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Nate le prime piantine sul terreno preso dalla Luna

L'esperimento all'università della Florida, che ha usato 12 grammi di polvere portati sulla Terra dalle missioni Apollo. I germogli sono piccoli e stentati. "Ma miglioreremo" spiegano gli scienziati. "La Luna con delle serre potrà essere usata come base di lancio per le lunghe missioni spaziali"
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Se son fiori, fioriranno, incipriando perfino la pallida Luna. Per la prima volta, in un esperimento dell’università della Florida, delle piantine terrestri sono cresciute sul suolo lunare: 12 grammi di polvere grigia portati dalle missioni Apollo. I germogli non paiono troppo in forma. La loro crescita è assai più stentata rispetto alle sorelle che si nutrono del suolo terrestre, ma dimostrano pur sempre che l’agricoltura extraterrestre è possibile.

A sinistra le piante cresciute sul suolo terrestre, a destra sul suolo lunare, molto più piccole 

La magnifica desolazione in cui la Nasa e l’Agenzia spaziale europea ambiscono a ritornare nei prossimi anni con la missione Artemide resterà quindi tale, almeno per un po’. Ma l’idea di coltivare le verdure direttamente nello spazio è un sogno ricorrente degli astronau…

Se son fiori, fioriranno, incipriando perfino la pallida Luna. Per la prima volta, in un esperimento dell’università della Florida, delle piantine terrestri sono cresciute sul suolo lunare: 12 grammi di polvere grigia portati dalle missioni Apollo. I germogli non paiono troppo in forma. La loro crescita è assai più stentata rispetto alle sorelle che si nutrono del suolo terrestre, ma dimostrano pur sempre che l’agricoltura extraterrestre è possibile.

A sinistra le piante cresciute sul suolo terrestre, a destra sul suolo lunare, molto più piccole 

La magnifica desolazione in cui la Nasa e l’Agenzia spaziale europea ambiscono a ritornare nei prossimi anni con la missione Artemide resterà quindi tale, almeno per un po’. Ma l’idea di coltivare le verdure direttamente nello spazio è un sogno ricorrente degli astronauti. Lattuga e peperoni sono già maturati sulla Stazione Spaziale Internazionale e si ragiona sulla composizione del suolo di Marte per immaginare le serre che daranno da mangiare agli ipotetici umani arrivati fin lì. La fotosintesi, tra l’altro, vede tra i suoi prodotti finali proprio l’ossigeno, una delle molecole più preziose per chi si trova nello spazio.

L’università della Florida (che da anni ha messo in piedi un laboratorio di “Piante spaziali”), è riuscita per la prima volta a far germinare dei semi nella regolite, l’arida polvere lunare. I 12 grammi di suolo grigio scuro, regalo delle missioni Apollo 11, 12 e 17, sono stati suddivisi in altrettante provette, in cui sono stati immersi dei semi di Arabidopsis thaliana, una normale erba che abbellisce i prati incolti di piccoli fiorellini bianchi, molto usata nei laboratori perché il suo Dna è noto fin nei dettagli.

La ricerca è pubblicata su Communications Biology. E’ la prima volta in assoluto che una pianta terrestre germina su un suolo alieno, arricchito semplicemente di acqua e nutrienti. I ricercatori della Florida Rob Perl e Anna-Lisa Paul chiedevano da 11 anni alla Nasa un po’ di regolite per il loro esperimento. Solo l’imminenza del progetto Artemide, con la sua idea di realizzare una base permanente sul suolo lunare, ha convinto alla fine l’agenzia spaziale americana.

Ferl e Paul osservano la crescita delle piantine 

Il successo dei ricercatori americani non vuol dire che sulla Luna cresceranno messi dorate. Il satellite resterà del suo color argento. Oltre a essere più piccole e stentate, le piantine spaziali mostravano parecchi segni di stress. “A livello genetico, abbiamo notato l’attivazione di diverse risposte agli stress, come la presenza di sale, metalli od ossidanti”. Accanto alla regolite lunare, i ricercatori hanno riempito altri mini-vasi con del suolo terrestre e con un mix di sostanze che simulano il suolo marziano. Tutte le piantine germogliate lì erano più verdi e vigorose di quelle lunari.

Gli scienziati pesano la regolite portata dalla Luna 

“Partendo proprio dai dati sui geni attivati dallo stress, ora vogliamo capire come migliorare le condizioni di crescita” spiegano i ricercatori, galvanizzati dal successo. “In futuro, in vista di missioni spaziali molto lunghe, potremo usare la Luna come base di lancio e sfruttare il suo terreno per far crescere delle piante” aggiunge Ferl. “Ma in questo caso, cosa accadrebbe a dei vegetali inseriti in un contesto completamente estraneo alla loro evoluzione? Come crescerebbero le piante in una serra lunare? Potremmo avere dei contadini lunari?”. Le foglioline stentate delle Arabidopsis di oggi ci indicano che la strada è ancora lunga. Ma questo, si sa, non ha mai scoraggiato chi con la testa è già rivolto verso lo spazio.