ROMA - Un Piano italiano per risparmiare il 15% nei consumi di gas, ovvero 8,2 miliardi di metri cubi in 243 giorni: dal primo agosto al 31 marzo 2023. Ce lo chiede il Regolamento Ue del 5 agosto scorso, per ora solo su base volontaria. "La sobrietà energetica è il futuro: piccoli sacrifici, grandi risparmi", dice il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, illustrando il suo Piano che prevede quattro pilastri, di cui però solo i primi tre quantificati per arrivare agli 8,2 miliardi di metri cubi di in meno. Primo, spingere al massimo le centrali a carbone, olio e bioliquidi per produrre energia elettrica al posto del gas. Secondo, termosifoni accesi per meno ore, meno giorni e meno gradi in casa e in ufficio: esclusi ospedali e Rsa. Terzo, consigli per consumare meno senza sanzioni e controlli: dalla doccia meno calda e meno lunga al fuoco più basso sotto la pentola che bolle, alla spina staccata agli apparecchi spenti. Quarto, sac…
ROMA - Un Piano italiano per risparmiare il 15% nei consumi di gas, ovvero 8,2 miliardi di metri cubi in 243 giorni: dal primo agosto al 31 marzo 2023. Ce lo chiede il Regolamento Ue del 5 agosto scorso, per ora solo su base volontaria. "La sobrietà energetica è il futuro: piccoli sacrifici, grandi risparmi", dice il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, illustrando il suo Piano che prevede quattro pilastri, di cui però solo i primi tre quantificati per arrivare agli 8,2 miliardi di metri cubi di in meno. Primo, spingere al massimo le centrali a carbone, olio e bioliquidi per produrre energia elettrica al posto del gas. Secondo, termosifoni accesi per meno ore, meno giorni e meno gradi in casa e in ufficio: esclusi ospedali e Rsa. Terzo, consigli per consumare meno senza sanzioni e controlli: dalla doccia meno calda e meno lunga al fuoco più basso sotto la pentola che bolle, alla spina staccata agli apparecchi spenti. Quarto, sacrifici alle imprese non quantificati: i tempi per pianificarli saranno più lunghi.
I termosifoni
Temperature giù di un grado
Un'ora di accensione in meno al giorno dei termosifoni. E temperatura giù di un grado da 20 a 19, sia negli uffici - pubblici e privati - che nelle case. La regola del Piano diventerà norma con un decreto ministeriale entro settembre. E sarà accompagnata, per i condomini, dall'obbligo di ridurre di 15 giorni il periodo di accensione dei caloriferi centralizzati: posticipando di 8 giorni l'avvio e anticipando di 7 lo spegnimento delle caldaie. Da questa misura il governo punta a risparmiare 3,2 miliardi di metri cubi di gas, calcolando che il 79% delle famiglie aderisca. Esclusi ospedali e case di ricovero.
I combustibili
Carbone e bioliquidi per l'energia elettrica
Un punto importante del Piano riguarda la produzione di energia elettrica con combustibili diversi dal gas come il carbone, l'olio combustibile e i bioliquidi. Questa produzione alternativa deve essere spinta al massimo. Il ministero della Transizione ecologica (Mite) ha chiesto a Terna con un atto di indirizzo, il primo settembre scorso, di dare avvio a questo Piano di massimizzazione che dovrebbe portare un risparmio di 2,1 miliardi di metri cubi di gas. La maggior parte di questo risparmio viene dalle 6 centrali a carbone e da quella a olio.
I consumi
Fuoco basso quando bolle l'acqua
Il Piano prevede una serie di misure volontarie, prive di controlli e sanzioni, per indurre "consumi intelligenti". Ridurre temperatura e durata delle docce, abbassare il fuoco sotto la pentola dopo l'ebollizione, lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico, staccare la spina degli apparecchi non in funzione, evitare lo stand by per tv, decoder, dvd, mettere il frigo a basso consumo quando si va in vacanza. Si suggeriscono poi alcuni investimenti: pompe di calore elettriche, pannelli solari, lampadine a led, elettrodomestici di classe A. Da queste misure il governo calcola 2,9 miliardi di metri cubi di gas risparmiati.
L'industria
Saranno salvaguardati i settori strategici
Il quarto pilastro del Piano stilato dal ministro Cingolani riguarda il contenimento volontario dei consumi nel settore industriale, "su cui è aperto un confronto con le categorie produttive". Il punto è molto delicato. Confindustria chiede da tempo che la grande industria sia esonerata da cicli di razionamenti. Il testo del Piano non a caso dice di voler agire "salvaguardando i settori strategici, come da Regolamento Ue". Già oggi esiste un piano di emergenza gas con l'"interrompibilità volontaria". Andrà rivisto. Ecco perché da questo capitolo non sono ancora contabilizzati risparmi di gas.