Venezia, nasce la chiave unica per i portoni del Museo Correr e di palazzo Ducale
di Vera Mantengoli , di Vera MantengoliVenezia - Addio mazzi di chiavi secolari. Da oggi per entrare al Museo Correr e a Palazzo Ducale basterà per ogni struttura un'unica, preziosissima chiave che, come per magia, aprirà tutte le porte. I Musei civici di Venezia spianano la strada a una nuova tipologia di sicurezza, realizzata in collaborazione con la multinazionale finlandese di robotica Abloy che ha finanziato con 150mila euro la nuova tecnologia all'avanguardia.
Come funziona
In pratica, all'interno delle duecento serrature delle due sedi museali è stata creata una nuova toppa adatta a un'unica chiave, senza modificare le precedenti. Il cambiamento epocale è già iniziato e nei prossimi mesi si concluderà con una sola serratura per tutte le altre duecento porte mancanti. Se fino ad adesso ogni porta aveva una sua chiave, oggi i custodi ne utilizzeranno una controllata da remoto che registra chi l'ha usata, quando e se ci sono eventuali anomalie.
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Venezia - Addio mazzi di chiavi secolari. Da oggi per entrare al Museo Correr e a Palazzo Ducale basterà per ogni struttura un'unica, preziosissima chiave che, come per magia, aprirà tutte le porte. I Musei civici di Venezia spianano la strada a una nuova tipologia di sicurezza, realizzata in collaborazione con la multinazionale finlandese di robotica Abloy che ha finanziato con 150mila euro la nuova tecnologia all'avanguardia.
Come funziona
In pratica, all'interno delle duecento serrature delle due sedi museali è stata creata una nuova toppa adatta a un'unica chiave, senza modificare le precedenti. Il cambiamento epocale è già iniziato e nei prossimi mesi si concluderà con una sola serratura per tutte le altre duecento porte mancanti. Se fino ad adesso ogni porta aveva una sua chiave, oggi i custodi ne utilizzeranno una controllata da remoto che registra chi l'ha usata, quando e se ci sono eventuali anomalie.
Non si può replicare
Nessuno può duplicarla, a meno che non sia in possesso di una certificazione che nemmeno la presidente dei Musei civici ha voluto conoscere. "Provengo dal mondo della sicurezza e per me i musei devono essere sempre più fruibili, ma anche sempre più sicuri" spiega la presidente della Fondazione musei civici, Maria Cristina Gribaudi, ad dell'azienda del marito Massimo Bianchi, Keyline di Conegliano (Treviso), da otto generazioni leader in Italia del settore. "I musei sono le fabbriche del nostro passato e le nostre fabbriche sono i musei del nostro futuro, due facce della stessa medaglia. Entrambi vanno custoditi in uno scrigno con un'unica chiave per poterli trasmettere alle future generazioni".
Il luogo di custodia è top secret
Dove sono custodite le chiavi e chi le possieda è ovviamente top secret, ma la garanzia del nuovo sistema, che piano piano interesserà tutti i Musei civici Veneziani, è che è impossibile fare un duplicato senza una particolare documentazione. Il personale ha accolto positivamente l'iniziativa. È molto più semplice adesso aprire le porte e non girare per piani e corridoi con enormi mazzi di chiavi che, fascino a parte, richiedevano molto tempo per aprire le porte e molta responsabilità nel custodire le chiavi.
Un museo dedicato
Di chiavi Gribaudi è tra le più grandi esperte tanto che nell'azienda Keyline esiste un vero e proprio Museo della chiave, il più grande d'Europa, con oltre 2.000 reperti e tantissime donazioni di chiavi da tutto il mondo, in particolare dal Giappone, ma anche da privati che vogliono lasciare chiavi importanti in un luogo che ne valorizzi la realizzazione e la storia. "Non ci rendiamo conto che l'Italia è con Israele uno dei Paesi più all'avanguardia del mondo per la sicurezza", spiega Gribaudi, madre di sei figli, quattro dei quali attivi nel portare avanti l'azienda nata nel 1770. "In Italia, a causa della nostra storia, abbiamo sviluppato un sistema di protezione per l'antiterrorismo importante, ma spesso ci sottovalutiamo e non conosciamo quanti risultati abbiamo raggiunto".
400 ferri da conservare
Forgiate ognuna diversa dall'altra da ingegnosi fabbri per aprire le stanze più segrete di tutta la Serenissima, oggi le oltre 400 chiavi sono destinate a essere sostituite, ma nessuno ha intenzione di liberarsene. In futuro, se si riterrà sicuro, potrebbero diventare anche loro reperti unici da esporre, aprendo questa volta le porte della fantasia di chi le potrà ammirare nella loro bellezza.