Lavoro, dati Eurostat: in Italia i giovani fanno sempre più fatica a trovare un posto. E la paga è al limite della povertà
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaSfruttati e malpagati. Sono i giovani italiani sul posto di lavoro. O meglio, una parte di coloro che sono riusciti a trovarne uno, considerato che una fetta importante è ancora alla ricerca della prima occupazione. È la Commissione europea, attraverso i dati Eurostat, che certifica le difficoltà delle ragazze e dei ragazzi del Belpaese spesso alle prese con retribuzioni così basse da essere al limite della povertà. E mentre in Italia la disoccupazione giovanile aumenta, siamo al 24% secondo l’ultima rilevazione dell’Istat, dall'Europa ci fanno sapere che anche i giovani che lavorano non se la passano sempre bene. La statistica che ci spiega come stanno le cose e ci permette di confrontarci con gli altri paesi del Vecchio continente ha l’eloquente titolo “Tasso di rischio di povertà sul lavoro per età e sesso” (In work at risk of poverty rate) declinato in base all’età.
Lavoro sottopagato
…Sfruttati e malpagati. Sono i giovani italiani sul posto di lavoro. O meglio, una parte di coloro che sono riusciti a trovarne uno, considerato che una fetta importante è ancora alla ricerca della prima occupazione. È la Commissione europea, attraverso i dati Eurostat, che certifica le difficoltà delle ragazze e dei ragazzi del Belpaese spesso alle prese con retribuzioni così basse da essere al limite della povertà. E mentre in Italia la disoccupazione giovanile aumenta, siamo al 24% secondo l’ultima rilevazione dell’Istat, dall'Europa ci fanno sapere che anche i giovani che lavorano non se la passano sempre bene. La statistica che ci spiega come stanno le cose e ci permette di confrontarci con gli altri paesi del Vecchio continente ha l’eloquente titolo “Tasso di rischio di povertà sul lavoro per età e sesso” (In work at risk of poverty rate) declinato in base all’età.
Lavoro sottopagato
Secondo i numeri pubblicati dalla banca dati della Commissione, la percentuale di giovani italiani che lavorano ma percepiscono un reddito così basso da renderli a rischio povertà sono in aumento in tutto il range delle età lavorative. Ma i più esposti a lavori mal retribuiti sono i ragazzi della fascia d’età compresa fra i 20 e i 24 anni. In appena un anno, dal 2020 al 2021, la quota dei sottopagati subito dopo il diploma è cresciuta di tre punti: dal 12,3% al 15,3%. Nessun’altra fascia d’età presenta un trend così negativo: fra i 25/29enni si scende al 12,1%. Per un individuo di età compresa fra i 18 e i 59 anni residente in un comune del metropolitano del nord Italia, secondo l’Istat, la soglia di povertà assoluta è pari a 853 euro. E se ha moglie, che non lavora, e un solo figlio non è possibile sbarcare il lunario con meno di 1.331 euro al mese.
Un triste primato per l'Italia
L’Italia, nella classifica dei lavoratori peggio pagati, è quasi sempre ai primi posti: al sesto posto tra i 20/24enni e soltanto dopo la Romania nella fascia successiva. Sono i lavoratori più anziani a stare meglio. Tra gli over 65 la percentuale dei lavoratori a rischio è pari al 9,1% e tra i 55/64enni si sale al 9,7%. Paesi come Germania e Grecia presentano valori inferiori all’Italia, tra i giovanissimi: 14,9% nel primo caso e 12% all’ombra del Partenone. Mentre in Finlandia si viaggia al di sotto del 6%. Nelle ultime settimane, la questione è balzata agli onori della cronaca con i giovani che si affidano ai social per denunciare le offerte di alcuni datori di lavoro: 400/450 al mese per lavorare come cameriere full time in lussuosi bar e ristoranti del cento delle grandi città italiane, per esempio.
Il salario minimo
Lo scorso giugno, a livello europeo è stato raggiunto l’accordo sul salario minimo a 9 euro l’ora. Un accordo non vincolante per i paesi membri, ma che il Movimento cinque stelle ha da subito abbracciato per farlo approvare anche in Italia quanto prima. Una posizione che al momento non sembra abbia dato molti frutti. E l’argomento non sembra nelle agende politiche dei partiti in questa campagna elettorale per il rinnovo di Camera e Senato. Eppure l’Inps, qualche giorno dopo l’accordo, con una simulazione, si è occupato di capire chi ci guadagnerebbe dall’elevamento della paga oraria a 9 euro lordi. Ad avvantaggiarsi della misura sarebbe il 18,4% della forza lavoro attuale. Soprattutto camerieri, colf e badanti.