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Non solo i ghiacciai: siccità, incendi e alluvioni, le emergenze estive che preoccupano il governo

(ansa)
La dichiarazione dello stato di emergenza per le Regioni senz'acqua da sola non basta. La prevenzione che non c'è e i poteri limitati della Protezione civile
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Roma - Un viaggio lunghissimo e accidentato dal maltempo, l'incontro commosso con i familiari delle vittime, il punto operativo con la Protezione civile e i governatori di Veneto e Trentino Alto Adige. Alla fine Mario Draghi va via con una promessa: "Il governo deve riflettere su quanto accaduto e prendere provvedimenti, perché quanto accaduto abbia una bassissima probabilità di succedere e anzi venga evitato". Quali provvedimenti immagini il premier davanti ai ghiacciai che si sciolgono per il clima impazzito nessuno lo sa.

Draghi ha chiesto al ministro della Transizione ecologica Cingolani di elaborare delle proposte ma è della messa in sicurezza delle montagne con tutte le misure immediatamente possibili, a cominciare da un sistema di monitoraggio perenne del rischio, che si è accennato nel breve incontro operativo che ha aggiunto una nuova emergenza a quelle che già affollano l'agenda del governo. E la giornata di ie…

Roma - Un viaggio lunghissimo e accidentato dal maltempo, l'incontro commosso con i familiari delle vittime, il punto operativo con la Protezione civile e i governatori di Veneto e Trentino Alto Adige. Alla fine Mario Draghi va via con una promessa: "Il governo deve riflettere su quanto accaduto e prendere provvedimenti, perché quanto accaduto abbia una bassissima probabilità di succedere e anzi venga evitato". Quali provvedimenti immagini il premier davanti ai ghiacciai che si sciolgono per il clima impazzito nessuno lo sa.

Draghi ha chiesto al ministro della Transizione ecologica Cingolani di elaborare delle proposte ma è della messa in sicurezza delle montagne con tutte le misure immediatamente possibili, a cominciare da un sistema di monitoraggio perenne del rischio, che si è accennato nel breve incontro operativo che ha aggiunto una nuova emergenza a quelle che già affollano l'agenda del governo. E la giornata di ieri, con l'improvvisa forte ondata di maltempo che ha battuto il nord Italia, con violente piogge e una tromba d'aria provocando la morte di una donna travolta dal crollo di un casolare nel Piacentino, danni all'ospedale di Fiorenzuola, alberi e fabbricati divelti, ha dato il polso di quello che potrebbero essere i prossimi mesi: un'emergenza dietro l'altra, alternando siccità a incendi e bombe d'acqua. 

Emergenza idrica

La dichiarazione di stato di emergenza per le prime regioni del nord è l'unico intervento a breve scadenza per l'emergenza siccità: ristori, costi delle autobotti a carico della Protezione civile, piccole opere di collegamento tra acquedotti. Gli unici interventi consentiti dallo stato di emergenza ma che non porteranno di certo l'acqua dove manca. Per i primi interventi strutturali, quelli previsti dal decreto apposito che il consiglio dei ministri varerà nei prossimi giorni insieme alla nomina di un commissario straordinario, bisognerà attendere un paio d'anni. Entro il 2024 il potenziamento e l'adeguamento delle strutture idriche, dagli invasi alla rete idrica dove attualmente si perdono 41 litri ogni 100 che vengono immessi per la distribuzione, con punte dell'80% di perdite nelle regioni meridionali. Da un ampliamento delle risorse del PNRR dovrebbe poi arrivare la realizzazione di un migliaio di nuovi invasi per la raccolta di acqua piovana. Infine, la dichiarazione di uno stato di calamità potrebbe portare nuove risorse alle aziende agricole per la perdita dei raccolti. 

Emergenza incendi

Solo ieri nel Lazio 100 incendi, una ventina le richieste di intervento al Centro operativo aereo unificato della Protezione civile arrivate anche da Sicilia, Calabria, Sardegna, le regioni da sempre e ancora più esposte. Contro gli incendi che nel 2021 hanno devastato 150.000 ettari di territorio , la stessa superficie del lago di Garda, il triplo degli ettari del 2020, la Protezione civile può contare su una flotta di 34 mezzi antiincendio, tra Canadair ed elicotteri, gli ultimi 4 arrivati quest'anno, visto che di Canadair non se ne producono più.
La prevenzione sui territori tocca alle Regioni ed è inutile dire che gli interventi sono del tutto insufficienti. Il piano elaborato per quest'estate dalla Protezione civile prevede una cabina di regia settimanale con i territori per il monitoraggio delle situazioni più a rischio e gemellaggi tra Nord e Sud con squadre di volontari che a luglio e agosto scenderanno dalle regioni settentrionali a dare manforte a presidio e supporto in Sicilia, Calabria e Puglia: dagli avvistamenti delle fiamme al pronto intervento nei boschi.

Dissesto idrogeologico

Il 91,3% dei 7.252 Comuni italiani è a rischio di frane e alluvioni. Solo lo scorso anno sono stati 1600 gli eventi metereologici estremi, bombe d'acqua, grandinate con chicchi grandi come biglie, venti ciclonici. È questo il terzo fronte dell'emergenza e anche quello su cui il sistema Paese è più esposto visto che di prevenzione se ne parla tanto ma non se ne fa affatto. Gli ultimi dati raccolti da Coldiretti sul 2021 sulla piattaforma dell'European Severe Weather database fotografano il puntuale ripetersi di fenomeni su cui in italia, al momento, la Protezione civile non può che intervenire ex post, mettendo in sicurezza la popolazione interessata, distribuendo ristori, portando soccorso nei territori devastati sui quali si continua a non intervenire con opere di prevenzione: da quella minima di pulitura dei letti dei fiumi e delle caditoie al controllo sull'edilizia selvaggia fino al rimboschimento delle aree rimaste prive di vegetazione. Negli ultimi dieci anni si sono contati danni per 14 miliardi di euro. Ma continua a non esserci alcun piano di interventi strutturali.