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Il paradosso di lady Bulgari. " E' senza uno stipendio, non può assumere la colf"

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Respinta la sua domanda di regolarizzazione. Le proposte della Comunità di Sant'Egidio per alleggerire le norme che impediscono l'impiego dei lavoratori stranieri, dalla sanatoria al decreto flussi
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Roma - «La signora non ha reddito... ma ha i soldi. Ma visto che non c’è come provarlo, la mia richiesta di regolarizzazione è stata rigettata. Non è assurdo?» Candidamente, Maraiza, brasiliana, 37 anni, in Italia da cinque con un permesso di studio, racconta la sua incredibile storia nella sala delle conferenze della Comunità di Sant’Egidio dove il presidente Marco Impagliazzo ha appena finito di illustrare le sue proposte per dare un taglio a quel micidiale intreccio di burocrazia che sta rendendo sostanzialmente impossibile il lavoro a quegli stranieri di cui ci sarebbe tanto bisogno vista l’enorme mancanza di personale, stagionale e non, in tutti i comparti economici, a cominciare dal turismo.

La regolarizzazione negata

La “signora” presso cui lavora Maraiza e che risulta senza reddito non è esattamente una qualsiasi. Si chiama Marina Bulgari, della nota famiglia di gioiellieri. «Io non lavor…

Roma - «La signora non ha reddito... ma ha i soldi. Ma visto che non c’è come provarlo, la mia richiesta di regolarizzazione è stata rigettata. Non è assurdo?» Candidamente, Maraiza, brasiliana, 37 anni, in Italia da cinque con un permesso di studio, racconta la sua incredibile storia nella sala delle conferenze della Comunità di Sant’Egidio dove il presidente Marco Impagliazzo ha appena finito di illustrare le sue proposte per dare un taglio a quel micidiale intreccio di burocrazia che sta rendendo sostanzialmente impossibile il lavoro a quegli stranieri di cui ci sarebbe tanto bisogno vista l’enorme mancanza di personale, stagionale e non, in tutti i comparti economici, a cominciare dal turismo.

La regolarizzazione negata

La “signora” presso cui lavora Maraiza e che risulta senza reddito non è esattamente una qualsiasi. Si chiama Marina Bulgari, della nota famiglia di gioiellieri. «Io non lavoro neanche in nero - spiega la brasiliana - avevo un permesso di studio e volevo convertirlo in permesso di lavoro. E così ho presentato la domanda di regolarizzazione, con la casa e tutte le carte in regola. Ma la signora no: non ha figli, non ha reddito, anche se ha i soldi ce li ha...». La signora Bulgari, evidentemente, vive di rendita ma le norme della cosiddetta sanatoria varata dal governo nel 2020 prevedono che il datore di lavoro debba avere un reddito di 30mila euro l’anno, non conta la rendita. Richiesta di regolarizzazione rigettata anche se Maraiza spera nel ricorso del suo avvocato. «La signora non ha nulla a nome suo, ma abbiamo allegato il suo estratto conto. Speriamo».

 

Sanatoria e decreto flussi, cosa non va

Paradossi, o meglio, eccessi, della discrezionalità nella valutazione delle domande di regolarizzazione che - spiega Impagliazzo - «hanno un esito molto diverso a seconda delle città in cui sono presentate: a Bologna e Palermo i dinieghi non superano il 3%, a Roma due mesi fa eravamo già al 26 % ma dai preavvisi di queste settimane possiamo ipotizzare che una domanda su due non sarà accettata. Qualcosa non va».
Anche sul decreto flussi qualcosa non va: «Dei 70.000 stagionali autorizzati dal decreto di gennaio non è arrivato ancora nessuno, forse a luglio - denuncia ancora Impagliazzo - servono più decreti flussi in un anno, con regole semplici e attuabili, un garante del lavoro e corsi di formazione rapidi e intensivi».
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