Stromboli rinasce dopo gli incendi. Gli abitanti dell'isola: “Non ci arrendiamo”
STROMBOLI - Due mesi dopo, l’odore di bruciato ti entra ancora nelle narici appena sali sul fianco del vulcano. Sali tra la sabbia che diventa terra e cenere, tra i monconi degli alberi, ti tieni ai corrimano anneriti dalle fiamme che il 25 maggio hanno devastato la vegetazione e minacciato le case di questa piccola comunità che ha lottato da sola, a mani nude, per una notte intera, per fermare l’inferno di fuoco scatenato, in una giornata di scirocco, sul set della fiction televisiva “Protezione civile”, diretta dal regista Marco Pontecorvo, protagonista Ambra Angiolini. Ma dove la mano incauta dell’uomo ha distrutto, l’incredibile potenza della natura sta ponendo rimedio.
STROMBOLI - Due mesi dopo, l’odore di bruciato ti entra ancora nelle narici appena sali sul fianco del vulcano. Sali tra la sabbia che diventa terra e cenere, tra i monconi degli alberi, ti tieni ai corrimano anneriti dalle fiamme che il 25 maggio hanno devastato la vegetazione e minacciato le case di questa piccola comunità che ha lottato da sola, a mani nude, per una notte intera, per fermare l’inferno di fuoco scatenato, in una giornata di scirocco, sul set della fiction televisiva “Protezione civile”, diretta dal regista Marco Pontecorvo, protagonista Ambra Angiolini. Ma dove la mano incauta dell’uomo ha distrutto, l’incredibile potenza della natura sta ponendo rimedio.
E così le centinaia di turisti che ogni sera affrontano la salita sul vulcano ferito restano a bocca aperta davanti alle sempre più folte macchie di verde brillante dei canneti che stanno ricrescendo insieme alle piante di capperi, di nuovo straripanti di fiori e frutti. Per il resto, purtroppo si dovrà attendere. Che la natura provveda ma anche — ed è quello che finora Stromboli ha atteso invano — che qualcuno si faccia avanti per risarcire la popolazione e per ripiantare quello che il fuoco ha distrutto. Non fosse altro che per mettere in sicurezza il fianco del vulcano che, privo com’è di vegetazione, potrebbe franare alla prima pioggia torrenziale.
«Una associazione ci ha donato 500 ulivi che metteremo a dimora in autunno, per il resto qui dopo l’incendio non si è più visto né sentito nessuno», dice Sebastiano Cannavò, dj e fotografo di Stromboli che delle sue straordinarie foto dell’incendio ha realizzato una mostra a memoria di una notte che resterà nella storia dell’isola, come i tanti murales dipinti nelle stradine: gli abitanti di Stromboli, le fiamme, le vanghe, la catena umana con l’acqua, la data e una sola parola “Grazie”.
Il neoeletto sindaco Riccrdo Gullo, con la delegata dell’isola Carolina Barnao, conferma l’intenzione di costituirsi parte civile se e quando ci sarà un procedimento nei confronti dei responsabili dell’incendio. Il pm di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Adornato rassicura: «Purtroppo i tempi della giustizia non sono rapidi come la gente si aspetta, ma stiamo andando a fondo. A Stromboli non si può accendere nessun tipo di fuoco e quindi stiamo esaminando tutte le carte necessarie». Per capire se, come sembra, la troupe della fiction non avesse alcuna autorizzazione a girare una scena con fiamme vere, senza per altro alcun presidio di sicurezza.
L’isola intanto prova ad andare avanti mentre il vulcano, sempre attivo, quest’estate “tace”.
«Era la mia occasione — dice Federico Famularo, giovane strombolano che aveva appena aperto un’azienda agricola sulla terra del papà —. A gennaio avevamo cominciato a lavorare, l’incendio ha bruciato quasi tutto, capperi, olivi, la vigna. È stato un colpo durissimo ma è andata così. Noi non ci arrendiamo, questo è lo spirito dell’isola. Si riparte dalle ceneri, indietro non si può tornare».