Vaiolo delle scimmie, i casi in Italia salgono a tre. Contagi in molti Paesi. L'Oms si riunisce d'urgenza
di Elena Dusi , di Elena DusiI casi di vaiolo delle scimmie in Italia salgono a tre. Anche i due casi sospetti sono risultati oggi positivi, conferma l'Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma. I tre pazienti sono ricoverati lì, in condizioni definite come discrete: solo uno ha avuto un po' di febbre. Hanno però le lesioni sulla pelle tipiche della malattia, che li ha spaventati e li ha spinti a farsi visitare.
Due dei tre uomini avevano di recente fatto un viaggio alle Canarie, il terzo era stato a Vienna. Fra loro non ci sarebbero state relazioni, fa sapere il direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia. Si tratta dunque di tre potenziali focolai indipendenti, spuntati tutti a Roma nel giro di un paio di giorni, tra giovedì e venerdì, ciascuno con una decina di contatti che andranno monitorati.
L'Italia non è il solo paese a osservare casi di questa malattia, decisamente meno grave del vaiolo d'antan - la letalità del ceppo con cui abbiam…
I casi di vaiolo delle scimmie in Italia salgono a tre. Anche i due casi sospetti sono risultati oggi positivi, conferma l'Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma. I tre pazienti sono ricoverati lì, in condizioni definite come discrete: solo uno ha avuto un po' di febbre. Hanno però le lesioni sulla pelle tipiche della malattia, che li ha spaventati e li ha spinti a farsi visitare.
Due dei tre uomini avevano di recente fatto un viaggio alle Canarie, il terzo era stato a Vienna. Fra loro non ci sarebbero state relazioni, fa sapere il direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia. Si tratta dunque di tre potenziali focolai indipendenti, spuntati tutti a Roma nel giro di un paio di giorni, tra giovedì e venerdì, ciascuno con una decina di contatti che andranno monitorati.
L'Italia non è il solo paese a osservare casi di questa malattia, decisamente meno grave del vaiolo d'antan - la letalità del ceppo con cui abbiamo a che fare è attorno al 3% - meno contagiosa del Covid e probabilmente incapace di trasmettersi in modo asintomatico. Le notizie dei contagi stanno spuntando come funghi dal Nordamerica all'Australia. Il Canada ieri ha segnalato 17 casi sospetti. Proprio in questo paese si era recato, viaggiando in auto, l'unico paziente identificato per ora negli Usa.
La Gran Bretagna ha confermato oggi 11 nuovi casi, portando il totale a 20. Proprio in questo paese il 14 maggio era stato lanciato l'allarme, dopo l'infezione di un uomo che non era mai stato in Africa centrale od occidentale, regioni in cui il vaiolo delle scimmie (o monkeypox) è endemico.
Il Portogallo nel frattempo è arrivato a quota 23 casi confermati. La Spagna ha 21 casi confermati e altrettanti sospetti, 19 dei quali concentrati a Madrid. Un possibile contagiato si trova proprio alle Canarie, dove erano stati i due italiani. Svezia, Germania, Belgio, Francia e Australia si sono aggiunti alla lista dei paesi con almeno un contagio. Solo due dei positivi sono comunque dovuti andare in ospedale per ragioni cliniche, diverse dalla necessità di isolamento.
L'Organizzazione mondiale della sanità, fa sapere la stampa britannica, ha convocato una riunione d'urgenza. Anche se nessuna delle persone infette lamenta gravi problemi di salute, ci sono almeno due aspetti che le autorità sanitarie vogliono chiarire. In passato infatti i contagiati avevano sempre avuto un contatto con l'Africa, dove il virus veniva spesso acquisito per contatto con un animale infetto (non tanto le scimmie quanto i roditori). Ora invece si ammalano persone che non hanno viaggiato in quel continente, né hanno incontrato persone provenienti da lì.
Quasi tutti gli infetti poi sono giovani uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini, riferiscono sia l'Ecdc (European Centre for Disease Control) che l'Oms e i Cdc americani (Centers for Disease Control). Anche le lesioni cutanee, che normalmente partono dal viso e si diffondono sul tronco, stavolta sembrano concentrate ai genitali. Il sospetto è che il virus del vaiolo delle scimmie possa essere mutato e sia diventato più efficiente nel trasmettersi da un uomo all'altro, non solo dall'animale all'uomo.
"La settimana prossima il virus verrà isolato" fa sapere Vaia. Leggendo il suo Dna gli esperti sperano di trovare le risposte al mistero della nuova epidemia. Il fatto che le infezioni siano diffuse fra i giovani è forse dovuto al fatto che la vaccinazione contro il vaiolo classico è cessata in Italia nel 1981. Chi ha meno di 41 anni, quindi, non beneficia di un'immunizzazione in parte efficace anche contro il vaiolo delle scimmie.
Uno degli aspetti più misteriosi è la diffusione dei contagi prevalente fra gli uomini che hanno avuto rapporti con altri uomini. La comunità degli infettivologi, che in buona parte è cresciuta affrontando l'Aids a partire dagli anni '80 e ha vissuto la tragedia e lo stigma che hanno colpito i gay, è molto attenta a non parlare di infezione sessualmente trasmissibile.
"L'epidemiologia di questa malattia ci dice che si trasmette attraverso i contatti stretti. Quelli sessuali lo sono per definizione, ma non sono gli unici possibili. Al momento quindi appare prematuro definirla in senso stretto una malattia sessualmente trasmissibile, anche perché la presenza del virus, ad esempio, nello sperma o nei secreti genitali è in fase di studio" spiega Andrea Antinori, direttore sanitario dello Spallanzani.
"Soprattutto direi di evitare l'identificazione di questa malattia con il gruppo di persone di uomini che fanno sesso con uomini, perché questo potrebbe essere stigmatizzante nei confronti di questa popolazione. Ci sono anche altre persone che ne sono interessate, è una malattia che si trasmette essenzialmente attraverso le goccioline e i contatti stretti".