Venezia, in Laguna sempre più donne alla guida dei barchini. E ora c'è una scuola tutta al femminile
di Vera Mantengoli , di Vera MantengoliDa qualche tempo nei canali non ci sono più soltanto trasportatori, tassisti e gondolieri, ma un numero crescente di donne alla guida di topette e sanpierote, le tipiche imbarcazioni usate dai veneziani per girare in laguna.
Fino ad oggi la presenza femminile sui barchini era davvero rara. Tuttavia negli ultimi mesi hanno fatto il loro ingresso nei canali oltre un centinaio di "fie" (ragazze in veneziano) e il numero è in aumento. Se ne vedono sempre di più e di ogni età affiancate dalla veneziana Marta Canino, fondatrice dell'associazione sportiva dilettantistica "Fie a manetta" (ragazze al timone), affiliata alla Uisp e riconosciuta dal Coni, prima scuola a Venezia che insegna a guidare le barche a motore con l'intento di coinvolgere sempre più donne. Il nome è infatti un gioco di parole che significa "tantissime ragazze", ma anche "ragazze al massimo".
Da qualche tempo nei canali non ci sono più soltanto trasportatori, tassisti e gondolieri, ma un numero crescente di donne alla guida di topette e sanpierote, le tipiche imbarcazioni usate dai veneziani per girare in laguna.
Fino ad oggi la presenza femminile sui barchini era davvero rara. Tuttavia negli ultimi mesi hanno fatto il loro ingresso nei canali oltre un centinaio di "fie" (ragazze in veneziano) e il numero è in aumento. Se ne vedono sempre di più e di ogni età affiancate dalla veneziana Marta Canino, fondatrice dell'associazione sportiva dilettantistica "Fie a manetta" (ragazze al timone), affiliata alla Uisp e riconosciuta dal Coni, prima scuola a Venezia che insegna a guidare le barche a motore con l'intento di coinvolgere sempre più donne. Il nome è infatti un gioco di parole che significa "tantissime ragazze", ma anche "ragazze al massimo".
La scuola che prima non c'era
"Durante il lockdown ho realizzato che non esisteva in città una scuola che insegnasse a guidare una barca a motore perché non è richiesta la patente e in genere si impara in famiglia", spiega Canino, 37 anni, residente alla Giudecca. "Così ho unito la mia esperienza in barca all'impegno per le donne, dando loro gli strumenti per essere più autonome in uno spazio a prevalenza maschile, i canali". Canino di barche e di laguna ne sa eccome, e non solo per un passato da velista anche agonistico. "Mio zio Veniero ci portava ogni domenica a esplorare le isole della laguna, insegnandoci i nomi delle piante e degli uccelli" ricorda della sua infanzia trascorsa anche in Mozambico e in Egitto dove lavorava il padre idrogeologo. La sua più grande palestra è stata però l'esperienza come attivista e leader del movimento No Grandi Navi. "Durante le manifestazioni sull'acqua mi occupavo della sicurezza dei barchini e ho imparato moltissimo" racconta Canino. "La sicurezza è fondamentale in barca, ma spesso non viene insegnata e, soprattutto i più giovani, rischiano di farsi male". La nascita di Fie a manetta entusiasma altre donne, come la farmacista e velista Luisa Bittolo Bon e l'operatrice sociale Chiara Buratti, attualmente entrambe nel consiglio direttivo.
Sempre più iscritte
Dopo due anni di rodaggio e burocrazia, quest'estate 'Fie a manetta' ha spiccato il volo ottenendo un crescente numero di iscrizioni (80% donne). "La presenza femminile ingentilisce i canali perché è meno aggressiva e una donna in barca si pone di più il problema di chi le è attorno anche perché gli spostamenti femminili il più delle volte sono legati ad accompagnare i figli a scuola o altri familiari, quindi passeggeri fragili, a differenza degli uomini che usano la barca per il trasporto merci" spiega Canino che, grazie a diplomazia, bravura e qualche pasticcino è riuscita a conquistarsi la simpatia degli addetti ai lavori, tutti uomini. "Siamo aperte a chiunque" prosegue la fondatrice che ha avuto a che fare anche con un paio di mariti gelosi che non volevano che le consorti diventassero indipendenti. "Venezia è fragile ed è un bene di tutti. Per questo insegno a non fare onde ed evitare di creare moto ondoso". Nella città d'acqua il traffico è tanto e ci sono ancora pochi esempi di motore elettrico. Di recente "Fie a manetta" ha vinto l'assegnazione di uno spazio del Comune per avviare laboratori aperti ai giovani e per incrementare la mobilità elettrica.
"Carla", "Saltanuvole" e il resto della flotta
Per ora la piccola flotta delle ragazze è composta dall'ammiraglia "Fie a manetta" (una topetta), dalla sanpierota "Carla" e dal caiccio a vela "Saltanuvole". Su Eppela è ancora aperta una raccolta fondi (la barca delle ragazze) per acquistare un motore elettrico per Carla, il mezzo sociale disponibile per chi non ha un mezzo. Nonostante si vada a lezione, tra i canali stanno nascendo anche tante amicizie. "L'insegnamento è anche creare una relazione e nello spazio sicuro della barca scatta tra tutte noi un'immediata sorellanza".