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Voti a scuola, basta 7 e "mezzo" e 6 "meno meno": per i presidi il numero deve essere intero

Per il ministero la valutazione si esprime sempre in decimali. Eppure molti docenti, alle medie come alle superiori, scelgono ancora quella in ventesimi. E molti persino i segni "+" e "-". Dirigenti e docenti si dividono.  Ma alla maturità le commissioni hanno griglie con mezzi voti
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Addio al sei e mezzo, al sette e mezzo e ai mezzi voti in generale. E a maggior ragione addio alle valutazioni seguite dal più, dal meno e da quel "meno meno" che per anni ha fatto impazzire studenti e genitori. Domani suona la prima campanella in Alto Adige, e le altre regioni riapriranno i portoni delle scuole tra il 12 e il 15 settembre. Ma i presidi da qualche mese raccomandano ai propri insegnanti di attribuire nelle valutazioni scritte e orali voti interi. Dal punto di vista normativo non è subentrata infatti nessuna novità. Ma, secondo tutte le leggi, i decreti e perfino le circolari ministeriali, alla scuola media e al superiore la valutazione si esprime in decimi. Con i mezzi voti sarebbe in ventesimi e con i più e i meno addirittura in quarantesimi. Anche se da quando esiste la scuola gli insegnanti utilizzano per distinguere le prestazioni degli alunni anche le frazioni di voto che i dirigenti scolastici non vorrebbero più vedere…

Addio al sei e mezzo, al sette e mezzo e ai mezzi voti in generale. E a maggior ragione addio alle valutazioni seguite dal più, dal meno e da quel "meno meno" che per anni ha fatto impazzire studenti e genitori. Domani suona la prima campanella in Alto Adige, e le altre regioni riapriranno i portoni delle scuole tra il 12 e il 15 settembre. Ma i presidi da qualche mese raccomandano ai propri insegnanti di attribuire nelle valutazioni scritte e orali voti interi. Dal punto di vista normativo non è subentrata infatti nessuna novità. Ma, secondo tutte le leggi, i decreti e perfino le circolari ministeriali, alla scuola media e al superiore la valutazione si esprime in decimi. Con i mezzi voti sarebbe in ventesimi e con i più e i meno addirittura in quarantesimi. Anche se da quando esiste la scuola gli insegnanti utilizzano per distinguere le prestazioni degli alunni anche le frazioni di voto che i dirigenti scolastici non vorrebbero più vedere nei registri.

Il capo dei presidi: "Una prassi ambigua nei confronti degli alunni"

Antonello Giannelli è a capo dell’Associazione nazionale presidi e conferma quella che è ormai una direttiva che si sono dati i capi d’istituto. Sperando che i docenti la imbocchino. “La prassi di assegnare voti non interi – spiega Giannelli – attraverso l’uso dei “mezzi punti“ e dei “+ e –“ è molto infelice. Essa non ha un fondamento normativo e inoltre risulta ambigua nei confronti dello studente. Prassi di questo genere – continua – complicano la comunicazione tra scuola, studenti e famiglie. Peraltro non contribuiscono a riempire di senso la valutazione della prestazione didattica. In realtà, per attuare seriamente e concretamente una valutazione formativa occorrono, lo ribadisco ancora una volta, una vera didattica per competenze e un effettivo coinvolgimento dello studente”.

La dirigente scolastica: "La valutazione deve essere formativa, non punitiva"

La collega dell’Andis (l’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici), Paola Bortoletto, è sostanzialmente d’accordo: “La valutazione nella scuola secondaria ormai viene fatta sulla base di griglie e rubriche di valutazione. Pertanto se griglie e rubriche sono strutturate per voti interi non si capisce quale possa essere il senso dei più, dei meno, dei mezzi voti. Inoltre, 10 posizioni, in una scala valutativa che deve sempre ricondursi a criteri qualitativi e non quantitativi, sono più che sufficienti. Andis persegue la valutazione formativa e non punitiva”. Secondo i dirigenti scolastici, l’armamentario di voti e voticini che da sempre usa i docenti della secondaria dovrebbe andare in soffitta. Anche se non è escluso che si possa continuare una griglia di valutazione che non comprenda solo numeri interi.

Il prof di Palermo: "Ma il mezzo voto può essere un segnale positivo"

“Qualora le griglie – spiega la Bortoletto – dovessero essere strutturate anche con mezzi voti, ciò rientra nell’ambito dell’autonomia dei Collegi docenti sulla valutazione, ma saranno i Dipartimenti a supportare con idonei strumenti un tipo di valutazione che contempli i mezzi voti e che, al momento, è basato solo sulla prassi e la consuetudine”. Ma cosa ne pensano i docenti? Francesca Gambino, insegna Francese in un istituto tecnico di Palermo: il Marco Polo. “Ritengo che per valutare un compito o un'interrogazione si deve essere quanto più precisi ed esaustivi possibile. Per questo, attribuire il mezzo voto o dare un più o un meno significa far capire che c'è sempre la possibilità di migliorare. Del resto – conclude "arrotondiamo" già abbastanza, mi pare”.

"... e consentono una fotografia del giudizio più accurata"

Anche Guglielmo La Cognata, professore di Storia e Filosofia presso il liceo classico Spedalieri di Catania “è favorevolissimo ai mezzi voti”. E spiega perché. “Consentono una fotografia della realtà più accurata, capace di cogliere maggiormente le sfumature e di esprimere meglio i progressi dello studente. Abolire i mezzi voti sarebbe come disegnare un bel paesaggio con un solo colore nella tavolozza”. Mentre per Valeria Petrone, docente di Matematica e Fisica al liceo classico di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro “a mio parere, mezzi voti o meno quelli finali sono comunque voti interi. Quindi non cambierebbe nulla”.

Il docente di Udine: "Giusto, in pagella il voto è intero"

Ma c’è chi è disposto ad assecondare il desiderio dei dirigenti scolastici. “Da questo punto di vista – dice Alessandro Crocco, docente di Italiano e Latino al liceo delle scienze umane Uccellis di Udine – i dirigenti scolastici non hanno tutti i torti se consideriamo che il voto finale in pagella è intero. Il mezzo voto, o il quarto di voto, è più frutto di una consuetudine, a mio parere, nata dalla componente soggettiva della valutazione. Se vi fosse una griglia chiara ed esauriente che contempli solo il voto intero, non avrei problemi ad applicarla, anzi, renderebbe più comprensibile e trasparente il risultato della verifica”. Anche se quest’anno, nelle tabelle di valutazione delle due prove scritte e del colloquio della maturità post Covid il ministero ha fornito alle commissioni griglie di valutazione con i mezzi voti.