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Verona, troppi turisti il Comune ora vuole espropriare il cortile di Giulietta

Dopo il no dei condomini a tornelli, prenotazioni e biglietto di ingresso, l'amministrazione valuta la strada più radicale: la cacciata dei titolari delle proprietà che si affacciano su quello spazio. Con l'ok del soprintendente ai Beni culturali
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VERONA - Il cortile di Giulietta e il pellegrinaggio laico che incornicia l'amore in un cortile, sotto quel balcone. Un flusso continuo, ogni anno, ogni mese, ogni fine settimana: 1 milione e 680 mila turisti l'anno scelgono Verona per rendere omaggio al mito che vive nella tragedia di Shakespeare. La casa di Giulietta e le sue pertinenze, secondo uno studio del Teatro Nuovo di Verona, richiamerebbe in città più visitatori di Medjugorje (1.550.000) e della sirenetta di Copenaghen (1.500.000). Ma l'attrazione turistica che spopola sui social con baci e selfie, spesso diventa anche un problema di ordine pubblico per il fiume di gente che si accalca in via Cappello, di fatto un vicolo del centro storico veronese. Il dibattito su come utilizzare al meglio questo sito di grande richiamo si trascina da anni ma ora il Comune sta studiando la più radicale delle soluzioni prese in considerazione fino a questo momento: l'esproprio. Per esproprio s'i…

VERONA - Il cortile di Giulietta e il pellegrinaggio laico che incornicia l'amore in un cortile, sotto quel balcone. Un flusso continuo, ogni anno, ogni mese, ogni fine settimana: 1 milione e 680 mila turisti l'anno scelgono Verona per rendere omaggio al mito che vive nella tragedia di Shakespeare. La casa di Giulietta e le sue pertinenze, secondo uno studio del Teatro Nuovo di Verona, richiamerebbe in città più visitatori di Medjugorje (1.550.000) e della sirenetta di Copenaghen (1.500.000). Ma l'attrazione turistica che spopola sui social con baci e selfie, spesso diventa anche un problema di ordine pubblico per il fiume di gente che si accalca in via Cappello, di fatto un vicolo del centro storico veronese. Il dibattito su come utilizzare al meglio questo sito di grande richiamo si trascina da anni ma ora il Comune sta studiando la più radicale delle soluzioni prese in considerazione fino a questo momento: l'esproprio. Per esproprio s'intende la cacciata dei titolari delle proprietà che si affacciano su quel cortile: un negozio di souvenir, uno di numismatica, un bed and breakfast, una dimora trecentesca e il Teatro Nuovo.

Le famiglie Gianello, Raspollini, Rinaldi e Valle, che detengono la proprietà di negozi, case e dell'albergo, mal sopportano le ingerenze delle amministrazioni che si sono via-via susseguite nel corso del tempo e che tutte, in vari modi, hanno tentato di dare una connotazione pubblica a un fenomeno turistico che non ha eguali. L'idea di inserire i tornelli all'ingresso è certamente quella che più ha indispettito i proprietari, che non sono disposti a cedere quote di libertà in quello che, tecnicamente, è il loro condominio. No ai tornelli, no al biglietto per entrare e no pure alla prenotazione obbligatoria. La loro posizione è chiara e unanime. Di fronte a questa situazione, il sovrintendente Vincenzo Tinè, ospite a una trasmissione televisiva su TeleArena, ha lanciato la proposta: "L'atto di coraggio dell'esproprio, per farla finita con i veti dei condomini". Parole che il sindaco uscente Federico Sboarina ha accolto con favore, ammettendo l'esistenza di un iter già in corso. L'amministrazione comunale sta infatti sondando la strada dell'esproprio per l'abitazione trecentesca. La procedura cui si stanno lavorando i tecnici comunali è particolarmente complessa, visto che subentrano norme specifiche del Codice dei Beni culturali. Il primo passo sarà l'atto di notifica al proprietario della procedura d'avvio del provvedimento, per dar modo di presentare eventuali controdeduzioni. In seguito il ministero dei Beni culturali dovrà emanare la dichiarazione di pubblica utilità di quell'edificio storico. Solo a questo punto potrà partire l'effettiva procedura di esproprio con l'offerta economica al proprietario, ovviamente a prezzo di mercato. Esproprio sì, quindi, ma milionario. Ma Zeno Poggi, presidente della società Teatro Nuovo di Verona, rilancia la sua proposta "a costo zero", senza spese: "Ingresso dal teatro e uscita dal cortile, su via Cappello. Ovviamente con biglietto d'ingresso. Questa è l'unica soluzione plausibile".