La ricetta della pasta a fuoco spento ora convince pure il Nobel della Fisica Giorgio Parisi
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliUna pentola, un coperchio, un pacco di spaghetti tuffati nell'acqua che gorgoglia e il fornello spento poco dopo l'ebollizione. Altri otto minuti e voilà: la pasta è pronta. Anche a casa di Giorgio Parisi, ultimo premio Nobel per la fisica.
Ora che ogni risparmio è oro, foto, video e ricetta della pasta cotta a fuoco spento rimbalzano da una bacheca all'altra nel passaparola virtuale dei social. Fino, appunto, a finire su quella dell'accademico che studia sistemi complessi.
Il sistema delle nonne
Stavolta il sistema è semplice e il tormentone non è nuovo, se ne discute da tempo: c'è chi giura di aver appreso la cottura passiva dalle proprie nonne, chi assicura di averla sperimentata nei corsi di cucina con affermati chef (tra gli estimatori della tecnica c'è Elio Sironi, al Ceresio 7 di Milano) e da cinque anni almeno circolano su internet e sui social video artigianali della ricetta (famoso l'esperimento …
Una pentola, un coperchio, un pacco di spaghetti tuffati nell'acqua che gorgoglia e il fornello spento poco dopo l'ebollizione. Altri otto minuti e voilà: la pasta è pronta. Anche a casa di Giorgio Parisi, ultimo premio Nobel per la fisica.
Ora che ogni risparmio è oro, foto, video e ricetta della pasta cotta a fuoco spento rimbalzano da una bacheca all'altra nel passaparola virtuale dei social. Fino, appunto, a finire su quella dell'accademico che studia sistemi complessi.
Il sistema delle nonne
Stavolta il sistema è semplice e il tormentone non è nuovo, se ne discute da tempo: c'è chi giura di aver appreso la cottura passiva dalle proprie nonne, chi assicura di averla sperimentata nei corsi di cucina con affermati chef (tra gli estimatori della tecnica c'è Elio Sironi, al Ceresio 7 di Milano) e da cinque anni almeno circolano su internet e sui social video artigianali della ricetta (famoso l'esperimento del divulgatore scientifico Dario Bressanini, cercare su TikTok il tutorial per imparare). Adesso però che rincari e speculazione fanno schizzare le bollette e c'è lo spauracchio del razionamento del gas, la cottura senza fiammella è tornata di moda. E se a condividerla è pure un premio Nobel forse c'è da fidarsi.
Funziona così, si legge nel post condiviso da Parisi: "Dopo aver portato l'acqua a ebollizione buttate la pasta e aspettate 2 minuti... Poi si può tranquillamente spegnere il gas, basta usare un coperchio e calcolare un minuto circa in più (rispetto alla cottura indicata, ndr). Almeno 8 minuti di risparmio di gas. Senza voler fare moltiplicazioni per famiglie italiane, credo che sia una notizia da divulgare, dovremmo cambiare abitudini e non è detto che sia un male".
"Relata refero", precisa Parisi, ovvero riferisco cose riportate da altri. Poi però, dopo aver riflettuto, aggiunge: "Penso che la cosa importante sia usare il coperchio sempre. Dopo che bolle se si lascia a fuoco bassissimo con il coperchio si consuma poco". Idem se si spegne del tutto. E giù domande su piccoli risparmi casalinghi, dubbi e conferme: "Funziona!", "L'ho provato anch'io!", "Eureka!".
Quanto si risparmia
Uno studio promosso qualche mese fa dai Pastai italiani di Unione italiana food sosteneva che se si usa il coperchio durante l'ebolizione si risparmiano tempo e fino al 6% di energia ed emissioni di CO2e (CO2 equivalente); cuocendo la pasta con 700 millilitri di acqua invece del classico litro per 100 grammi si ottiene un -30% sul consumo di acqua e un -13% su quello di energia ed emissioni di CO2e; mentre spegnere il fuoco dopo i primi 2 minuti di cottura tradizionale lasciando il coperchio per non disperdere calore si traduce in un risparmio di energia ed emissioni di CO2e fino al 47%. Con una pasta comunque buona.