Terrorismo, propaganda Isis nel dark web: sequestri in tutta Italia
di Romina Marceca , di Romina MarcecaLa propaganda dell'Isis nel dark web attraverso un sito dell’organizzazione terroristica. In 29 sono indagati in tutta Italia per associazione con finalità di terrorismo internazionale. La procura di Roma ha disposto le perquisizioni dalla Lombardia alla Sicilia effettuate dalle Digos e dal Ros. In un anno di indagini è stato scoperto che a quel sito si erano collegati anche cittadini italiani.
Le città in cui sono arrivati Polizia e carabinieri sono Roma, Milano, Torino, Ancona, Bergamo, Padova, Verona, Rovigo, Vercelli, Bologna, Cesena, Rimini, Latina, Arezzo, Foggia, Reggio Calabria, Ragusa, Trapani e Caltanissetta. L’attività investigativa risale al 2021 dopo la segnalazione - acquisita dall’Antiterrorismo della polizia e dal Ros attraverso il Federal Bureau Investigation statunitense – dell’esistenza di un sito di propaganda dell’organizzazione terroristica Isis pres…
La propaganda dell'Isis nel dark web attraverso un sito dell’organizzazione terroristica. In 29 sono indagati in tutta Italia per associazione con finalità di terrorismo internazionale. La procura di Roma ha disposto le perquisizioni dalla Lombardia alla Sicilia effettuate dalle Digos e dal Ros. In un anno di indagini è stato scoperto che a quel sito si erano collegati anche cittadini italiani.
Le città in cui sono arrivati Polizia e carabinieri sono Roma, Milano, Torino, Ancona, Bergamo, Padova, Verona, Rovigo, Vercelli, Bologna, Cesena, Rimini, Latina, Arezzo, Foggia, Reggio Calabria, Ragusa, Trapani e Caltanissetta. L’attività investigativa risale al 2021 dopo la segnalazione - acquisita dall’Antiterrorismo della polizia e dal Ros attraverso il Federal Bureau Investigation statunitense – dell’esistenza di un sito di propaganda dell’organizzazione terroristica Isis presente nel dark web cui potevano aver fatto accesso internauti presenti in Italia.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati numerosi device oltre a materiale informatico, su cui proseguono gli approfondimenti delle Digos e delle articolazioni del Ros. Almeno 2000 gli indirizzi IP riconducibili a visitatori del sito che fa propaganda all'Isis. Quegli indirizzi sono stati verosimilmente geolocalizzati in Italia perché associati a provider nazionali. E secondo le prime informazioni, oltre ad aver frequentato in più occasioni l’ambiente virtuale nascosto, da quegli indirizzi qualcuno aveva scaricato materiale di propaganda dell’organizzazione terroristica.
Si tratta di video e immagini di propaganda dell’organizzazione terroristica stato islamico, raccolte della rivista Al Naba, apparato ufficiale di Daesh, comunicati dell’agenzia di stampa Amaq, organo di diffusione delle principali operazioni di Isis nel mondo, audio della casa mediatica Al Furqan e della radioemittente ufficiale di IS Al Bayan, manuali di tecniche di combattimento e auto-addestramento, oltre a file multimediali contenenti la storiografia del Califfato. Tutto materiale che veniva consultato ogni giorno.
Dall'analisi dei dati tecnici acquisiti dalle compagnie telefoniche italiane – condotta insieme dal personale specializzato del Servizio per il Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS e del Reparto Antiterrorismo del ROS – è stato possibile individuare utenti reali localizzati in Italia nei confronti dei quali sono stati avviati ulteriori accertamenti sul posto a cura delle articolazioni territoriali del ROS dei carabinieri e delle Digos della polizia.
Tra i 29 indagati ci sono nomi già finiti in inchieste per profili social contraddistinti da contenuti estremisti o per aver manifestato indicatori di radicalizzazione. Agli indagati sine arrivati anche con tecniche investigative tradizionali come i pedinamenti, le verifiche anagrafiche e l'attività informativa di settore, servizi di osservazione e pedinamento.
Attraverso gli accertamenti di natura tecnica e l’analisi accurata degli accessi al web oscuro, sono state rilevate numerose connessioni alla pagina virtuale da parte degli utenti individuati, durante tutto l’arco temporale esaminato, documentando come vi fosse una costante consultazione dei contenuti e non una semplice visione casuale o estemporanea.
Nonostante il sito finito sotto indagine fosse stato rimosso dalla rete, attraverso un lavoro di ricerca nella rete globale è stato possibile ricostruire dettagliatamente i contenuti della webpage. Così è stato vanificato quella tecnica ormai collaudata per cui gli amministratori delle pagine trasferiscono frequentemente i contenuti del dark web in spazi virtuali sempre nuovi, in modo da renderne l’individuazione ancora più difficoltosa.