Marmolada, Punta Penia riaperta dal versante Sud: ma il ghiacciaio resta off limits
di Gianfranco Piccoli , di Gianfranco PiccoliCinquanta giorni dopo la tragedia del 3 luglio, la Marmolada torna accessibile, anche se solamente dal versante sud. Ad annunciarlo sui social, direttamente da Punta Penia, è stato Carlo Budel, il gestore del rifugio che si trova sul tetto della Regina della Dolomiti. "Non pensavo di riaprire, sono veramente felice: oggi è una giornata fredda e meravigliosa. Sono qui solo, in compagnia delle Dolomiti”, ha detto Budel.
Oggi il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha firmato l'ordinanza che da domani riaprirà almeno una parte della montagna, mentre il ghiacciaio, dove hanno perso la vita undici persone a causa del distacco di una porzione della calotta, resta interdetto.
"Ho messo a posto il rifugio aspettando i primi alpinisti"
La cima sarà raggiungibile solo attraverso la ferrata della cre…
Cinquanta giorni dopo la tragedia del 3 luglio, la Marmolada torna accessibile, anche se solamente dal versante sud. Ad annunciarlo sui social, direttamente da Punta Penia, è stato Carlo Budel, il gestore del rifugio che si trova sul tetto della Regina della Dolomiti. "Non pensavo di riaprire, sono veramente felice: oggi è una giornata fredda e meravigliosa. Sono qui solo, in compagnia delle Dolomiti”, ha detto Budel.
Oggi il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha firmato l'ordinanza che da domani riaprirà almeno una parte della montagna, mentre il ghiacciaio, dove hanno perso la vita undici persone a causa del distacco di una porzione della calotta, resta interdetto.
"Ho messo a posto il rifugio aspettando i primi alpinisti"
La cima sarà raggiungibile solo attraverso la ferrata della cresta ovest: la si può imboccare, una volta raggiunta la forcella Marmolada, dal lato del rifugio Contrin oppure partendo da Malga Ciapela. “Io sono salito questa mattina in elicottero grazie ad un permesso speciale firmato dal sindaco – spiega Budel – avevo bisogno di tempo per mettere in ordine il rifugio in attesa dei primi ospiti. Tornare qui dopo quasi due mesi è una sensazione splendida – continua il gestore – ormai non ci speravo più”. Uno dei primi pensieri di Budel, però, è per le vittime del 3 luglio: molte le conosceva personalmente.
"Un quadro con le foto degli uccisi dalla frana"
“Non appena sarà possibile, cercherò le foto di tutte le persone che hanno perso la vita sotto la slavina e le raccoglierò in un quadro che resterà a Punta Penia, perché nessuno possa dimenticare quello che è successo”.
"Tornerà anche Alessandra che qui ha perso Tommaso"
In queste settimane Budel ha tenuto i contatti con Alessandra De Camilli, una delle sopravvissute alla tragedia: l'architetta di 51 anni di Schio quel giorno ha perso il compagno Tommaso Carollo, travolto ed ucciso dalla massa di ghiaccio e detriti: “Con Alessandra mi sono sentito più volte: mi ha promesso che una volta che si sarà ristabilita – racconta Budel – tornerà a Punta Penia: l'aspetto”.
Lo spettacolo del ghiacciaio malato
Sotto la cima, resta lo spettacolo di un ghiacciaio malato: “Non l'ho mai visto così. Certo – spiega Budel – ad agosto e settembre è normale che non ci sia neve e si aprano i crepacci, ma io la via normale, da solo, quest'anno non la farei”. Il gestore non si aspetta le folle domani a Punta Penia: “L'ascesa dal Contrin e da Malga Ciapela è molto lunga, difficile che qualcuno possa fare andata e ritorno in giornata – osserva il rifugista – chi verrà sulla cima si dovrà fermare a dormire qui”. Il futuro, però, resta un'incognita, c'è il serio rischio che l'unico accesso alla vetta della Marmolada resti la cresta ovest, un tragitto particolarmente lungo: “Chi va in montagna deve sapersi assumere la responsabilità del rischio che corre: con la situazione attuale, se non si chiarisce ancora di più questo concetto, chissà quante montagne dovranno chiudere”, dice preoccupato Budel, che nelle scorse settimane sui sui canali social ha avuto parole poco benevoli per la prolungata chiusura della Marmolada.