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Rivoluzione del cognome, il primo giorno vince ancora quello paterno

Il palazzo della Consulta 
Viaggio tra ospedali e anagrafi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza della Consulta che dà il via libera all'aggiunta del nome materno. I neogenitori: "Cambiare abitudini mette a rischio il rapporto di coppia". "Noi lo metteremo ma lo diremo in famiglia più in là, temiamo ritorsioni sull'eredità". Dai Comuni un appello: "Siamo pronti ma ci vogliono norme chiare".
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L'inizio è avvenuto a passi lenti. Un po' per la fatica storica della nostra burocrazia ad accogliere le nuove direttive. Un po', in realtà, perché le novità, anche quelle belle, giuste e positive, fanno fatica a scalzare la tradizione. E da Nord a Sud negli uffici di anagrafe,  così come nei reparti di neonatologia,  a 24 ore dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della sentenza della Consulta sul doppio cognome, non c'è stata ancora la corsa a registrare i propri bebè con entrambi i cognomi, o, anche, con il solo cognome della madre.  

Molti neogenitori preferiscono ancora il cognome paterno

A Firenze, ad esempio, per adesso  i neogenitori  scelgono le strade note. "Non si gioca qui la parità fra uomo e donna -  racconta Martina, che ha appena partorito il secondo figlio - siamo stati d'accordo senza dircelo, il cognome resterà quello del padre". "…

L'inizio è avvenuto a passi lenti. Un po' per la fatica storica della nostra burocrazia ad accogliere le nuove direttive. Un po', in realtà, perché le novità, anche quelle belle, giuste e positive, fanno fatica a scalzare la tradizione. E da Nord a Sud negli uffici di anagrafe,  così come nei reparti di neonatologia,  a 24 ore dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della sentenza della Consulta sul doppio cognome, non c'è stata ancora la corsa a registrare i propri bebè con entrambi i cognomi, o, anche, con il solo cognome della madre.  

Molti neogenitori preferiscono ancora il cognome paterno

A Firenze, ad esempio, per adesso  i neogenitori  scelgono le strade note. "Non si gioca qui la parità fra uomo e donna -  racconta Martina, che ha appena partorito il secondo figlio - siamo stati d'accordo senza dircelo, il cognome resterà quello del padre". "Cambiare abitudini così radicate mette a rischio il rapporto di coppia", aggiungono, addirittura, Elena e Gabriele. Quasi tutti erano a conoscenza della novità, ma i favorevoli, per adesso, restano un'eccezione: "Metteremo il doppio cognome", spiega una coppia, "ma lo diremo in famiglia più in là, temiamo ritorsioni sull'eredità".  

Difficile scalzare il patronimico, difficile far passare il concetto che attraverso la sola trasmissione del nome del padre, si continua a sottolineare, così come ha scritto nella  storica sentenza della Consulta la giudice Emanuela Navarretta "il sigillo di una diseguaglianza fra i genitori, che si riverbera e si imprime sull'identità del figlio". Perché   "a fronte del riconoscimento contemporaneo del figlio, il segno dell'unione fra i due genitori si traduce nell'invisibilità della donna". E infine: "La selezione della sola linea parentale paterna oscura unilateralmente il rapporto genitoriale con la madre".

"Aspettiamo una circolare"

Nella distratta quotidianità delle diverse amministrazioni, ha vinto, ancora, la tradizione.  A Bari, il primo giorno della "rivoluzione del cognome" è stato infatti un giorno come altri. Nell'ufficio anagrafe comunale, i neonati sono stati registrati con il solo cognome del padre. Dal Comune fanno sapere che "essendo la sentenza eseguibile dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, oggi abbiamo mantenuto la procedura precedente, mentre dal prossimo giorno lavorativo - quindi dal 3 giugno - si applicherà il dispositivo attribuendo il doppio cognome. Comunque attendiamo circolari esplicative dal ministero, dato che numerosissimi punti sono da chiarire". Non si tratta di intoppi tecnici: "Siamo pronti, i nostri sistemi già prevedono l'inserimento del doppio cognome", aggiunge l'assessore comunale ai Servizi civici Eugenio Di Sciascio. Vedremo in quanti lo chiederanno.

I dubbi degli uffici anagrafe

Attesa, dubbi e confusione negli uffici dell'anagrafe di Napoli sul doppio cognome. "Non abbiamo ricevuto alcuna circolare, né disposizione in merito perciò per ora operiamo come prima" è la risposta che si riceve recandosi agli sportelli dello stato civile nei diversi uffici della città. Così gli ufficiali dell'anagrafe hanno continuato a registrare i nati con il solo cognome paterno. D'altra parte facendo un giro tra gli uffici comunali e stando anche a quanto conferma la direzione centrale del Comune non vi sono state obiezioni, né richieste da parte dei genitori perché venisse applicata la sentenza. "Attendiamo la circolare dalla prefettura  - afferma il responsabile della direzione centrale per i Servizi demografici del Comune di Napoli, Luigi Loffredo -  e appena arriverà la dirameremo a tutti gli uffici che così potranno procedere. Fermo restando che se in queste ore i genitori richiederanno il rispetto della sentenza, gli uffici annoteranno la loro richiesta che poi avrà efficacia". 

"Chiarimenti che possono arrivare solo da una legge"

A Torino è ancora tutto fermo: "Dal giorno dopo la pubblicazione della sentenza in Gazzetta ufficiale noi siamo pronti a registrare il doppio cognome. Nonostante tutti i problemi che potrebbero sorgere, a cominciare dal disaccordo dei genitori. In questo caso deve intervenire un giudice", spiega Francesco Tresso, assessore all'Anagrafe di Torino. I dubbi sono tanti: "Abbiamo bisogno di chiarimenti su come fare in caso di proliferazione di cognomi. Oppure è possibile che un figlio abbia un determinato cognome e non ci sia uniformità rispetto ai fratelli o alle sorelle nate prima. Insomma, mi sembra che ci siano una serie di problemi da affrontare e che li possa affrontare solo il legislatore con un qualche provvedimento. Noi, comunque, essendo una sentenza, ci apprestiamo a rispettarla".

Tutti nodi che effettivamente dovrà sciogliere il Parlamento. A giudicare dalle dichiarazioni di questi giorni la legge potrebbe, anche essere varata in fretta. Chissà però. Il rischio di oblio parlamentare è sempre presente. Gli appelli ad agire sono però molteplici. "La Corte costituzionale ha detto basta all'invisibilità della madre. Si apre una pagina nuova nelle relazioni genitoriali e generazionali, adesso tocca al legislatore", ha detto Cecilia D'Elia, responsabile Pd per la Parità e portavoce nazionale delle donne democratiche, su Twitter.

E la ministra della PariOpportunità e della Famiglia, Elena Bonetti di Iv, ha sottolineato: "La sentenza della Consulta è la conferma che lqa nostra democrazia non si può fondare sulla prevalenza automatica del maschile sul femminile. È già un pezzo di rivoluzione", ha commentato Bonetti. "Conto e spero che il Parlamento provveda al più preso a dare seguito al provvedimento legislativo". Un appello a fare in fretta anche dai Cinquestelle: "Noi siamo pronti da tempo con una nostra proposta di legge che consenta il pieno utilizzo del cognome materno e stabilisca regole per evitare controversie o complicazioni per i cognomi delle generazioni. Ora non ci sono più scuse e anche i più affezionati alle vecchie abitudini, dovranno farsene una ragione. Spetta al Parlamento intervenire per dare delle regole chiare".