Ucraina, quasi finiti i soldi per l'accoglienza dei profughi. Ventisettemila i bambini iscritti nelle scuole italiane
Quanti siano veramente i profughi ucraini nessuno lo sa con certezza. Di certo dei 153.600 dell'ultimo rilevamento del ministero dell'Interno tanti sono rientrati nel loro Paese, moltissimi altri vanno e vengono liberamente senza bisogno di comunicare nulla alle autorità visto che i cittadini ucraini hanno libertà di movimento in Europa e non necessitano di alcun visto.
Quel che è altrettanto certo però è che i soldi per il loro sostentamento sono ormai agli sgoccioli: dei 40 milioni stanziati a marzo dal governo Draghi per l'accoglienza già 34 milioni sono stati distribuiti dalla Protezione civile a chi ne ha fatto richiesta avendone i requisiti secondo i criteri stabiliti: 300 euro al mese per ogni adulto e 150 per ogni bambino tra coloro (la stragrande maggioranza) che hanno trovato autonoma sistemazione in casa di parenti o amici della grande comunità ucraina in Italia.
La distribuzione dei contribut…
Quanti siano veramente i profughi ucraini nessuno lo sa con certezza. Di certo dei 153.600 dell'ultimo rilevamento del ministero dell'Interno tanti sono rientrati nel loro Paese, moltissimi altri vanno e vengono liberamente senza bisogno di comunicare nulla alle autorità visto che i cittadini ucraini hanno libertà di movimento in Europa e non necessitano di alcun visto.
Quel che è altrettanto certo però è che i soldi per il loro sostentamento sono ormai agli sgoccioli: dei 40 milioni stanziati a marzo dal governo Draghi per l'accoglienza già 34 milioni sono stati distribuiti dalla Protezione civile a chi ne ha fatto richiesta avendone i requisiti secondo i criteri stabiliti: 300 euro al mese per ogni adulto e 150 per ogni bambino tra coloro (la stragrande maggioranza) che hanno trovato autonoma sistemazione in casa di parenti o amici della grande comunità ucraina in Italia.
La distribuzione dei contributi
Il contributo, però, è previsto per soli tre mesi e, considerato cha la distribuzione dei soldi agli sportelli, è iniziata in ritardo tra maggio e giugno, alla fine di agosto i primi profughi che lo hanno incassato rimarranno privi di sostegno. La guerra sta durando ben più di quanto si pensava in quelle prime settimane di diaspora in cui pullman e auto di volontari portarono in Italia decine di migliaia di persone, per due terzi donne e bambini. Che, a questo punto, dovranno mantenersi da soli se decideranno di rimanere in Italia a meno che il governo non decida di rifinanziare i fondi in esaurimento.
Gli iscritti nelle scuole italiane
Degli oltre 153.000 che si sono registrati nelle questure italiane, 80.000 sono donne e 47.000 minorenni e di questi ultimi ben 37.000 (un numero davvero consistente) risultano iscritti nelle scuole italiane che hanno già cominciato a frequentare subito dopo il loro arrivo in Italia.