Scuola, alle elementari ritardi e presidi sotto stress per le due ore di ginnastica in più
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaDirigenti scolastici sull’orlo di una crisi di nervi per l’organizzazione dell’orario scolastico alla primaria, dov’è prevista l’introduzione dell’Educazione motoria. La denuncia arriva dagli stessi capi d’istituto che in questi giorni sono alle prese con l’organizzazione del prossimo anno scolastico. Per spiegare lo stallo in cui stanno le cose l’Associazione nazionale presidi rivolge al governo una esortazione: “Il ministero batta un colpo”. Perché, a pochi giorni dall’avvio ufficiale del nuovo anno, che parte il primo settembre con la riunione plenaria dei docenti per le prime delibere di tipo didattico, la situazione sembra tutt’altro che definita. E il suono della prima campanella non è lontanissimo: si inizia il 5 settembre in provincia di Bolzano e una settimana dopo, il 12, in Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e in provincia di Trento.
Inizi…
Dirigenti scolastici sull’orlo di una crisi di nervi per l’organizzazione dell’orario scolastico alla primaria, dov’è prevista l’introduzione dell’Educazione motoria. La denuncia arriva dagli stessi capi d’istituto che in questi giorni sono alle prese con l’organizzazione del prossimo anno scolastico. Per spiegare lo stallo in cui stanno le cose l’Associazione nazionale presidi rivolge al governo una esortazione: “Il ministero batta un colpo”. Perché, a pochi giorni dall’avvio ufficiale del nuovo anno, che parte il primo settembre con la riunione plenaria dei docenti per le prime delibere di tipo didattico, la situazione sembra tutt’altro che definita. E il suono della prima campanella non è lontanissimo: si inizia il 5 settembre in provincia di Bolzano e una settimana dopo, il 12, in Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e in provincia di Trento.
Inizialmente solo i più grandi
La novità, che prende il via proprio quest’anno, prevede l’introduzione graduale del maestro specializzato nell’educazione motoria per i bambini della scuola primaria. Partendo dalle quinte classi e successivamente da estendere alle quarte e alle altre classi fino alla prima. Viale Trastevere ne ha previsti 2.247 quest’anno. La nuova figura è stata introdotta dalla la legge di Bilancio per il 2022. Ma l’iniziativa, “pur meritoria – dichiarano dall’Anp – nella sostanza, sta ponendo non poche difficoltà alle istituzioni scolastiche interessate dalla riforma”.
Il problema del tempo pieno
Ecco perché. Il decreto interministeriale dello scorso aprile che definisce gli organici del personale docente per il 2022/2023, ricordano i dirigenti scolastici, stabilisce che l’insegnamento è introdotto “in ragione di non più di due ore settimanali aggiuntive”. Ma solo le classi che adottano il tempo ridotto (24, 27 e 30 ore settimanali) dovranno allungare l’orario di due ore a settimana. Le classi che adottano il cosiddetto tempo pieno, di 40 ore settimanali, “mantengono l’orario in essere anche quando interessate dal nuovo insegnamento, quantificato in ragione di non più di due ore settimanali”.
"Serie difficoltà organizzative"
In questi giorni, i presidi a capo di istituti comprensivi e di circoli didattici stanno simulando l’organizzazione del nuovo orario scolastico con le due ore aggiuntive per le 15.518 classi quinte a tempo ridotto distribuite su tutto il territorio nazionale. E il risultato è scoraggiante. “Ebbene – spiegano – nelle classi che non adottano il modello del tempo pieno l’innalzamento tout court da 27 a 29 ore determina serie difficoltà organizzative”.
"Il problema della mensa e l'assistenza agli alunni disabili"
Per aggiungere due ore di insegnamento è necessaria “una rimodulazione oraria del servizio che comporta, a sua volta, una serie di interventi sui quali il dirigente scolastico, per quanto possa investire energie e proporre soluzioni, non ha diretta responsabilità. Si pensi, ad esempio, alla necessaria connessione – continuano i dirigenti – con i servizi erogati dal Comune quali il trasporto, la mensa, l’assistenza educativa alunni con disabilità”. Per uscire fuori dall’ombra di interpretazioni diverse “occorre chiarire una volta per tutte come intendere le “non più di due ore aggiuntive” nelle classi con modello di tempo normale”.
In alcuni casi, le ore di educazione motoria potrebbero fare saltare servizi fondamentali per gli alunni, spesso i più fragili. Il legislatore ha introdotto una riforma di valore, come si è detto, ma essa perde vigore e, soprattutto, sostanza se non accompagnata dalla predisposizione degli strumenti per darle concreta attuazione.
L'impegno del ministro: tutti in cattedra il 15 settembre
I nuovi docenti di Educazione motoria dovrebbero uscire dal concorso che non è stato ancora espletato. E i 2.247 docenti saranno reclutati tra i supplenti di educazione motoria della scuola secondaria di primo e secondo grado. Un'operazione che potrebbe andare per le lunghe e che potrebbe concludersi a settembre inoltrato. Il ministro Patrizio Bianchi si è impegnato affinché tutti i supplenti siano in cattedra entro il prossimo 15 settembre. Ma l’esperienza dello scorso anno con le nomine dalle Gps (le Graduatorie provinciali dei supplenti) rendono difficile quello che sembra più un auspicio. Perché nel 2021 le nomine andarono avanti fino a gennaio.
Incertezza per prof e famiglie
I dirigenti scolastici chiedono al ministero “indicazioni che potrebbero supportare i dirigenti nella soluzione di problematiche che investono l’organizzazione delle scuole e delle famiglie, coinvolte in modifiche orarie introdotte in forza di una riforma”. Il presidente di Anp, Antonello Giannelli, ricorda che “mancano pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico e l’introduzione dell’Educazione motoria deve comunque essere attuata. In molti contesti – aggiunge – le istituzioni scolastiche non possono garantirla senza il necessario supporto degli enti locali. Ne deriva una generale incertezza anche per gli alunni delle future classi quinte e per le loro famiglie che va dissipata al più presto”.