Ecco tutti i segreti di Omicron 5: i sintomi per riconoscerla, i dubbi sui tamponi e i consigli per le vacanze
di Michele Bocci , di Michele BocciNo, non è stato un colpo di freddo da aria condizionata. E nemmeno una notte passata a girarsi nel letto, sudati per il caldo. Quel malessere, quei dolori e quel mal di gola con la febbre, sono provocati dal Covid. In sempre più casi. Il virus è tornato a circolare nella sua nuova versione, la Omicron 5. Si tratta di una sottovariante che la settimana scorsa in base alla "flash survey" dell'Istituto superiore di sanità era la causa del 23% dei casi ma oggi è già considerata prevalente, cioè sopra al 50%. Il ritmo di crescita settimanale delle infezioni è tra il 50 e il 60%, con oltre 62 mila contagiati oggi, ma fortunatamente la stragrande maggioranza dei casi non sono gravi. Lo dimostrano i tassi di occupazione dei letti ospedalieri, ancora molto bassi.
In cosa sono diversi i sintomi di Omicron 5 rispetto a quelli delle varianti e sottovarianti che l'hanno preceduta? Quali sono le cure? Chi è vaccinato …
No, non è stato un colpo di freddo da aria condizionata. E nemmeno una notte passata a girarsi nel letto, sudati per il caldo. Quel malessere, quei dolori e quel mal di gola con la febbre, sono provocati dal Covid. In sempre più casi. Il virus è tornato a circolare nella sua nuova versione, la Omicron 5. Si tratta di una sottovariante che la settimana scorsa in base alla "flash survey" dell'Istituto superiore di sanità era la causa del 23% dei casi ma oggi è già considerata prevalente, cioè sopra al 50%. Il ritmo di crescita settimanale delle infezioni è tra il 50 e il 60%, con oltre 62 mila contagiati oggi, ma fortunatamente la stragrande maggioranza dei casi non sono gravi. Lo dimostrano i tassi di occupazione dei letti ospedalieri, ancora molto bassi.
In cosa sono diversi i sintomi di Omicron 5 rispetto a quelli delle varianti e sottovarianti che l'hanno preceduta? Quali sono le cure? Chi è vaccinato evita l'infezione? Dopo alcune settimane di tranquillità, i cittadini tornano a farsi tante domande.
I sintomi: tutto inizia con il mal di gola
"In molti hanno il mal di gola e la febbre, anche fino a 39", spiega Khalid Kussini, medico di famiglia a Latisana, in Friuli Venezia Giulia, cioè una delle Regioni che in questi giorni ha visto una crescita molto importante dei casi (+85% in una settimana). "Ormai ogni giorno ci sono pazienti che vengono da me per fare il tampone, dopo essere risultati positivi al test casalingo". I sintomi di Omicron 5 sono un po' più evidenti di quelli delle sottovarianti Omicron precedenti, che spesso si limitavano a un malessere. Qui c'è spesso la febbre e in molti casi tutto inizia con un forte mal di gola, problema un tempo meno diffuso (c'era molto spesso mal di testa). Ma qualcuno sviluppa anche raffreddore o la tosse, oltre ad avere debolezza e dolori diffusi che invece si trovavano anche in chi era infettato da altre sottovarianti. Ormai difficilmente scompaiono gusto e olfatto, come accadeva con Delta. "Il virus, comunque, generalmente si ferma nelle alte vie respiratorie, alla trachea e ai bronchi. Quindi non causa polmoniti", spiega il presidente della Società italiana di malattie infettive (Simit), Claudio Mastroianni, ordinario alla Sapienza.
"La stragrande maggioranza dei pazienti ha sintomi gestibili a casa"
Riguardo alla gravità, Kussini spiega: "La stragrande maggioranza dei miei pazienti ha fatto almeno la seconda o la terza e quindi non sviluppa sintomi importanti. Ho avuto solo due malati intubati nelle ultime settimane. Uno, che poi è deceduto, non aveva ricevuto nemmeno una somministrazione, l'altro aveva fatto soltanto una dose". Altra cosa notata dal medico e confermata dagli altri esperti, è che la positività per Omicron 5 è meno duratura di quella alle sottovarianti precedenti, anche dopo meno di una settimana ci si negativizza.
I tamponi la intercettano
Ogni volta che si presenta una nuova forma del coronavirus ci si chiede se il tampone sia in grado di intercettarla. "Per ora non ci sono evidenze che sfugga a sistemi di rilevazione che abbiamo", dice Mauro Pistello, vicepresidente della Società italiana di microbiologia che lavora a Pisa. Quindi i test funzionano. "Si tratta di una sottovariante molto contagiosa - spiega Pistello - del resto fa a gomitate con le altre forme del virus per ricavarsi spazio e se prevale deve essere efficiente nel trasmettersi. Tra poco sarà prevalente anche in Italia".
Si infetta anche chi ha fatto il vaccino o è già stato contagiato
Un aspetto dell'efficienza è anche la capacità di sfuggire al vaccino. Omicron 5 è in grado di "bucare" la protezione più delle altre varianti e sottovarianti, anche se chi ha ricevuto le somministrazioni rischia molto meno di sviluppare una malattia grave. "Del resto i vaccini sono stati disegnati per le varianti precedenti - dice ancora il professore pisano - per questo sono meno attivi contro Omicron 5. Inoltre va considerato il tempo che è trascorso dalle somministrazioni. Se mi sono vaccinato a gennaio oggi sono meno protetto di chi ha concluso il ciclo a marzo". Omicron 5 può infettare anche chi ha avuto sottovarianti precedenti di Omicron. "Non c'è quella che chiamiamo "cross protection" assoluta tra sottovarianti. Ovvio però che chi ha preso Alfa o Delta adesso rischia di più di infettarsi di nuovo".
Le cure: antinfiammatori per i sani, antivirali per i fragili
Se la nuova versione del coronavirus è meno capace di dare una malattia grave, allo stesso tempo ci sono molte più armi di un tempo per fronteggiare eventuali casi complessi. "Appena fatto il test positivo, i soggetti a rischio come diabetici, cardiopatici o immunodepressi, devono fare un antivirale. Non devono passare più di cinque giorni tra l'esame e la somministrazione". A parlare è ancora Mastroianni: "Ora abbiamo a disposizione tipi di questi farmaci, oltre a un monoclonale, che si può usare anche come profilassi pre esposizione. Gli altri medicinali di questo tipo invece non funzionano". Arrivare all'antivirale è più semplice, visto che lo possono prescrivere anche i medici di famiglia. "Solo un tipo va fatto per via endovenosa, quindi bisogna venire in una struttura sanitaria per l'infusione".
A parte i casi gravi, la gran parte dei pazienti ha sintomi gestibili a casa. "Il consiglio intanto è di non prendere il cortisone - dice l'infettivologo - Vanno bene antinfiammatori, tachipirina per i sintomi. Tra l'altro nel soggetto sano sembra che il virus venga eliminato prima".
"Fate la quarta dose"
Per Mastroianni non è troppo tardi per fare la quarta dose. E' vero che a settembre-ottobre andrà fatta una nuova somministrazione ma gli anziani e i fragili farebbero bene intanto a richiedere subito l'iniezione. "E' dimostrato che il vaccino non ha effetti collaterali, tanto più che si tratta di persone che hanno già ricevuto tre dosi. Resta un'arma a disposizione importantissima". Tra l'altro non prendere il virus permette di vivere con più serenità anche le vacanze estive. Per questo molti esperti consigliano di indossare comunque le mascherine al chiuso, anche nei luoghi dove non sarebbero obbligatorie.