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Covid, il virologo Burioni: "Troppi quasi 100 morti al giorno e stop agli antibiotici"

La doppia accusa del virologo. Sono 662 i morti in una settimana quando a giugno, con lo stesso numero di infettati, furono 442. Il professore del San Raffaele: "Ancora tante prescrizioni di Azitromicina che è inutile". I farmacisti: "Una decisione dei medici"
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I morti per Covid calano, ma restano in media quasi 100 al giorno. Nella settimana che si è conclusa ieri sono stati infatti 662, contro i 924 dei sette giorni precedenti (-28%). Secondo il virologo del San Raffaele, Roberto Burioni, bisogna approfondire i motivi del dato. In effetti i casi di infezione, ormai tutti provocati da Omicron 5, sono iniziati a scendere quasi due mesi fa.

I dati dei decessi

Ovviamente la letalità della malattia non è quella dei primi tempi, grazie soprattutto ai vaccini che hanno protetto i più fragili. Però i numeri continuano a essere preouccupanti. Se si prende in considerazione una settimana nella quale si è avuto più o meno lo stesso numero di casi di infezione, quella tra il 6 e il 12 di giugno (i casi furno 144mila contro i 150 mila di quella appena conclusa), si vede che i morti furno 442, cioè molti meno degli attuali. "Basta ipotesi, ci vogliono dati", dice Burioni.

Ricciardi fav…

I morti per Covid calano, ma restano in media quasi 100 al giorno. Nella settimana che si è conclusa ieri sono stati infatti 662, contro i 924 dei sette giorni precedenti (-28%). Secondo il virologo del San Raffaele, Roberto Burioni, bisogna approfondire i motivi del dato. In effetti i casi di infezione, ormai tutti provocati da Omicron 5, sono iniziati a scendere quasi due mesi fa.

I dati dei decessi

Ovviamente la letalità della malattia non è quella dei primi tempi, grazie soprattutto ai vaccini che hanno protetto i più fragili. Però i numeri continuano a essere preouccupanti. Se si prende in considerazione una settimana nella quale si è avuto più o meno lo stesso numero di casi di infezione, quella tra il 6 e il 12 di giugno (i casi furno 144mila contro i 150 mila di quella appena conclusa), si vede che i morti furno 442, cioè molti meno degli attuali. "Basta ipotesi, ci vogliono dati", dice Burioni.

Ricciardi favorevole: "Sì, ci vuole un'indagine"

"Sì è vero - è l'opinione di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute  e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma - da noi si muore di più di Covid e  bisogna approfondire i motivi: sarei favorevole ad una indagine. Bisogna analizzare vari aspetti e non è possibile, al momento, dare una risposta certa".

"Anziani colpiti da altre patologie"

Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università di Milano, spiega che "comunque i decessi stanno scendendo, finalmente siamo arrivati a meno di 100 al giorno. E' possibile che tra questi circa la metà siano collegati al Covid. Dobbiamo considerare che le terapie intensive sono più vuote di un tempo. Le polmoniti evidentemente non ci sono più. I decessi sono fragili, in larga parte anziani colpiti da altre patologie".

"Fate la quarta dose"

Secondo La Vecchia "chi non ha ancora fatto la quarta dose e non è stato malato fa ancora in tempo a farsela somministrare". Questo anche se in autunno si prospetta una nuova campagna di vaccinazione. La regola prevede che si debbano aspettare almeno 120 giorni tra una dose (o la positività) e la successiva.

"Troppi antibiotici, pochi antivirali"

Sempre per Burioni, denuncia che in farmacia ci sono ancora molte prescrizioni di Azitromicina "che è un antibiotico inutile per la cura del Covid e dannoso in generale".  Si tratta di un dato empirico, basato su quanto riferito da amici farmacisti del virologo. "Sono invece rarissime le prescrizioni di Paxlovid", cioè di uno degli antivirali efficaci contro il coronavirus se vengono presi presto, entro al massimo 5 giorni dal tampone positivo.

I dati dell'Aifa sulle prescrizioni

Secondo il monitoraggio settimanale dell'Aifa, tra il 4 e il 10 agosto (ultimo periodo disponibile), sono stati prescritti 626 trattamenti con l'antivirale, un quarto in meno dei sette giorni precedenti. Cioè hanno avuto il farmaco lo 0,27% dei nuovi positivi di quella settimana. Tra le grandi Regioni, si va dallo 0,63% del Lazio allo 0,09% della Puglia. Già questo dimostra che qualcosa non va, visto che non c'è motivo di pensare che chi abita nella prima regione abbia più bisogno del medicinale rispetto ai cittadini dell'altra. Ma i dati di Aifa mostrano anche il consumo degli altri antivirali, sempre settimanale: 854 del Lagevrio (sempre con importanti differenze regionali) e 571 del Veklury.

I farmacisti: "Antibiotico per scelta dei medici"

Ormai da tempo i medici di famiglia possono prescrivere gli antivirali anti Covid, proprio per rendere più rapida la loro somministrazione. Per quanto rigarda l'antibiotico, di dati ufficiali sul consumo non ce ne sono ancora. Marco Cossolo, direttore di Federfarma, fa notare che "si tratta di un farmaco che consegnamo solo dietro ricetta. Quindi chi lo riceve ha la richiesta di un medico".