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Kecy Salangad, il cartoonist veneziano conquista l'Emmy: "Così ho realizzato il mio sogno"

Kecy Salangad, 38 anni, veneziano 
Premiato a Los Angeles, è figlio di un’immigrata filippina e di un militare afroamericano: il suo talento scoperto con il film The House su Netflix
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VENEZIA - Anima piccole sculture che grazie a lui cominciano a parlare, a muoversi e a vivere come se fossero umane. Lo fanno in paesaggi onirici e poetici, realizzati con luci, stoffe e tutto l'ingegno che serve per dare forma all'immaginazione.

Il suo nome è Kecy Salangad, 38 anni, veneziano e secondo italiano dopo Valerio Ventura nel 2014 a vincere quest'anno l'Emmy Award per l'Animazione (Outstanding Individual Achievement in animation). 

Figlio di Kelly, arrivata dalle Filippine in Italia 42 anni fa, e di un militare afroamericano ora negli Stati Uniti, Salangad ha trascorso i primi anni di vita nella Casa Famiglia dell'isola della Giudecca per poi abitare nei palazzi veneziani dove la mamma lavorava come domestica. 

Kecy con la mamma Kelly 

Il suo talento si è fatto notare durante la realizzazione del film The House, visibile su Netfl…

VENEZIA - Anima piccole sculture che grazie a lui cominciano a parlare, a muoversi e a vivere come se fossero umane. Lo fanno in paesaggi onirici e poetici, realizzati con luci, stoffe e tutto l'ingegno che serve per dare forma all'immaginazione.

Il suo nome è Kecy Salangad, 38 anni, veneziano e secondo italiano dopo Valerio Ventura nel 2014 a vincere quest'anno l'Emmy Award per l'Animazione (Outstanding Individual Achievement in animation). 

Figlio di Kelly, arrivata dalle Filippine in Italia 42 anni fa, e di un militare afroamericano ora negli Stati Uniti, Salangad ha trascorso i primi anni di vita nella Casa Famiglia dell'isola della Giudecca per poi abitare nei palazzi veneziani dove la mamma lavorava come domestica. 

Kecy con la mamma Kelly 

Il suo talento si è fatto notare durante la realizzazione del film The House, visibile su Netflix, a cui ha lavorato per la prima e per la seconda storia, rispettivamente di Marc James Roels e di Emma De Swaef. 

È stato in quel periodo che il direttore dell'animazione Tobias Fouracre e i referenti della piattaforma Netflix hanno deciso di candidarlo alla Television Academy per i Creative Arts Emmy Awards, istituiti nel 1991. Poche settimane fa, la notizia della vittoria e della premiazione sabato 3 settembre al Microsoft Theater di Los Angeles (in diretta su You Tube).

"Per me era già stato un onore essere stato candidato. Non ci credo ancora di aver vinto e non me lo sarei mai aspettato, ma sono molto felice" racconta poco prima di partire per l'America dalla Francia dove attualmente sta lavorando a Inventor, film di animazione su Leonardo Da Vinci di Jim Capobianco, sceneggiatore del celebre Ratatouille. "Dobbiamo pensare all'animatore come a una sorta di marionettista. Dietro a ogni film ci sono team di animatori che muovono le piccole sculture con una struttura metalicca, come nel caso di The House. Amavo l'incisione, ma quando ho iniziato a entrare nel mondo dell'animazione mi sono appassionato perché è un connubio di arti".

Il debutto di Kecy

La sua storia sembra la sceneggiatura di un film. Più di 40 anni fa Josie Salangad, sorella di mamma Kelly, decide che è arrivato il momento di andarsene dalle Filippine e di trovare un lavoro all'estero. "Erano dieci figli e c'era bisogno di qualcuno che aiutasse i miei nonni a mantenere la famiglia" racconta Salangad. "Si erano aperte delle posizioni come domestica e così è arrivata in Italia, a Venezia, nella casa di una prestigiosa famiglia". Dopo Josie arriva Corazon, detta Cora, e infine Kelly. Le tre sorelle si stabiliscono nella città galleggiante e iniziano a lavorare. In questo periodo Kelly frequenta un militare afroamericano della base di Vicenza che tornerà poi negli Stati Uniti. Dalla storia nasce Kecy Salangad che terrà per una questione burocratica il cognome della madre.

I primi anni li trascorre nella Casa Famiglia della Giudecca. "Sono sempre stato abituato a vivere con tante persone e per me ormai è uno stile di vita" prosegue Salangad. "Dopo la Giudecca abbiamo vissuto nei palazzi dove lavorava mia mamma e poi in una casa a Venezia con tanti altri filippini. Mi piace vivere con tante persone perché si creano delle piccole comunità". 

Kecy Salangad 

Salangad dimostra subito di avere un talento per l'arte, in particolare per la scultura, e lo dimostra all'Accademia di Belle Arti. "Mi ero innamorato dell'incisione, ma poi degli amici mi hanno parlato di un corso a Valencia di animazione e, incuriosito, sono andato a frequentarlo". 

A Valencia si aprono le porte di un mondo fatto di magia e ingegno. "È molto affascinante vedere come vengono creati gli effetti speciali" racconta. "Per esempio, in The House, a cui ho lavorato per la prima e la seconda storia, le fiamme sono create dal feltro illuminato di una luce rossa e la nebbia della foresta da un ricamo posto proprio davanti all'obiettivo. Molte tecniche sono conosciute, tante altre invece sono nuove".

La sua vita lontano da Venezia, sognando gli States

Oggi Salangad vive stabilmente a Manchester, ma non dimentica la sua Laguna. "Penso spesso che mi piacerebbe fare un film di animazione su Venezia, città che è già di per sé scenografica, basti pensare a com'è illuminata. Per conoscerle bisogna prendersi del tempo e guardare i dettagli, ogni volta si scopre qualcosa di nuovo".

Il suo sogno, come tanti altri animatori, è lavorare in America, magari nel Laika Studio, dove si sta investendo molto in questo settore che sta dimostrando di non essere rivolto soltanto ai bambini, ma di riuscire a produrre anche film per adulti.

Intanto in queste ultime ore mamma Kelly è partita da Venezia per raggiungere Los Angeles. Ha il cuore a mille per l'emozione, soprattutto se pensa a quante strade si sono incrociate per arrivare fino a qui e dove è riuscito ad arrivare suo figlio. Tanti ostacoli, un viaggio dall'altra parte del mondo alla ricerca di fortuna e un lavoro che non regala niente a nessuno. E Salangad lo sa. "Il mio è un lavoro molto democratico perché, come dice la direttrice di animazione di Inventor Kim Keukeleire, di fronte a un pupazzo siamo tutti uguali".