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"E' cittadino chi ha studiato qui". Sei italiani su dieci per lo ius scholae

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Il sondaggio YouTrend/Quorum che oggi sarà consegnato da Action Aid al presidente Mattarella: favorevoli anche molti elettori di Lega e FdI. La riforma riguarda 900mila ragazzi, il 10% degli studenti. “Grave che non si sentano riconosciuti nel luogo in cui vivono”
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Roma - Gli italiani ( 6 su 10) non lo sanno, come fanno oggi a ottenere la cittadinanza italiana i bambini figli di stranieri che nascono in Italia o arrivano da piccoli. Non sanno cosa sia lo ius scholae e meno che mai a quanti bambini cambierebbe la vita l’approvazione del disegno di legge scritto da Giuseppe Brescia ( M5S) che, salvo ulteriori inciampi, approderà la prossima settimana all’esame della Camera con il sostegno di Pd, Leu, Italia viva, grillini ( si suppone fuoriusciti e non) e Forza Italia.
Ma poi si scopre che, se al cittadino poco o nulla informato, glielo spieghi che ci sono 877.000 bambini (uno su 10) che frequentano le nostre scuole che aspettano di diventare cittadini italiani, persino chi vota Lega o Fratelli d’Italia si dice d’accordo. E in percentuali niente affatto trascurabili, che dimostrano come — fuori dai palazzi della politica — ci sia una maggioranza trasversale che dice sì alla cittadinanza per i …

Roma - Gli italiani ( 6 su 10) non lo sanno, come fanno oggi a ottenere la cittadinanza italiana i bambini figli di stranieri che nascono in Italia o arrivano da piccoli. Non sanno cosa sia lo ius scholae e meno che mai a quanti bambini cambierebbe la vita l’approvazione del disegno di legge scritto da Giuseppe Brescia ( M5S) che, salvo ulteriori inciampi, approderà la prossima settimana all’esame della Camera con il sostegno di Pd, Leu, Italia viva, grillini ( si suppone fuoriusciti e non) e Forza Italia.
Ma poi si scopre che, se al cittadino poco o nulla informato, glielo spieghi che ci sono 877.000 bambini (uno su 10) che frequentano le nostre scuole che aspettano di diventare cittadini italiani, persino chi vota Lega o Fratelli d’Italia si dice d’accordo. E in percentuali niente affatto trascurabili, che dimostrano come — fuori dai palazzi della politica — ci sia una maggioranza trasversale che dice sì alla cittadinanza per i figli di stranieri che hanno completato le scuole in Italia. 

Il 59 % degli italiani a favore della legge

Sono risultati sorprendenti quelli del sondaggio commissionato a Youtrend/Quorum da Action Aid, l’associazione che da anni si batte per la riforma e che oggi, in occasione dei suoi cinquant’anni, verrà ricevuta al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella, cui illustrerà questo sondaggio. Ecco dunque cosa pensano gli italiani dello ius scholae: il 59 % degli intervistati si dice a favore della proposta di legge.

Anche elettori di Lega e Fdl dicono sì

Ed ecco la sorpresa: a dire sì non sono solo gli elettori dei partiti che in Parlamento sostengono il ddl, ma anche il 48% di coloro che si dichiarano elettori della Lega e il 35% di chi si definisce elettore di Fratelli d’Italia. Di più. Dopo aver chiarito agli intervistati qual è il numero reale degli studenti figli di stranieri che frequentano le nostre scuole ma non hanno la cittadinanza, la crepa nell’elettorato di destra si fa ancora più profonda: il 25% degli elettori della Lega si dice ancora più favorevole, come il 20% di quelli di Fratelli d’Italia. Il 12 % degli elettori leghisti e il 6% del partito della Meloni si spingono addirittura a ipotizzare di poter cambiare voto per questo motivo alle prossime elezioni.

Sei italiani su dieci: riforma della cittadinanza


E a conferma di quanto, su questi temi, ad essere divisivo sia il dibattito politico e non la sostanza dei fatti arrivano le risposte al quesito sullo ius soli puro. O meglio: basta non utilizzare questo termine, che richiama appunto il braccio di ferro tra i partiti, ma chiedere semplicemente ai cittadini: “I bambini nati in Italia dovrebbero avere sempre la cittadinanza italiana?” Ed ecco che i sì salgono addirittura al 62,9 %, e quasi un elettore su due di Lega (49%) e Fratelli d’Italia ( 47 %) si dice d’accordo. Perché alla fine, al 64 % di questo movimento trasversale di cittadini, sembra grave che i ragazzi possano non sentirsi riconosciuti dal Paese in cui hanno vissuto fin da bambini, al 38 % che non possano accedere ai concorsi pubblici, al 33 % che non possano votare a 18 anni, al 31 % che non possano rappresentare l’Italia nelle competizioni sportive o debbano rinunciare a gite scolastiche e viaggi all’estero.

Ada Abara, nigeriana: " Sono qui da quando avevo 10 anni, c'è bisogno di coraggio"


Ecco perché, forte di queste risposte, Ada Abara, nigeriana arrivata in Italia a dieci anni in Italia, che oggi salirà al Quirinale, dice: «È un giorno di grande speranza. Che una persona cresciuta in Italia e senza cittadinanza come me possa parlare con il capo dello Stato è molto importante. Gli dirò che c’è bisogno di coraggio per superare i giochi tra partiti e far uscire dall’invisibilità quasi un milione di giovani».

 

Action Aid: " C'è un fronte trasversale, ora di cambiare"

«Questo sondaggio — dice Francesco Ferri di Action Aid — ci dice chiaramente che c’è un fronte trasversale tra gli italiani che vuole riconoscere ildiritto alla cittadinanza a ragazzi che vivono in Italia e frequentano le scuole. La legge può cambiare perché l’Italia è cambiata».
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