Morta Liliana, la figlia Totò: ancora da realizzare il sogno del loro museo a Napoli
di Marino Niola , di Marino NiolaNapoli - Per tutti era la figlia di Totò. E scusate se è poco. Ma Liliana de Curtis, scomparsa ieri a Roma a 89 anni, non era solo la figlia amatissima del principe de Curtis. Era soprattutto la devotissima vestale che ha tenuto vivo il ricordo del comico più amato dagli italiani. E ne ha ricreato costantemente la memoria tessendo un filo ininterrotto tra la sua vita e quella paterna.
Il sangue blu e l'omaggio all'ex del padre
Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliardi, nata a Roma il 10 maggio 1933, quella sfilza di cognomi aristocratici ereditati dal padre li ha sempre portati con la grazia e la leggerezza di chi conosce la differenza tra la cose che contano e quelle che restano sulla carta. Fu battezzata Liliana per ricordare Liliana Castagnola, attrice che aveva amato follemente suo padre e si era suicidata per lui. Sua madre invece era Diana Rogliani, che nel 1951 aveva ispirato a Totò la celebre canzone Malafem…
Napoli - Per tutti era la figlia di Totò. E scusate se è poco. Ma Liliana de Curtis, scomparsa ieri a Roma a 89 anni, non era solo la figlia amatissima del principe de Curtis. Era soprattutto la devotissima vestale che ha tenuto vivo il ricordo del comico più amato dagli italiani. E ne ha ricreato costantemente la memoria tessendo un filo ininterrotto tra la sua vita e quella paterna.
Il sangue blu e l'omaggio all'ex del padre
Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliardi, nata a Roma il 10 maggio 1933, quella sfilza di cognomi aristocratici ereditati dal padre li ha sempre portati con la grazia e la leggerezza di chi conosce la differenza tra la cose che contano e quelle che restano sulla carta. Fu battezzata Liliana per ricordare Liliana Castagnola, attrice che aveva amato follemente suo padre e si era suicidata per lui. Sua madre invece era Diana Rogliani, che nel 1951 aveva ispirato a Totò la celebre canzone Malafemmena.
"Il suo vero amore era il papà"
Suo padre fu il vero "grande amore di Liliana e lei fu il più grande amore per il babbo", ha commentato Antonello Buffardi de Curtis, figlio di Liliana e del produttore Gianni Buffardi. Un amore protettivo e possessivo, al punto tale che l'attore non la mandò a scuola e la fece studiare in casa con precettori privati, proprio come nelle famiglie nobili d'antan. Ma fu anche un amore tenerissimo e struggente. Ogni sera tornando a casa Totò si nascondeva un sacchetto di gianduiotti all'interno del cappotto. E quando Liliana lo abbracciava sentiva quella specie di gobba. Allora cominciava a frugare finché scopriva la sorpresa. Diventò un pezzo di teatro dei sentimenti, che padre e figlia continuavano a recitare tutte le sere.
Dal grande papà Liliana aveva ereditato la generosità e la solidarietà.
I soldi sotto le porte dei bassi di Napoli
Amava sempre ricordare che Totò di notte si faceva portare a Napoli dal suo autista e infilava dei soldi sotto le porte dei bassi "per aiutare chi aveva bisogno, ma senza farsi vedere". E quando parlava dell'emergenza immigrati si infervorava: "Vanno accolti. Mio padre li avrebbe aiutati sicuramente".
L'ossessione del museo
In realtà Liliana pensava il mondo e viveva la vita attraverso il filtro paterno. Non era una raccoglitrice notarile di ricordi, ma per sessant'anni ha fatto da interfaccia sensibile fra Totò e noi. Lo ha fatto con libri come Malafemmena (2009) e Totò mio padre (2016) scritto con Matilde Amorosi. Ma anche con trasmissioni televisive come "Siamo stati uniti", dove interpretava sé stessa. Il sogno di Liliana era un museo per Totò nella sua Napoli. Il progetto a cui lei ha dedicato una vita avrebbe dovuto prendere corpo in palazzo Spagnolo, nel rione Sanità. Il ministro Dario Franceschini, nell'esprimere il dolore per la scomparsa dell'attrice, ha detto che il "ministero della Cultura è al lavoro per rendere concreta l'idea di una grande sede museale", ossia l'ex Monte di Pietà di Napoli.
I funerali domenica a Napoli, poi riposerà col padre
I funerali di Liliana si terranno domani all'ombra del Vesuvio, come fu per Totò, per Massimo Troisi e per Pino Daniele. E prima ancora per Enrico Caruso. Perché Partenope i suoi figli li mette al mondo due volte. In questo mondo e poi nell'altro. Alla morte di Pino Daniele Liliana si era molto commossa e aveva commentato "adesso Pino e Totò sono insieme e si stanno dicendo che Napoli è un'altra cosa". Ora sono in tre.