✕

Ha la Sma e deve imbarcarsi col ventilatore polmonare ma la Ryanair le dice: "A bordo deve spegnerlo"

Paola Tricomi 
La dottoranda doveva andare a Pisa per discutere la tesi alla Scuola Normale Superiore: "Triste dover combattere per un semplice diritto come quello di respirare". La compagnia irlandese poi aggiusta il tiro: "La sua richiesta è stata risolta"
2 minuti di lettura

"Ho subito una gravissima discriminazione di cui vorrei che si parlasse". Comincia così lo sfogo su Facebook della 31enne catanese Paola Tricomi, dottoranda presso la Scuola Normale Superiore di Pisa affetta da una patologia neuromuscolare, la SMA di tipo 2 (Atrofia muscolare spinale prossimale), una disabilità motoria. La settimana scorsa infatti Paola aveva acquistato dei biglietti Ryanair per andare a Pisa e discutere la propria tesi di dottorato. Un appuntamento importante, coronamento di un percorso di studi intenso e impegnativo, all'altezza della fama che la Scuola Normale Superiore da secoli si porta dietro.

Non poteva immaginare che ad attenderla, a un passo dal traguardo, ci fosse l'ultima sfida: il rifiuto della compagnia di volo irlandese di autorizzare il trasporto del ventilatore polmonare attivo a bordo, "nonostante io abbia detto che senza non potrò respirare, - spiega la ragazza nel post - e nonostante io abbia dimostr…

"Ho subito una gravissima discriminazione di cui vorrei che si parlasse". Comincia così lo sfogo su Facebook della 31enne catanese Paola Tricomi, dottoranda presso la Scuola Normale Superiore di Pisa affetta da una patologia neuromuscolare, la SMA di tipo 2 (Atrofia muscolare spinale prossimale), una disabilità motoria. La settimana scorsa infatti Paola aveva acquistato dei biglietti Ryanair per andare a Pisa e discutere la propria tesi di dottorato. Un appuntamento importante, coronamento di un percorso di studi intenso e impegnativo, all'altezza della fama che la Scuola Normale Superiore da secoli si porta dietro.

Non poteva immaginare che ad attenderla, a un passo dal traguardo, ci fosse l'ultima sfida: il rifiuto della compagnia di volo irlandese di autorizzare il trasporto del ventilatore polmonare attivo a bordo, "nonostante io abbia detto che senza non potrò respirare, - spiega la ragazza nel post - e nonostante io abbia dimostrato di aver volato già nel 2019 con Ryanair, per la stessa tratta, insieme al mio ventilatore polmonare attivo a bordo senza problemi, e di aver volato con molte compagnie nazionali e internazionali col medesimo ausilio". "Non mi verrà rimborsato il biglietto - conclude amaramente - perché sul sito Ryanair questa regola nuova è scritta e quindi dovrei essere informata, ma la cosa più grave è che Ryanair ha il monopolio della tratta aerea Catania-Pisa e dunque non c'è proprio con cosa volare. Vorrei che questa notizia di grave discriminazione venisse annunciata alla stampa nazionale perché oltre ad essere insensata e totalmente illogica, è profondamente lesiva della dignità umana".


Il post di Paola in poche ore viene letto, commentato e condiviso da migliaia di persone indignate. Alcuni fanno presente che la tratta Catania-Pisa è servita anche da Wizzair, un'altra compagnia aerea, altri - probabilmente lavoratori del settore - sottolineano che di solito queste cose non accadono e che chi ha un respiratore può tranquillamente salire in aereo, quasi tutti consigliano a Paola di denunciare.

"Non appena saputo della vicenda - fanno sapere dall'ENAC - Ente Nazionale Aviazione Civile - abbiamo contattato Ryanair per informazioni sull'accaduto, ricevendo rassicurazioni sul superamento della problematica. La compagnia irlandese ha fatto sapere che si è trattato di un disguido dovuto ad un'errata interpretazione del modello dell'attrezzatura che la passeggera aveva chiesto di imbarcare. I due ventilatori polmonari e la macchina per la tosse potranno essere portati a bordo e utilizzati quali ausili alla respirazione. La passeggera potrà quindi regolarmente prendere il volo Ryanair da Catania per Pisa per discutere la tesi. Oltre a prendere contatti con la compagnia, l'ENAC e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili si erano già attivati per trovare una soluzione, che era stata già individuata, grazie anche alla collaborazione delle società di gestione degli aeroporti di Catania e Firenze. La tutela dei diritti dei passeggeri PRM è sempre stato seguita con particolare attenzione dell'ENAC ed è stato anche oggetto di un convegno organizzato nei giorni scorsi (24 maggio) da ENAC e Iata (International Air Transport Association) per valutare lo stato dell’assistenza prestata attualmente e studiare proposte migliorative per tutelare i diritti e la qualità dei loro voli".


Precisazione alla quale fa eco lo statement ufficiale della compagnia: "Il team del Servizio di Assistenza Speciale Ryanair ha contattato direttamente la signora Tricomi e siamo lieti di confermare che la sua richiesta è stata risolta".  La rassicurazione finale arriva pochi minuti dopo anche dalla bacheca di Paola: "Oggi la compagnia Ryanair sembra essere tornata sui suoi passi. Ho ricevuto un'e-mail in cui mi si chiede di inviare un modulo in cui si certifica l'idoneità al volo del ventilatore polmonare. Spero che questo mi dia accesso al volo insieme al mio ventilatore. Sento di dover ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto in questa battaglia. Purtroppo è triste dovere ancora combattere per un semplice diritto come quello di respirare. Grazie". E poco dopo un altro post: "Finalmente Ryanair si è degnata di telefonare con un operatore italiano il quale ha detto che potrò volare senza problemi e che c'è stato un equivoco perché il ventilatore polmonare può volare senza alcuna difficoltà".

Un disguido, dunque. Che però ha fatto perdere tempo ed energie a Paola alla vigilia di una giornata attesa da anni, di festa. Una brutta vicenda che fortunatamente si è risolta in fretta e che la dottoranda ha affrontato con grande eleganza, coerentemente con la frase che accompagna la presentazione del suo profilo su Facebook: "Sii come il cedro, che profuma anche l'ascia che lo abbatte".