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Cossarizza: “Sbagliato pensare che il nuovo vaccino anti Covid nasca vecchio, ci proteggerà anche da Omicron 5”

Parla l'immunologo dell'Università di Modena e Reggio Emilia. "Sebbene sia tarato su una sola variante, ogni farmaco aggiornato funziona pure contro le altre"
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Andrea Cossarizza è un immunologo esperto di vaccini dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Il vaccino bivalente pensato contro il primo virus, Wuhan, e Omicron 1 funziona anche contro Omicron 5?
"I primi studi clinici che sono stati presentati all’Ema, l’agenzia del farmaco europea, sono molto positivi e fanno vedere una buona protezione contro le varianti successive alla Omicron 1. Inoltre, lavori fatti nell’animale mostrano come le dosi booster di vaccino siano in grado non solo di neutralizzare le 5 correnti forme del Coronavirus, cioè Alfa, Beta, Gamma, Delta e Omicron, ma anche, e in modo inaspettato, la Sars, Severe acute respiratory syndrome, che nel 2003 venne identificata da Carlo Urbani in Vietnam".
Il vaccino appena arrivato anche in Italia potrebbe andare bene per nuove sottovarianti di Omicron o addirittura altre varianti?
"Per rispondere in modo scientificamente corretto servono dati molto solidi, che per o…

Andrea Cossarizza è un immunologo esperto di vaccini dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Il vaccino bivalente pensato contro il primo virus, Wuhan, e Omicron 1 funziona anche contro Omicron 5?
"I primi studi clinici che sono stati presentati all’Ema, l’agenzia del farmaco europea, sono molto positivi e fanno vedere una buona protezione contro le varianti successive alla Omicron 1. Inoltre, lavori fatti nell’animale mostrano come le dosi booster di vaccino siano in grado non solo di neutralizzare le 5 correnti forme del Coronavirus, cioè Alfa, Beta, Gamma, Delta e Omicron, ma anche, e in modo inaspettato, la Sars, Severe acute respiratory syndrome, che nel 2003 venne identificata da Carlo Urbani in Vietnam".
Il vaccino appena arrivato anche in Italia potrebbe andare bene per nuove sottovarianti di Omicron o addirittura altre varianti?
"Per rispondere in modo scientificamente corretto servono dati molto solidi, che per ovvi motivi di tempo ancora non abbiamo. Quello che però si è visto, è che molte regioni delle sottovarianti di Omicron sono, almeno in parte, inibite nella loro funzione dagli anticorpi prodotti in seguito alla vaccinazione. Questo accade perché la risposta al vaccino mette in moto la produzione di molti cloni di linfociti, ognuno dei quali produce un anticorpo contro diverse piccole parti della proteina spike del virus".
Come mai, se già funziona il primo bivalente, gli stessi produttori (Pfizer e Moderna) hanno fatto anche un bivalente con Omicron 4-5, che dovrebbe essere approvato a breve?
"Penso che la strategia sia quella di massimizzare la specificità di un anticorpo. In altre parole, se quello prodotto per la variante Omicron 1 funziona bene anche contro le varianti seguenti, credo che quello specifico per la 5 possa essere ottimale sia per quella variante che per quelle precedenti che eventualmente circolano ancora. Inoltre può anche funzionare bene contro le eventuali varianti che potrebbero seguire la 5".
I nuovi vaccini potranno chiudere la partita del Covid?
"È presto per dirlo ma ricordiamoci che anche se la battaglia contro il Coronavirus è ancora in corso, i vaccini ci hanno comunque permesso di ridurre in modo estremamente significativo la malattia grave e i ricoveri, anche se per bloccare l’infezione credo siano necessarie nuove strategie che attivino l’immunità locale, nelle alte vie respiratorie".
Perché i nuovi vaccini contrastano ancora contro il virus Wuhan, che non circola più da tempo?
"È un immuno-gioco di squadra. Il nuovo vaccino bivalente utilizza mRna della spike del virus originale di Wuhan unitamente a quello di Omicron 1. Questa strategia potenzia la risposta contro la nuova spike. Penso infatti che in questo modo vengano stimolare le cellule T di memoria che riconoscono il primo virus, che producono molecole (le citochine) necessarie alla produzione di anticorpi. Queste molecole aiutano le cellule B che producono anticorpi contro Omicron 1, potenziandone così l’attività".