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(reuters)

Covid, l'allarme negli Usa per la nuova ondata d'autunno: "Cento milioni di casi con le varianti di Omicron"

La corsa dell'amministrazione americana per acquistare una nuova tranche di vaccini, test e terapie. Pregliasco: "In Italia sarebbero 20 milioni, niente allarmi ma non è finita"
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ROMA - Fino a 100 milioni di infezioni da Coronavirus con la nuova ondata d'autunno. E' l'allarme dell'amministrazione Biden che teme un aumento significativo di casi e decessi per le nuove sottovarianti legate a Omicron.  Così mentre l'America si avvicina a un milione di vittime, arriva la proiezione - spiegata dal Washington Post - di un alto funzionario della Casa Bianca per spingere gli Stati ad acquistare una nuova tranche di vaccini, test e terapie. Non c'è tempo da perdere, l'impennata di casi invernali non è poi così lontana. Diverse previsioni raccontano che ci sarà un modesto aumento dei casi fino alla fine di maggio, poi un calo fino all'arrivo dell'inverno.

La nuova ondata, secondo le analisi, non sarebbe dovuta a un ceppo del virus più pericoloso ma piuttosto a fattori esterni come la diminuzione dell'immunità da vaccini e infezioni, l'allentamento delle restrizioni e l'…

ROMA - Fino a 100 milioni di infezioni da Coronavirus con la nuova ondata d'autunno. E' l'allarme dell'amministrazione Biden che teme un aumento significativo di casi e decessi per le nuove sottovarianti legate a Omicron.  Così mentre l'America si avvicina a un milione di vittime, arriva la proiezione - spiegata dal Washington Post - di un alto funzionario della Casa Bianca per spingere gli Stati ad acquistare una nuova tranche di vaccini, test e terapie. Non c'è tempo da perdere, l'impennata di casi invernali non è poi così lontana. Diverse previsioni raccontano che ci sarà un modesto aumento dei casi fino alla fine di maggio, poi un calo fino all'arrivo dell'inverno.

La nuova ondata, secondo le analisi, non sarebbe dovuta a un ceppo del virus più pericoloso ma piuttosto a fattori esterni come la diminuzione dell'immunità da vaccini e infezioni, l'allentamento delle restrizioni e l'aumento di varianti che riescono a sfuggire meglio alle protezioni immunitarie. "E' sempre difficile prevedere il futuro quando si tratta di Covid - dice Justin Lessler, epidemiologo della Gillings School of Global Public Health dell'Università della Carolina del Nord al Washington Post - ma penso che ora sia ancora più difficile del normale perché  ci sono tante cose che non capiamo esattamente sul virus e sul suo comportamento nell'uomo".

I funzionari della Casa Bianca sarebbero preoccupati perché una parte significativa della fornitura nazionale di antivirali e test sarà esaurita a causa di un probabile aumento dei casi negli Stati del sud durante l'estate, la zona ha un numero basso di vaccinati e un'ondata simile era già avvenuta nel 2020 e nel 2021 legata al forte caldo che costringe le persone a passare molto tempo in ambienti chiusi. E dunque senza test e antivirali il Paese non sarebbe preparato per un'ondata autunnale e invernale e che i decessi e i ricoveri potrebbero aumentare notevolmente.

D'Altronde Omicron continua a mutare. E spesso lo fa in un modo che sorprende anche gli scienziati. La sottovariante BA.2  continua a rappresentare la maggior parte delle nuove infezioni negli Stati Uniti, ma la sottovariante BA.2.12.1 sta rapidamente guadagnando terreno e potrebbe presto diventare il ceppo più comune. Nel frattempo, altre due varianti altamente trasmissibili, BA.4 e BA.5, hanno alimentato una recente ondata di infezioni in Sud Africa.

L'altra grande incognita è la disponibilità di vaccini aggiornati contro le varianti. Ancora non è chiaro se saranno più efficaci dei vaccini esistenti. L'America vuole distribuire i nuovi booster in autunno, in particolare agli anziani e alle persone fragili.

Il panorama dell'Unione Europea non è diverso. Secondo il Commissario per la Salute Stella Kyriakides, i casi ufficiali rappresentano il 30% della popolazione, ma i contagi reali potrebbero arrivare a 350 milioni: il 77% della popolazione. Ma soprattutto i dati ufficiali, concordano gli esperti, non rendono conto della reale diffusione di Omicron, la variante super contagiosa che continua a provocare oltre 50mila casi al giorno. Da quando è arrivata, ha già contagiato circa 11 milioni di italiani. Prima, cioè fino al dicembre dell'anno scorso, in tutto erano risultate positive 5 milioni di persone. In meno di cinque mesi Omicron è stata responsabile di oltre il doppio di casi rispetto ai 22 mesi precedenti.

Le stime per l'Italia

Il virologo Fabrizio Pregliasco prova a rapportare il dato alla popolazione italiana che è circa 5 volte e mezzo inferiore rispetto a quella statunitense (quasi 60 milioni contro oltre 330 milioni): "Per l'Italia vorrebbe dire calcolare quasi 20 milioni di casi, oltre 18 milioni per la precisione: il 30% circa della popolazione - commenta all'Adnkronos Salute -. Bisogna considerare innanzitutto che già oggi ci sfuggono le dimensioni reali del contagio, perché le stime ci dicono che i casi giornalieri sono 2-2,5 volte più di quelli rilevati dai bollettini e quindi probabilmente il 40-50% della popolazione si è in qualche modo infettato. Inoltre, teniamo presente che la grande maggioranza delle infezioni è asintomatica".

Ciò premesso, al di là delle previsioni numeriche sempre complicate, sulla base dell'andamento che si osserva in Sudafrica (con Omicron 4 e 5) e States (con la 'figlia' di Omicron 2 BA.2.12.1), Pregliasco conferma l'opportunità di "valutare se rivedere al rialzo nel prossimo futuro le aspettative che avevamo per l'inverno che verrà, immaginando una pesantezza di Covid-19 un po' maggiore dell'atteso".

Tutto questo non per creare allarmismo, puntualizza il direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano, ma per spingerci a "rinforzare assolutamente anche in Italia la capacità di individuazione e monitoraggio delle nuove varianti e sottovarianti, dunque la capacità di reazione". Sars-CoV-2, torna a ribadire il virologo, non si è ancora rabbonito del tutto né raffreddorizzato e mostra "un'invasività associata soprattutto alla sua instabilità e quindi capacità di mutare".