All'incanto la redazione finale di "Undulna" (1903), una delle più celebri e importanti poesie di Gabriele d'Annunzio (1863-1938), presente nella raccolta "Alcyone", che rappresenta il massimo esempio dello sforzo simbolista del Vate più maturo: il manoscritto sarà offerto dalla casa d'aste Finarte il 16 giugno a Roma con una stima fra 8mila e 10mila euro.
L'album con la foto del 1906
L'autografo è probabilmente una bella copia prodotta per la stampa. Si tratta di 12 fogli autografi numerati da 3 a 14, recanti il testo integrale di "Undulna", 128 versi distribuiti in 32 quartine a rime alterne. Uno dei fogli contiene gli ultimi versi di "Litorea Dea", un altro foglio i primi versi di "Il Tessalo". L'autografo della poesia è contenuto all'interno di un album fotografico in pelle rossa comprensivo anche di una foto firmata e datata di d'Annunzio 29 marzo 1906, a fianco di un compositore al pianoforte.
La fusione tra Onda e Duna
"Undulna" è una delle invenzioni mitopoietiche scaturite dalla fantasia dannunziana, la trasfigurazione antropoforma nata dalla fusione tra Onda e Duna. Undulna è l'onda che traccia le sue danze sulla spiaggia, che diviene divinità marina, specchio della bellezza settembrina dell'estate. Nella figura di Undulna, ultima divinità alcionia, si confondono lo sguardo e la voce di d'Annunzio.