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L'allestimento del palco 

A Trento i 120mila fan di Vasco, la città alla vigilia del più grande evento delle Dolomiti

Chiusa la Tangenziale trasformata in parcheggio, costruita una nuova arena per il concerto su un'area di 27 ettari e a tutti è stato detto: "E' meglio se non uscite di casa"
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TRENTO - Per papa Wojtyla, il 30 aprile del 1995, furono 100 mila. Per Vasco, il 20 maggio, ne arriveranno 120 mila. In questo tenzone tra sacro e profano, insomma, le canzoni del rocker di Zocca la spuntano sulla celebrazione che all'Interporto beatificò il vescovo Giovanni Nepomuceno de Tschiderer. Tolta l'adunata degli alpini del 2018 - spalmata su più giorni - Trento si appresta dunque a vivere l'evento più grande che sia mai stato organizzato nella terra delle Dolomiti.  Il capoluogo conta 118 mila abitanti e il giochetto della "città che raddoppia" sarebbe un titolo sin troppo facile. Ma non sarà proprio così, visto che un buon quarto dei ticket sono stati venduti nelle vie del capoluogo, e così alcune decine di migliaia di fan del Blasco al concerto ci andranno a piedi, in bicicletta o in monopattino.

I numeri, naturalmente, sono da Vasco - colossali - e il tutto è amplificato dal fatto che si t…

TRENTO - Per papa Wojtyla, il 30 aprile del 1995, furono 100 mila. Per Vasco, il 20 maggio, ne arriveranno 120 mila. In questo tenzone tra sacro e profano, insomma, le canzoni del rocker di Zocca la spuntano sulla celebrazione che all'Interporto beatificò il vescovo Giovanni Nepomuceno de Tschiderer. Tolta l'adunata degli alpini del 2018 - spalmata su più giorni - Trento si appresta dunque a vivere l'evento più grande che sia mai stato organizzato nella terra delle Dolomiti.  Il capoluogo conta 118 mila abitanti e il giochetto della "città che raddoppia" sarebbe un titolo sin troppo facile. Ma non sarà proprio così, visto che un buon quarto dei ticket sono stati venduti nelle vie del capoluogo, e così alcune decine di migliaia di fan del Blasco al concerto ci andranno a piedi, in bicicletta o in monopattino.

I numeri, naturalmente, sono da Vasco - colossali - e il tutto è amplificato dal fatto che si tratta del primo grande concerto post-pandemia e l'avvio del tour che porterà l'artista settantenne in dieci città italiane per undici date.  Dunque si parte da Trento. Ma dove? "Là dove c'era l'erba ora c'è..."  la Trentino Music Arena, scippando le parole al ragazzo della via Gluck: 27 ettari a sud di Trento sistemati in poche settimane per ospitare un palco alto l'equivalente di un condominio di 9 piani (28 metri) e largo 90, per un superficie che sfiora i 2.500 metri quadrati. Sarà il più grande di tutto il tour. Per il trasporto di questo e di tutto il resto hanno dovuto mettere in fila 137 tir.

Il conto per l'allestimento dell'arena (che nelle intenzioni resterà operativa anche dopo l'inaugurazione in grande stile) lo ha pagato la Provincia autonoma di Trento, principale sponsor dell'evento: non a caso Maurizio Fugatti, primo presidente leghista nella storia di questa terra, è stato accusato di essersi creato uno spottone in vista delle elezioni del prossimo anno. Ma, insomma, a parte la dialettica politica fin troppo scontata, il contorno di polemiche è degno della grandezza dell'evento. Perché è vero che siamo ben lontani dai 225mila spettatori del Modena City Park del 2017, ma dal punto di vista orografico Trento non è Modena e la Pianura Padana.

Trento si sviluppa da nord a sud,  incastrata tra due catene non interrotte di monti: in mezzo però non c'è il lago di Como, ma una piccola striscia di terra che ospita - tra meleti e vigne - ferrovia del Brennero, autostrada del Brennero e tangenziale. Uno sbarramento artificiale ad ovest, a due passi dalla Trentino Music Arena, che ha creato non pochi grattacapi in termini di pianificazione della sicurezza. Era stata persino chiesta la possibilità di chiudere la linea ferroviaria per qualche ora, ma Rfi ha risposto "niet".

Per capire la portata dell'evento in una città così piccola, basti pensare che un tratto della tangenziale, cioè la principale arteria di collegamento nord-sud, resterà chiusa dalle 14 del 19 maggio alle 7 del 21: la strada a quattro corsie si trasformerà in un gigantesco parcheggio per gli autobus. Per compensare la chiusura, l'A22 sarà transitabile gratuitamente dal casello di Trento Nord a Rovereto Nord. Alcune attività economiche a ridosso dell'area del concerto chiuderanno e buona notte, mentre i dipendenti della Provincia potranno scegliere lo smart working per evitare il delirio che si scatenerà in città all'arrivo dei 120mila. Il consiglio spassionato ai cittadini che non andranno al concerto è: "Meglio se state a casa". C'è chi ne ha approfittato per organizzare un weekend lungo altrove. In tutto questo qualcuno si è preoccupato per la salute del povero M49, l'orso "Papillon", rinchiuso nel recinto del Casteller a poche centinaia di metri dall'area del concerto: Lucia Coppola consigliere provinciale dei Verdi, ha presentato un'interrogazione temendo l'impatto sulla salute del plantigrado dei 750mila watt dell'impianto audio.

Il popolo festante e allegro di Vasco intanto gode e pascola fin troppo vicino alla Trentino MusicaArena, al punto che le forze dell'ordine devono presidiare le strade di accesso per evitare gli ingorghi dei curiosi, soprattutto durante le prove. Il 19 maggio ci sarà il prologo, la prova generale riservata ai 15mila soci del fan club di Vasco. E il rocker di Zocca che fa? Si rilassa a Fai della Paganella, paesino di meno di 1000 abitanti sull'omonimo altipiano: una foto lo ritrae mentre abbraccia un albero del Parco del respiro, dove si pratica il "forest bathing". Venerdì ad abbracciarlo saranno i suoi 120mila fan che attendono da due anni di rivederlo su un palco.