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Covid, in arrivo 19 milioni di dosi di vaccini bivalenti. "I medici chiamino anziani e fragili"

Presentata al ministero la campagna di quarte e terze dosi con i nuovi medicinali. "Questi farmaci hanno salvato 20 milioni di vite". Gli interventi degli esperti Magrini, Rezza, Locatelli. E Petroni, il sostituto di Figliuolo, che invita i dottori a convocare i propri assistiti
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Entro settembre arriveranno in Italia quasi 19 milioni di dosi di vaccino bivalente, che scatena gli anticorpi contro il virus Wuhan e contro Omicron 1. Dal ministero alla Salute invitano tutti coloro che devono fare la quarta o la terza dose con i nuovi prodotti a ricevere la somministrazione. "I vaccini sono fondamentali nella lotta al Covid, hanno salvato 20 milioni di vite", ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, in un incontro con la stampa al quale hanno partecipato anche il direttore della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza, il direttore di Aifa, Nicola Magrini, e il generale Tommaso Petroni, direttore dell'Unità per il completamento della campagna vaccinale.

I nuovi vaccini arriveranno lunedì e saranno destinati prioritariamente a over 60, fragili, personale sanitario, donne incinte (come quarte dosi) e a tutti gli over 12 come terze. Si tratta nel primo caso di circa 17 milioni di persone (visto che …

Entro settembre arriveranno in Italia quasi 19 milioni di dosi di vaccino bivalente, che scatena gli anticorpi contro il virus Wuhan e contro Omicron 1. Dal ministero alla Salute invitano tutti coloro che devono fare la quarta o la terza dose con i nuovi prodotti a ricevere la somministrazione. "I vaccini sono fondamentali nella lotta al Covid, hanno salvato 20 milioni di vite", ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, in un incontro con la stampa al quale hanno partecipato anche il direttore della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza, il direttore di Aifa, Nicola Magrini, e il generale Tommaso Petroni, direttore dell'Unità per il completamento della campagna vaccinale.

I nuovi vaccini arriveranno lunedì e saranno destinati prioritariamente a over 60, fragili, personale sanitario, donne incinte (come quarte dosi) e a tutti gli over 12 come terze. Si tratta nel primo caso di circa 17 milioni di persone (visto che 3 milioni hanno già fatto il secondo booster quest'estate e a primavera) e nel secondo di 9 milioni. Alla domanda se chi non rientra in queste categorie, ad esempio un cinquantenne sano, possa comunque richiedere una quarta dose, si è risposto che per ora si intende coinvolgere chi rischia di più se prende la malattia. Teoricamente però, visto che Ema e Aifa hanno autorizzato il secondo booster per tutti gli over 12, il vaccino si può fare a tutti. "Ma noi diamo un'indicazione di salute pubblica, al momento vogliamo coprire chi rischia", ha spiegato Rezza, autore della circolare sui nuovi vaccini e di recente anche di quella sulla nuova durata dell'isolamento: "Chi non rientra nelle categorie prioritarie - ha aggiunto Rezza - potrà fare comunque la quarta dose su base volontaria. Nei prossimi giorni verrà data indicazione più dettagliata alle Regioni sulle modalità, compatibilmente con l'organizzazione logistica che deve dare priorità alle categorie a rischio".

"Il vaccino aggiornato contro Omicron 1 si è dimostrato in grado di generare una risposta degli anticorpi neutralizzanti contro la variante 1, ma anche contro 4 e 5, il 90% dei ceppi isolati in Italia - ha detto Locatelli accennando al fatto che tra alcune settimane ci arriveranno i bivalenti contro Wuhan e Omicron 4-5 - Sono quindi vaccini largamente utili nella prevenzione e nello sviluppo della malattia grave e nel prevenire il rischio di eventi fatali. La raccomandazione che le istituzioni fanno è quella di dare una ulteriore continuità alla campagna vaccinale secondo le indicazioni della circolare del ministero della Salute".

Petroni ha detto di aver inviato una lettera alle Regioni per incentivare la chiamata attiva da parte dei medici vaccinatori, che tra l'altro tra poco saranno coinvolti nella campagna contro l'influenza. Si auspica quindi che gli over 60 vengano contattati dal loro dottore. Comunque i vaccini si faranno anche in farmacia, presso le Asl e in certe regioni ancora negli hub.

Locatelli ha spiegato che l'Italia ha donato 58 milioni di vaccini di "prima generazione", cioè pensati contro Wuhan, ai Paesi poveri attravereso il progetto Covax di Oms. "Ci sono ancora 28 milioni di dosi del vaccino Wuhan che scadranno a fine anno". L'idea è quella di andare avanti con il progetto Covax ma anche quella di utilizzarli, eventualmente, per chi deve ancora fare il primo ciclo, cioè le prime due dosi. Si valuterà anche se la scadenza può essere allungata.