Marmolada, chiusura totale per fermare gli scalatori che ignorano i divieti
I cartelli di divieto sono stati installati in tutti e cinque i punti di accesso al massiccio. La Marmolada ora è completamente chiusa e presidiata dalle forze dell’ordine per evitare che curiosi o irresponsabili provino comunque a salire sulla montagna ferita dal collasso del ghiacciaio. Escursionisti, turisti dell’orrore ancora ieri mattina hanno provato ad aggirare i divieti e sono stati fermati. «Salire è pericoloso. La montagna è chiusa e prima di ipotizzare riaperture in sicurezza dovremo avere a disposizione studi effettivi da parte di esperti. È chiaro che parliamo di una data che oggi non possiamo nemmeno pensare di mettere nel calendario», spiega il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard.
I radar per captare i movimenti
La Marmolada da ieri è sorvegliata speciale. Anche per capire come poter proseguire in sicurezza le ricerche degli altri dispersi. A captare anche il minimo movimento di quel che resta del ghiacciaio,…
I cartelli di divieto sono stati installati in tutti e cinque i punti di accesso al massiccio. La Marmolada ora è completamente chiusa e presidiata dalle forze dell’ordine per evitare che curiosi o irresponsabili provino comunque a salire sulla montagna ferita dal collasso del ghiacciaio. Escursionisti, turisti dell’orrore ancora ieri mattina hanno provato ad aggirare i divieti e sono stati fermati. «Salire è pericoloso. La montagna è chiusa e prima di ipotizzare riaperture in sicurezza dovremo avere a disposizione studi effettivi da parte di esperti. È chiaro che parliamo di una data che oggi non possiamo nemmeno pensare di mettere nel calendario», spiega il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard.
I radar per captare i movimenti
La Marmolada da ieri è sorvegliata speciale. Anche per capire come poter proseguire in sicurezza le ricerche degli altri dispersi. A captare anche il minimo movimento di quel che resta del ghiacciaio, destinato comunque a franare, saranno i due radar installati dal gruppo di tecnici guidato da Nicola Casagli, professore di Geologia applicata all’Università di Firenze, chiamato sulla Marmolada dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. «Un radar - spiega - capterà i movimenti rapidi tipici delle valanghe, un altro invece sorveglierà quelli più lenti tipici delle frane. Vista la pendenza del ghiaccio rimasto sospeso dopo il crollo è inevitabile che continuerà a franare: nella migliore delle ipotesi cederà a piccoli blocchi, altrimenti in grandi masse».
Le accuse dei familiari delle vittime
Un monitoraggio e controlli che potrebbero essere estesi nei prossimi giorni anche ad altri ghiacciai ritenuti più a rischio fusione per riduzione della superficie e per morfologia del territorio. Il procuratore di Trento Sandro Raimondi ieri ha escluso la « prevedibilità dell’evento, negligenza o imprudenza», ma adesso dopo che decine di tecnici e scienziati hanno rilanciato l’allarme per lo scioglimento dei ghiacciai sono in tanti a chiedere un sistema fisso di controlli e bollettini quotidiani che, alla fine, consentano di issare una bandiera rossa nei giorni di rischio elevato, come avviene sulle spiagge. I familiari delle vittime, adesso, chiedono di andare fino in fondo. «Perché nessuno ha fatto un avviso sabato, che c’era l’acqua che scorreva sotto il ghiacciaio? Perché non hanno fermato le persone - chiede Debora Campagnaro, la sorella di Erica dispersa insieme al marito Davide Miotti - Mio cognato era una guida alpina. Ci fosse stato un bollettino, un segnale di pericolo, non sarebbe mai andato lasciando a casa due figli. Dove sono le strumentazioni per recuperare i corpi. Continuate a cercarli».
Cosa fare per gli altri ghiacciai
Esperti e amministratori si interrogano su cosa fare per gli altri ghiacciai in assenza di un sistema reale di controlli. Chiuderli d’estate? Una scelta difficile che taglierebbe una grossa fetta di turismo. «Non scherziamo. La montagna resta aperta e di tutti e lo sarà anche in futuro - dice il governatore altoatesino Arno Kompatscher - Certo, con i cambiamenti climatici, servirà però ancora più prudenza. Ma non si può caricare tutta la responsabilità sulla politica».
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