Conduttrice tv irride bimbo tifoso del Cosenza, dopo la vittoria sul Vicenza: "Tanto poi venite qui a cercare lavoro"
di Alessia Candito , di Alessia CanditoUn'inutile cattiveria in diretta tv, per di più rivolta ad un bambino. Una dispiaciuta lettera di risposta del padre del piccolo. E un video che diventa virale. È sull'asse Vicenza-Cosenza che va in scena lo sconfortante siparietto che in una manciata di minuti ripropone la summa degli stereotipi razzisti sui "terroni". In teoria, roba morta e sepolta da decenni. O che quanto meno si ha imbarazzo a mostrare. Ma per la presentatrice Sara Pinna, evidentemente no.
Sarda d'origine ma cresciuta a Vicenza, dove è diventata volto di una trasmissione sportiva trasmessa da una tv locale, a un bambino di sette anni che esultava sulle spalle del papà, dopo la vittoria che ha regalato la salvezza al Cosenza e condannava il Vicenza alla retrocessione, Pinna da studio ha risposto oltremodo piccata. "Lupi si nasce" diceva il piccolo, felice per la vittoria dei cosentini, noti anche come "lupi", all'inviato spedito fuori …
Un'inutile cattiveria in diretta tv, per di più rivolta ad un bambino. Una dispiaciuta lettera di risposta del padre del piccolo. E un video che diventa virale. È sull'asse Vicenza-Cosenza che va in scena lo sconfortante siparietto che in una manciata di minuti ripropone la summa degli stereotipi razzisti sui "terroni". In teoria, roba morta e sepolta da decenni. O che quanto meno si ha imbarazzo a mostrare. Ma per la presentatrice Sara Pinna, evidentemente no.
Sarda d'origine ma cresciuta a Vicenza, dove è diventata volto di una trasmissione sportiva trasmessa da una tv locale, a un bambino di sette anni che esultava sulle spalle del papà, dopo la vittoria che ha regalato la salvezza al Cosenza e condannava il Vicenza alla retrocessione, Pinna da studio ha risposto oltremodo piccata. "Lupi si nasce" diceva il piccolo, felice per la vittoria dei cosentini, noti anche come "lupi", all'inviato spedito fuori dallo stadio Marulla a raccogliere interviste. "Gatti si diventa. Non ti preoccupare che venite anche voi in pianura a cercare qualche lavoro" ha ribattuto lei, velenosa, da studio, mentre il collega sul campo le dava manforte. "Buona questa".
Il video è diventato virale. Ma alla conduttrice non è certo servito per raggranellare consensi. Soprattutto dopo la garbata quanto risentita lettera che Michele Vetere, il padre del bambino, ha affidato ai social.
Frasi che hanno fatto rapidamente il giro del web e a Pinna hanno procurato guai - l'ordine del Veneto, a cui per altro non risulterebbe iscritta, ha avviato un'istruttoria - e una valanga di critiche. E come spesso accade sui social, regno incontrastato degli hater, il tono dei commenti è anche degenerato. "Noi, io e la mia famiglia, con chi ha insultato la signora non abbiamo nulla a che fare. E mi dissocio totalmente" dice a Repubblica il padre del piccolo. Non aveva sentito il commento in studio, spiega, né la battuta "altrettanto stupida e insensata nel 2022" dell'inviato, "poi ho scoperto tutto sui social. E rispondere per lettera mi è sembrata la cosa più naturale" aggiunge, sorpreso - ripete più e più volte - dal clamore che il suo post ha suscitato.
Racconta che la conduttrice lo ha cercato sui social quando il suo messaggio è diventato virale, che si è scusata attribuendo tutto a un eccesso di fede calcistica, di essere stata sciocca. "E io le scuse le ho accettate. Solo che adesso rischio di infastidirmi nuovamente perché su alcune testate venete leggo dichiarazioni della signora da cui emerge che io sarei stato obbligato a scrivere quella lettera. In tutta la mia esistenza, non c'è nessuno che ci sia riuscito".
E nella vita Michele Vetere ne ha fatte di cose. Da imprenditore, per anni ha anche vissuto in Veneto, anzi proprio nell'alto vicentino "e io il lavoro l'ho creato, avevo un'impresa lì" sottolinea. Dopo è tornato in Calabria, perché "mi sembrava giusto provare a costruire delle opportunità anche per la mia terra". E a Cosenza, è stato fedele all'impegno preso. "Temo che la signora non solo abbia insultato i calabresi, ma non abbia reso un buon servizio neanche ai vicentini. Ho vissuto lì, posso dirlo: ci sono i pregiudizi contro il Sud - sottolinea - ma c'è anche tanta gente che mi ha accolto". E lo farebbe anche lui, se Pinna si decidesse a visitare la Calabria: "da buon calabrese, la accoglierei a braccia aperte. Perché noi siamo fatti così".