Padova, ragazza pachistana scomparsa: non era da sola quando è sparita. Il padre: "Basma torna a casa e sposa chi vuoi"
di Enrico Ferro , di Enrico FerroPADOVA - La scuola era terminata il 23 maggio, per via degli esami di fine triennio. Ma Basma continuava a svegliarsi ogni mattina all'alba: si preparava, usciva di casa alle 7, saliva in corriera alle 7.15 e poi raggiungeva regolarmente il Caffé Roma di Castelfranco. Un'ora e mezza in videochiamata, per poi andarsene e tornare a casa solo nel pomeriggio. È nella nebbia di queste bugie che i carabinieri stanno cercando di farsi largo, per dare una soluzione al giallo che gira intorno alla scomparsa della diciottenne pachistana Basma Afzaal. Sono emersi anche due nuovi elementi. Il primo è che comunicava con il profilo Instagram della cugina che vive in Inghilterra. Il secondo è che c'è un fotogramma che la immortala con una persona martedì 31 maggio, poco prima di sparire. "Ma io non avevo nessuna intenzione di organizzare un matrimonio combinato: Basma, torna a casa e sposa chi vuoi", dice disperato il padre Mohammad Afz…
PADOVA - La scuola era terminata il 23 maggio, per via degli esami di fine triennio. Ma Basma continuava a svegliarsi ogni mattina all'alba: si preparava, usciva di casa alle 7, saliva in corriera alle 7.15 e poi raggiungeva regolarmente il Caffé Roma di Castelfranco. Un'ora e mezza in videochiamata, per poi andarsene e tornare a casa solo nel pomeriggio. È nella nebbia di queste bugie che i carabinieri stanno cercando di farsi largo, per dare una soluzione al giallo che gira intorno alla scomparsa della diciottenne pachistana Basma Afzaal. Sono emersi anche due nuovi elementi. Il primo è che comunicava con il profilo Instagram della cugina che vive in Inghilterra. Il secondo è che c'è un fotogramma che la immortala con una persona martedì 31 maggio, poco prima di sparire. "Ma io non avevo nessuna intenzione di organizzare un matrimonio combinato: Basma, torna a casa e sposa chi vuoi", dice disperato il padre Mohammad Afzaal, tornato lunedì dal Pakistan e ieri rimasto per due ore nella caserma dei carabinieri di Cittadella.
È una ragazza pacata Basma, sempre diligente, mai fuori posto. La descrivono così anche le compagne di classe, che ormai da tre anni la frequentavano. E tutte, nell'ultimo periodo, avevano notato una cosa: le videochiamate. Basma telefonava a qualcuno e parlava nella sua lingua, il pakistano. Appena finita la terza ora, tutte uscivano per fare merenda e fumare una sigaretta, lei invece si attaccava al telefono e ci rimaneva per tutta la durata dell'intervallo.
La prima grande bugia scoperta da chi ora sta indagando sulla sua scomparsa, è quella che riguarda la fine della scuola. Basma era arrivata alla fine della triennale con indirizzo turistico del centro di formazione professionale Lepido Rocco di Castelfranco. Avrebbe dovuto sostenere gli esami a metà giugno e per dare ai ragazzi il tempo necessario per prepararsi, la scuola era finita il 23 maggio.
Una circostanza che lei era riuscita a tenere nascosta ai genitori, continuando a uscire di casa come durante tutto l'anno scolastico. Per i carabinieri di Cittadella e Castelfranco è una delle prove che dimostrano come questa ragazza adolescente stesse preparando da tempo la fuga. Ricomponendo il puzzle di queste ultime settimane, emerge in modo chiaro come stesse mantenendo i contatti con qualcuno che sentiva ogni giorno fuori di casa.
Per fare questo usava anche un profilo Instagram non suo. Basma aveva ottenuto la password da una cugina che abita in Inghilterra e grazie a questo poteva comunicare senza paura di essere vista dai familiari. Ora gli investigatori dell'Arma stanno cercando di mettersi in contatto con questa sua cugina, con l'obiettivo di ottenere altre importanti risposte, magari proprio gli screenshot delle chat, in modo da sapere chi era il destinatario di quei messaggi.
Che Basma non fosse da sola lo dimostra anche il fotogramma ricavato da un video delle telecamere di sorveglianza nella zona del Palazzetto di Castelfranco. Si vede la giovane in compagnia di qualcuno, poco dopo essere uscita dal Caffé Roma, alle 9.30 di martedì 31 maggio. Insieme si dirigono verso la stazione dei bus, poi però escono dal campo dell'occhio elettronico. Le immagini sono sgranate: si riconosce lei ma non si vedono chiaramente i tratti somatici della persona con cui percorre un tratto di marciapiede.
Basma aveva pure qualche soldo messo da parte. L'anno scorso per due mesi aveva lavorato all'hotel Due Mori di Cittadella, nell'ambito degli stage organizzati dalla scuola. Per quel periodo era stata pagata. Padre e madre martedì mattina sono stati prelevati da casa dai carabinieri e condotti nella caserma di Cittadella, insieme al mediatore culturale. "Sono stato in Pakistan due mesi e mezzo per curarmi la schiena" ha raccontato Mohammad. "Non ho mai pensato al matrimonio combinato per mia figlia, non era assolutamente mia intenzione. Ora vogliamo solo che torni, si può sistemare tutto".