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Università, ecco i 350 dipartimenti di eccellenza: Padova è prima

L'Università di Padova 
La selezione iniziale vede al secondo posto gli atenei di Bologna (che arretra) e Roma La Sapienza (in crescita). A fine anno la scelta delle migliori 180 facoltà con un finanziamento dedicato di 271 milioni
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ROMA - E' partito il percorso per definire, e finanziare, i dipartimenti eccellenti delle università italiane. Per il secondo quinquennio, in questa fase della stagione il ministero dell'Università e della Ricerca pubblica la graduatoria con i 350 dipartimenti - scelti da 58 atenei pubblici del Paese - che hanno ottenuto un punteggio minimo di 73 nel cosiddetto indice standardizzato di performance dipartimentale, ispirato dalla valutazione della qualità della ricerca realizzata dall'Anvur tra il 2015 e il 2019. 

Svetta in questa prima cernita l'Università di Padova, che diventa l'istituzione accademica con il maggior numero di dipartimenti scelti: sono 29, due in più di quelli del 2017. Venti ottengono il punteggio massimo: 100. Padova sorpassa l'Università di Bologna, che vede indicare 23 dipartimenti, cinque in meno rispetto alla prima graduatoria. Anche La Sapienza di Roma a questo giro può vantare 23 fa…

ROMA - E' partito il percorso per definire, e finanziare, i dipartimenti eccellenti delle università italiane. Per il secondo quinquennio, in questa fase della stagione il ministero dell'Università e della Ricerca pubblica la graduatoria con i 350 dipartimenti - scelti da 58 atenei pubblici del Paese - che hanno ottenuto un punteggio minimo di 73 nel cosiddetto indice standardizzato di performance dipartimentale, ispirato dalla valutazione della qualità della ricerca realizzata dall'Anvur tra il 2015 e il 2019. 

Svetta in questa prima cernita l'Università di Padova, che diventa l'istituzione accademica con il maggior numero di dipartimenti scelti: sono 29, due in più di quelli del 2017. Venti ottengono il punteggio massimo: 100. Padova sorpassa l'Università di Bologna, che vede indicare 23 dipartimenti, cinque in meno rispetto alla prima graduatoria. Anche La Sapienza di Roma a questo giro può vantare 23 facoltà eccellenti, ma ci arriva attraverso un exploit: otto in più rispetto a cinque anni fa. Al quarto posto si trova l'Università Statale di Milano, in crescita (+5). Quinta è l'Università di Torino, in discesa (-4). Sesta la Federico II di Napoli con 15 dipartiment (erano 12), il primo ateneo del Sud. Quindi l'Università di Pisa con 14 (erano 8), la Bicocca di Milano e Firenze con 11, decime le università di Pavia e Verona con 10 dipartimenti scelti. Ancora, a quota 9 si trovano Trento, Genova, Roma Tre, Roma Tor Vergata e la Politecnica delle Marche. I primi 144 dipartimenti, oltre il 40 per cento, hanno ottenuto il punteggio massimo.

Da ieri, e fino al 16 settembre, sono aperte le candidature per la selezione finale: saranno 180 i dipartimenti - di quattordici aree scientifico-disciplinari - che otterranno un finanziamento aggiuntivo, compreso tra 1,080 milioni di euro e 1,620 milioni annui per cinque stagioni, per la qualità dei loro progetti. Ai dipartimenti all'interno delle aree Cun da 1 a 9 sarà, inoltre, assegnato un budget di 250.000 euro annui vincolato a infrastrutture di ricerca.

Ogni ateneo potrà pesentare soltanto quindici ex facoltà, con relativi progetti di crescita. Per ognuna, infatti, dovrà essere inserito sul portale dedicato un programma di sviluppo dipartimentale per il quinquennio 2023-2027 che possa consentire di migliorare significativamente la qualità della ricerca e delle attività collegate. Per esempio, attraverso il reclutamento di nuovo personale docente e tecnico- amministrativo, il lancio di un nuovo dottorato, la creazione di laboratori, lo sviluppo di aree tematiche aggiuntive.

C'è un tetto di dipartimenti finanziabili a seconda dell'area disciplinare. Ed è questo, per ciascuna: 5 per Scienze della Terra e Scienze politiche e sociali, 8 per Scienze fisiche, 10 per Scienze agrarie e veterinarie, 11 per Scienze matematiche e informatiche e Scienze chimiche, 12 per Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche, 13 per Ingegneria civile e architettura, 14 per Scienze biologiche, 15 per Scienze giuridiche, 18 per Scienze economiche e statistiche, 19 per Ingegneria industriale e dell’informazione e Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, 20 per Scienze mediche.

I progetti saranno valutati da una commissione di sette membri con presidente la professoressa Raffaella Sadun, nominata a febbraio dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. Entro il 31 dicembre 2022 sarà pubblicato l’elenco di chi potrà utilizzare il finanziamento. Le risorse totali sono pari a 271 milioni di euro.

"Venti dipartimenti che raggiungono la vetta, in Italia, nelle loro discipline, ventinove che soddisfano i requisiti per diventare d’eccellenza non sono semplici cifre, ma la rappresentazione tangibile di quanto la ricerca nel nostro ateneo sia di altissimo livello", dice Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova.

"Con quindici dipartimenti di eccellenza e sette con il massimo punteggio abbiamo notevolmente migliorato la posizione della Federico II nel panorama nazionale, in un contesto fortemente competitivo", dice il rettore dell'università napoletana Matteo Lorito.

Il rettore dell'Università di Cagliari, Francesco Mola,  ha voluto fa notare che l'ateneo che guida ha portato i dipartimenti scelti in prima selezione da uno a quattro: sono Giurisprudenza, Ingegnerie elettrica ed elettronica, Matematica e Informatica, Scienze politiche e sociali: "Un risutato importante e incoraggiante".