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Da downburst a virga, il lessico famigliare del clima impazzito

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I termini dei nuovi fenomeni meteorologici. Non solo trombe d’aria e alluvioni. Attenti al bow-echo, ha colpito a metà agosto l’Emilia  
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La parola al cielo. Con la crisi climatica che avanza e porta fenomeni meteo sempre più intensi e frequenti, capaci in poche ore di sconvolgere tutto come successo ieri sul litorale di Ugento dove una tromba d’aria improvvisa ha danneggiato stabilimenti balneari tra turisti in fuga e ombrelloni “volanti” che hanno colpito i bagnanti, oppure nella zona di Manduria finita sott’acqua per un temporale, comprendere a fondo i termini tecnici della meteorologia e gli eventi estremi che ci colpiscono può essere utile per prepararci e difenderci. Con l’aiuto del meteorologo del Cnr Lamma Giulio Betti, proviamo a conoscere e semplificare il vocabolario del nuovo clima.

Downburst

Recentemente, durante alcune potenti tempeste nel nord Italia, i media hanno utilizzato la parola “downburst”, tipica del meteo statunitense. “In realtà - spiega Betti - banalmente è la parola americana che traduce le forti raffiche di vento d…

La parola al cielo. Con la crisi climatica che avanza e porta fenomeni meteo sempre più intensi e frequenti, capaci in poche ore di sconvolgere tutto come successo ieri sul litorale di Ugento dove una tromba d’aria improvvisa ha danneggiato stabilimenti balneari tra turisti in fuga e ombrelloni “volanti” che hanno colpito i bagnanti, oppure nella zona di Manduria finita sott’acqua per un temporale, comprendere a fondo i termini tecnici della meteorologia e gli eventi estremi che ci colpiscono può essere utile per prepararci e difenderci. Con l’aiuto del meteorologo del Cnr Lamma Giulio Betti, proviamo a conoscere e semplificare il vocabolario del nuovo clima.

Downburst

Recentemente, durante alcune potenti tempeste nel nord Italia, i media hanno utilizzato la parola “downburst”, tipica del meteo statunitense. “In realtà - spiega Betti - banalmente è la parola americana che traduce le forti raffiche di vento da temporale”. Quando ci sono raffiche molto intense, anche sopra i 200 chilometri orari, viene usato questo termine: conoscerlo può aiutare a prepararsi.

Bow-Echo

A metà agosto tra Ferrara e Modena un’importante perturbazione ha causato gravi danni a case e infrastrutture. Si è parlato di “bow-echo”, una parola “molto tecnica che indica una curvatura, un arco sul radar, quando piove, e che presenta bande esterne a forme semicircolari” dice Betti. Una linea temporalesca che porta raffiche di vento molto veloci e piogge intense. “A mio avviso però è troppo tecnico e andrebbe usato poco”.

Cumulonembi

Discorso differente invece per un termine che deriva dal latino “e andrebbe usato di più perché estremamente corretto e promosso anche all’estero”, ovvero i cumulonembi. “Si tratta di nubi temporalesche a sviluppo verticale, grandi, spesso nere e con fulmini, con una forma che ricorda quasi un fungo atomico”. In molti casi un importante segnale di grande temporale in arrivo.
Incudine - Quando il cumulonembo “raggiunge la tropopausa ( strato che separa troposfera da stratosfera) poiché la nube non riesce andare oltre a questa, allora si appiattisce e forma una nube dalla forma di incudine. Indica una nube che ha raggiunto una sorta di fase matura e può essere associata a fenomeni intensi, dai fulmini alle grandinate.

Bomba d’acqua

Questa espressione è invece un modo “improprio, che in realtà non esiste” per parlare “semplicemente di nubifragi e forti piogge”.

Tromba d’aria

Al contrario dire “tromba d’aria” per descrivere “sia le trombe marine sia i vortici d’aria sul terreno, è corretto. In particolare - precisa Betti - quelle di terra vengono chiamate tornado dallo spagnolo”.

Albedo

Un termine tecnico che oggi è più comune, purtroppo a causa della crisi climatica, è albedo, parola con cui si indica generalmente quanto “una superficie riflette anziché assorbire i raggi del sole: più la superficie è chiara, più la componente riflessa è maggiore rispetto a quella assorbita”. Se le grandi distese di neve diventano più scure per esempio a causa dell’inquinamento, saranno meno in grado di riflettere: nel caso dei ghiacciai, una minore capacità può accelerarne il declino.

Derecho

Presto anche il termine “derecho” potrebbe diventare comune. “Il derecho - precisa l’esperto del Cnr - è un fronte temporalesco enorme vasto centinaia di chilometri, anche 400 di estensione, che dura nel tempo più ore. Si sposta in una direzione per migliaia di chilometri rimanendo sempre intatto e nella fase frontale scatena fortissimi venti, i famosi downburst”.

Squall Line

Altra espressione che potremmo sentire è “squall line”, in italiano una linea temporalesca. “Una linea di più temporali uno accanto all’altro che si sposta”. Se invece si parla di parte primordiale del temporale si usa “cumulo congesto”. Un altro “tipo” è poi il “temporale grandinigeno”: quando si usa questa espressione meglio mettersi al riparo e coprire l’auto, sta per arrivare la grandine.

Virghe

Se da lontano vediamo una serie di precipitazioni legate alle nubi, che spesso però non toccano terra e rendono la nube un tutt’uno con la superficie dell’orizzonte, siamo davanti alle virghe. Visivamente, ci appaiono come un fascio di linee che si propagano al di sotto delle nubi.

Non chiamiamolo maltempo

A livello comunicativo, secondo Betti è importante “non parlare di maltempo, a meno che non sia una situazione che può portare solo ulteriori danni gravi o disagi alla popolazione, come potrebbero essere le ondate di calore, spesso caratterizzate dal sole. Meglio invece usare termini specifici perché il tempo è soggettivo. Se si è in siccità ad esempio dire che sta peggiorando il tempo usando il “mal” è paradossale: la gente dovrebbe essere contenta dell’arrivo delle piogge”.

Crisi climatica

Infine bisognerebbe invece condividere di più l’espressione “crisi climatica”, da usare soprattutto quando “ci sono fenomeni talmente eccezionali e fuori scala come le recenti ondate di calore, cartine tornasole della crisi climatica”. Più in generale, “la meteorologia è una scienza piena di responsabilità e con il cambiamento climatico che diventa più impattante ci vorrebbe una grande campagna di sensibilizzazione nell’interpretazione dei bollettini, delle parole e dei fenomeni dell’emergenza a cui dovremmo prepararci e adattarci”.