Anonymous Italia: "Vi spieghiamo chi sono gli hacker russi di Killnet e come Mosca ha impostato la cyber guerra contro l'Occidente"
di Francesco Bussoletti , di Francesco BussolettiL'Italia è al centro di una campagna di cyber warfare russa, che da settimane prende di mira dai media alle istituzioni, passando dalle aziende. L'arma è il web e le pallottole sono ondate di attacchi DDoS: Distributed Denial of Service. In parole semplici sono milioni di richieste di accesso in contemporanea verso un singolo sito, che non riesce a gestire l'enorme mole e va in crash. Il responsabile è Killnet/Legion, gruppo di volontari pro-Mosca, che vogliono punirci per il sostegno all'Ucraina. Killnet, però, ha la sua nemesi: Anonymous Italia. Anche loro sono volontari, ma l'obiettivo è opposto: proteggere il nostro Paese. Hanno accettato di illustrare a Repubblica chi sono gli hacker russi e soprattutto come Mosca ha impostato la guerra contro l'Occidente nel cyberspazio.
"Killnet è nato come un gruppo di ragazzini, esaltati dalla propaganda russa e foraggiati da alcuni organi del Cremlino, che hanno preso di…
L'Italia è al centro di una campagna di cyber warfare russa, che da settimane prende di mira dai media alle istituzioni, passando dalle aziende. L'arma è il web e le pallottole sono ondate di attacchi DDoS: Distributed Denial of Service. In parole semplici sono milioni di richieste di accesso in contemporanea verso un singolo sito, che non riesce a gestire l'enorme mole e va in crash. Il responsabile è Killnet/Legion, gruppo di volontari pro-Mosca, che vogliono punirci per il sostegno all'Ucraina. Killnet, però, ha la sua nemesi: Anonymous Italia. Anche loro sono volontari, ma l'obiettivo è opposto: proteggere il nostro Paese. Hanno accettato di illustrare a Repubblica chi sono gli hacker russi e soprattutto come Mosca ha impostato la guerra contro l'Occidente nel cyberspazio.
"Killnet è nato come un gruppo di ragazzini, esaltati dalla propaganda russa e foraggiati da alcuni organi del Cremlino, che hanno preso di mira l'Italia per il suo sostegno all'Ucraina con campagne DDoS - hanno spiegato gli hactivisti -. Finora hanno colpito diverse volte, in alcuni casi andando a segno, ma in molti altri fallendo. Di conseguenza, nonostante i loro proclami, non sono stati così pericolosi ed incisivi come volevano far credere". Oggi il gruppo sembra che si stia riorganizzando e trasformando in qualcosa di diverso. "E' presto per dire che succederà, vedremo. Intanto, noi gli stiamo col fiato sul collo". Killnet è solo una delle formazioni esterne di hacker che Mosca utilizza per la sua guerra nel cyberspazio. "Come vediamo dai loro forum, la Russia sta reclutando cyber mercenari in ogni Stato-bersaglio, compresa l'Italia - sottolineano gli Anon -. Finora, a esclusione di quelli in Ucraina, i loro supporter hanno puntato i target solo con azioni di disturbo, tese soprattutto a generare il panico tra le popolazioni dei paesi colpiti".
I reclutamenti mirati
Gli attacchi DDoS, infatti, non causano danni permanenti e soprattutto non permettono di rubare dati e informazioni sensibili. "I reclutamenti sono aumentati recentemente, perché i gestori della cyber guerra russa si sono resi conto dei loro limiti - ha ricordato Anonymous Italia -: la gerarchia che hanno imposto finora ai loro hacker non permette di colpire i bersagli in maniera organizzata, se non in modo sporadico e poco costruttivo. Inoltre, c'è il problema della lingua madre dei target. Non averne la padronanza, non permette loro di capire come sfruttare al meglio le possibilità. Da qui la scelta dei reclutamenti mirati". Peraltro, la risposta nelle varie nazioni è stata diversa e ciò ha spiazzato gli attaccanti che non erano organizzati per sfruttare al meglio le aree più vulnerabili. Per esempio, a differenza di quanto avvenuto altrove, "in Italia hanno ricevuto risposte molto persuasive - hanno ricordato gli hactivisti -. Nel resto di Europa Anonymous non aveva capito che la strategia di difesa migliore è l'attacco e sono rimasti spiazzati dalle offensive DDoS degli hacker russi - hanno spiegato -. Noi al contrario attacchiamo obiettivi pari al loro, ma con più efficacia ed è per questo che noi per loro siamo un problema. Se attaccano noi, noi attacchiamo target russi ed al Cremlino questo non piace. Infatti, è probabile che chi gestisca le dalla Russia abbia imposto limiti ai cyber mercenari, per non rischiare di subire danni alle proprie infrastrutture. Il segnale che abbiamo dato alla polizia di Mosca dopo il loro attacco al sito della Polizia di Stato italiana è stato chiaro. Quello del nostro Paese è tornato online dopo poco, il loro è offline ancora ad oggi. Quindi, hanno capito che noi quando attacchiamo facciamo danni e non si azzardano a spingersi oltre più di tanto, nonostante i proclami".
Chi sono i difensori di Anonymous Italia
A sostegno delle parole di Anonymous c'è la miriade di annunci a vuoto fatti da Killnet su attacchi ai massimi livelli in Italia. In alcuni casi, come il comparto intelligence e il CSIRT-Italia ci hanno provato, fallendo. In molti altri, ci sono stati solo timidi accenni. Ma in tutto ciò, chi sono i difensori di Anonymous Italia e per chi lavorano veramente?
"Facciamo parte di Anonymous, ma siamo autonomi come ogni singolo Anon - hanno concluso i volontari -. Ci accusano di lavorare per la Cia, per la Nato o per l'Europa, ma niente di tutto questo è vero. Non a caso ci sono operazioni anche contro quei Paesi da cui dovremmo dipendere. Quelli che ci accusano sono sempre le vittime delle nostre operazioni, che puntano il dito contro i loro nemici solo per scopi di propaganda. Noi siamo liberi. La nostra forza è la fluidità: non c'è un'organizzazione. Siamo tanti e sparsi in tutto il mondo. Inoltre, ognuno di noi - all'interno di una 'OP' - è libero di attaccare i bersagli che preferisce, usando gli strumenti che ritiene migliori. Siamo come il mare: puoi fermare qualche onda, ma ce ne saranno sempre altre che colpiranno dove e quando meno te lo aspetti"