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Università, ecco la riforma dell'arruolamento: nasce il ricercatore unico

Con il Pnrr accelerazione parlamentare dopo due anni di dibattito: riduzione del percorso di ricerca da 7 a 6 anni, cancellato il ruolo di assegnista. Il senatore pd Francesco Verducci: "Più tutele e stabilità". Andu: "Così non si sgonfia la precarietà"
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ROMA - La riforma del reclutamento universitario è pronta. E potrebbe vedere la luce entro il 30 giugno, data di confine di alcune riforme dell'accademia italiana indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La revisione del cosiddetto "pre-ruolo" - tutto quello che esiste prima del ruolo di professore universitario, associato od ordinario che sia, oggi frammentato e allungato nel tempo - ha conosciuto un'accelerazione attraverso alcuni emendamenti di Francesco Verducci, senatore Pd e già primo relatore del Disegno di legge 2285 che in un primo tempo al Senato ha messo insieme questi argomenti.

L'emendamento, presentato nella chiave delle scadenze europee al Decreto 36 ("Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Pnrr") e che dovrebbero avere una maggioranza alle loro spalle, prevede innanzitutto l'abolizione delle due figure di ricercatore (Rtd-A e Rtd-B) nate con la Legge Gelmini nel 2010 e l'introduzione del so…

ROMA - La riforma del reclutamento universitario è pronta. E potrebbe vedere la luce entro il 30 giugno, data di confine di alcune riforme dell'accademia italiana indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La revisione del cosiddetto "pre-ruolo" - tutto quello che esiste prima del ruolo di professore universitario, associato od ordinario che sia, oggi frammentato e allungato nel tempo - ha conosciuto un'accelerazione attraverso alcuni emendamenti di Francesco Verducci, senatore Pd e già primo relatore del Disegno di legge 2285 che in un primo tempo al Senato ha messo insieme questi argomenti.

L'emendamento, presentato nella chiave delle scadenze europee al Decreto 36 ("Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Pnrr") e che dovrebbero avere una maggioranza alle loro spalle, prevede innanzitutto l'abolizione delle due figure di ricercatore (Rtd-A e Rtd-B) nate con la Legge Gelmini nel 2010 e l'introduzione del solo Ricercatore tenure track (Rtt). Quindi, si prevede un percorso di ricerca di 6 anni (erano 7 alla Camera), con la possibilità del passaggio a professore associato a partire dal quarto anno, dopo che si è ottenuta l'abilitazione scientifica. Chi è già stato ricercatore a tempo determinato di tipo A (Rtd-A, secondo la dizione ancora in corso) può essere inserito nel percorso del ricercatore unico direttamente al quarto anno.

Ancora, viene superato l'assegno di ricerca, che negli anni è diventato lo strumento della precarietà più pesante subita dal ricercatore e reiterata dagli atenei: con la riforma si introduce un vero contratto di ricerca, o post-doc, della durata di almeno due anni, con un valore economico uguale a quello di ricercatore con tutele e garanzie sindacali tipiche del lavoro subordinato.

Il senatore Verducci definisce la riforma radicale e dice: "È il frutto di un lavoro parlamentare di oltre due anni, cui hanno contribuito tutte le forze di maggioranza. L'assegno di ricerca in queste stagioni è stato utilizzato in modo abnorme provocando una grave precarizzazione che ha colpito i giovani ricercatori italiani. Ora abbiamo una strada protetta per dare al sistema universitario e della ricerca italiano un forte rinnovamento e un'iniezione di giovani capaci e talentuosi. Con queste nuove norme, in Italia si potrà fare ricerca con più certezze, tutele, stabilità".

Come in ogni passaggio di ruoli e regole, con l'emendamento al Decreto 36 s'instaura una "disciplina transitoria" per i ricercatori: a questo proposito, si prevede l'introduzione di una "riserva" del 25 per cento per chi è già stato Rtd-A o assegnista e intende entrare nella figura del ricercatore unico. Nel regime transitorio, che sarà lungo tre stagioni, si consentirà di partecipare anche a chi ha più di 12 anni di precariato. Se un ricercatore non riuscirà a prendere l'abilitazione all'insegnamento nel corso dei sei anni, uscirà dal circuito universitario.

Negli atenei si vedrà, infine, il tecnologo a tempo indeterminato, già presente negli enti pubblici di ricerca: darà supporto alle attività in termini di progettazione, gestione e coordinamento.

Arted, l'associazione che raduna i ricercatori a tempo determinato, plaude al decreto e alla sua velocizzazione: "Sono state accolte tutte le nostre richieste".

E' critica l'Associazione nazionale docenti universitari (Andu), che scrive: "Si mantengono in vita e si estendono figure atipiche del lavoro di ricerca, come le borse, e si allunga il già incredibilmente lungo periodo di inserimento nei ruoli universitari attualmente pari a 12 anni. Serve, invece, un ruolo unico prima di quello della docenza e l'eliminazione di ogni forma di contratto parasubordinato: borse, assegni, collaborazioni. Il dottorato, nel lavoro pubblico e privato, deve essere riconosciuto come titolo di alta formazione".