governo assume decisioni gravi senza ascoltare i lavoratori, quegli stessi lavoratori attendono ancora il rinnovo del contratto scaduto da tre anni".
I sindacati lunedì 9 maggio sono convocati al ministero del Lavoro per la cosiddetta procedura di "raffreddamento". Ma se dal confronto non usciranno risposte adeguate, avverte Ivana Barbacci, neo segretaria della Cisl-Scuola, "l'esigenza sarà quella di chiamare le categorie della scuola allo sciopero". Per la segretaria manca una risposta alla presa in carico dei precari: "Non chiediamo sanatorie, ma un sistema abilitante permanente riservato a chi ha almeno 36 mesi di servizio - e sono 250mila in questa condizione - anche con i 60 crediti da conseguire e poi un concorso che misure le competenze didattiche, non a quiz".
All'assemblea parteciperanno tutti i segretari generali della scuola: oltre a Barbacci, Francesco Sinopoli, Pino Turi, Rino Di Meglio e Elvira Serafini. Duro Francesco Sinopoli (Flc-Cgil): "Lo strumento del decreto legge rischia nei fatti di esautorare anche il Parlamento perché già minacciano la fiducia. Si pone una vera e propria questione democratica". I sindacati sono furenti. Protestiamo "innanzitutto per il contratto e poi per una riforma sul reclutamento fatta per decreto legge" aggiunge Rino Di Meglio della Gilda. "Siamo arrabbiati, lo è il mondo della scuola: il governo non ha mantenuto le promesse firmate nel patto per la scuola" dice Elvira Serafini dello Snals.