Una bambina di sei mesi, arrivata all’ospedale di Padova per una serie di complicanze fisiche, è stata trovata positiva alla cocaina. L’esame del capello ha rilevato questo particolare, che ora pone una serie di interrogativi sul contesto familiare e sulle persone che vi gravitano intorno. “Una positività non dovuta ad assunzione ma a un contatto esterno con la sostanza”, specificano gli esperti che stanno seguendo il caso. La bimba si trova ancora in terapia intensiva, anche se le sue condizioni sarebbero in leggero miglioramento.
All’ospedale di Padova era finita dopo un accesso al pronto soccorso di Chioggia, paese in cui vive con la famiglia. Subito i medici hanno rilevato malessere e danni fisici riconducibili ad uno scuotimento violento e continuo: il cosiddetto baby shaking. La situazione complessiva chiama in causa anche i Servizi sociali, visto il forte sospetto di violenze subite in casa.
La Procura di Venezia, come ha ricostruito il Gazzettino, ha aperto un fascicolo subito dopo l’accesso al pronto soccorso di Chioggia, il 7 maggio scorso: si tratta di un “modello 45”, senza ipotesi di reato e senza indagati. Secondo quanto verificato dai carabinieri, la neonata vive in un contesto di famiglia allargata in cui è presente anche l’ex compagno della madre e altri parenti. Non è escluso che lo scuotimento sia avvenuto proprio in un momento in cui qualcuno altro la stava accudendo, fuori dalla sfera familiare stretta.
Quel che è certo, è che in ospedale l’ha portata la madre, quando si è resa conto che stava male e che non rispondeva agli stimoli come al solito. La positività alla cocaina non fa che aggravare questo scenario già di per sé pesante. Le due Procure, di Padova e Venezia, stanno dialogando per decidere quale sia il modo migliore di proseguire, nella tutela della minore, venuta al mondo solo sei mesi fa.