Test di medicina, dal Def al volo della gazza: ecco tutte le domande (e le soluzioni) della prova
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliDalla definizione di Def al calcolo del volo orizzontale della gazza, fino all'obiettivo della Constitutio de feudis emanata il 28 maggio 1037 dall’imperatore Corrado II il Salico. Poco prima delle 19 sono stati pubblicate dal ministero dell'Università e della Ricerca le domande e le risposte del testdi ingresso a Medicina, l'ultimo a svolgersi in maniera tradizionale. Dal 2023 infatti si cambia con nuove domande e più posti. Ma intanto questa mattina, 6 settembre 2022, circa 65 mila persone si sono giocate i 14.740 messi a disposizione dalle università: 720 in più rispetto allo scorso anno. A cui vanno sommati i 1.136 posti riservati ai candidati extra Ue residenti all'estero.
Le domande e le soluzioni
Tra i quesiti: ragionamenti logici, i glucidi, le cellule eucariotiche e procariotiche, il progesterone, l'anemia falciforme, i mitocondri, la teoria della selezione naturale di Darwin, l'isomero del pentano, i numeri qu…
Dalla definizione di Def al calcolo del volo orizzontale della gazza, fino all'obiettivo della Constitutio de feudis emanata il 28 maggio 1037 dall’imperatore Corrado II il Salico. Poco prima delle 19 sono stati pubblicate dal ministero dell'Università e della Ricerca le domande e le risposte del testdi ingresso a Medicina, l'ultimo a svolgersi in maniera tradizionale. Dal 2023 infatti si cambia con nuove domande e più posti. Ma intanto questa mattina, 6 settembre 2022, circa 65 mila persone si sono giocate i 14.740 messi a disposizione dalle università: 720 in più rispetto allo scorso anno. A cui vanno sommati i 1.136 posti riservati ai candidati extra Ue residenti all'estero.
Le domande e le soluzioni
Tra i quesiti: ragionamenti logici, i glucidi, le cellule eucariotiche e procariotiche, il progesterone, l'anemia falciforme, i mitocondri, la teoria della selezione naturale di Darwin, l'isomero del pentano, i numeri quantici atomici, il piano cartesiano, le disequazioni. Nel documento del ministero, scaricabile anche da Repubblica, sono riportate anche le soluzioni ai quiz: In tutti i quesiti proposti nel testo pubblicato nel pomeriggio la soluzione è la risposta alla lettera A.
Sui social i primi commenti dei "reduci del test", usciti dopo le 14.40, sono pessimistici: "Biologia molto più specifica degli anni scorsi, chimica, fisica, matematica e ragionamento logico matematico pieno di calcoli", scrive Francesca su Twitter. Un'altra aggiunge: "Onestamente quest'anno nettamente più difficile dell'anno scorso, esclusa logica e cultura generale, che poi di cultura generale non c'era traccia praticamente". Secondo Testbusters, invece, un'organizzazione di alunni delle Facoltà di Medicina che analizza ogni anno le prove il test era più facile del 2021, tranne che per le domande di biologia e per questo i punteggi si potrebbero alzare.
Le domande, in tutto, erano 60 - 23 domande di biologia, 15 di chimica, 13 di fisica e matematica, 5 di ragionamento logico, 4 di competenze di lettura - e per ciascuna erano indicate 5 opzioni di risposta delle quali solo una è corretta. I quesiti andavano risolti in 100 minuti, un'ora e quaranta, a partire dalle 13.
Soluzioni e punteggi
Il 14 settembre il ministero dell'Università e della ricerca pubblicherà su Universitaly nell'area riservata di ogni candidato il punteggio anonimo secondo il codice etichetta. Il 23 settembre ciascun candidato potrà visionare il proprio compito, mentre la graduatoria nominativa di merito si conoscerà il 29 settembre. Solo allora gli aspiranti "camici bianchi" sapranno se ce l'avranno fatta a raggiungere l'inizio del loro sogno.
Il dibattito sul numero chiuso
E come ogni anno si è acceso il dibattito attorno al numero chiuso. Favorevole all'abolizione il sottosegretario alla Salute Andrea Costa (Noi con l'Italia) che, intervistato da Repubblica, risponde: "Riteniamo sbagliato delegare il concetti di meritocrazia ad un semplice test”. E così, ma fronte Pd la pensa così anche Marianna Madia: "La sanità pubblica italiana è in Sofferenza per mancanza di medici. È Un dato di fatto. Non posso che schierarmi dalla parte degli studenti universitari che hanno organizzato un presidio in vari atenei italiani, per superare il numero chiuso e chiedere un piano investimenti". Si dice "abbastanza contrario", invece Giovanni Molari, rettore dell'Università di Bologna, "perché c'è un problema di disponibilità di spazi, di laboratori e di posti anche per svolgere esercitazioni". E così anche buona parte degli altri rettori, da Antonella Polimeni della Sapienza ("Il numero chiuso è garanzia di qualità della formazione") a Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e a capo della Conferenza dei rettori: "Il numero aperto crea problemi a lungo termine", spiega in sintesi. "Parliamone dopo il voto", rilancia la rettrice di Milano Bicocca, Giovanna Iannantuoni, perché "è una discussione per ora politica e da campagna elettorale". Di tutt'altro parere il rettore di Palermo, Massimo Midiri, che spiega: “La pandemia ha messo in luce la carenza di medici. Il numero chiuso è una questione da rivedere”. Mentre da Genova Marco Frascio, coordinatore del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, ammette: "Quando sono entrati quelli della mia generazione il numero chiuso non c’era, forse sarebbe il caso di provare”.
Le proteste dei collettivi
Non sono mancate le proteste: la Link ha manifestato ad esempio a Bari e in altri atenei italiani; l'Udu, l'Unione degli Universitari, ha organizzato un presidio in vari atenei italiani, per superare il numero chiuso e chiedere al contempo un piano di investimenti. A Roma si sono dati appuntamento alla Sapienza, spiegano gli studenti in un comunicato, "per sottolineare l'illegittimità del numero chiuso, la fallacia dello strumento del test d'accesso e proporre la nostra visione e il nostro modello di superamento dei numeri programmati nazionali". Così pure il Fronte della gioventù comunista: "Non sono bastati neanche due anni di pandemia e oltre 170.000 decessi per indurre un cambiamento di rotta. Con la retorica della meritocrazia, fittizia nei fatti, si sostiene un numero chiuso nei corsi di medicina e professioni sanitarie che, fin dalla sua istituzione, è stato uno degli strumenti con cui si è proceduto allo smantellamento della sanità pubblica", dicono i ragazzi a Torino.