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Scuola, potere sanzionatorio ai presidi, i sindacati si oppongono: "Inammissibile, così si limita la libertà di insegnamento dei docenti"

(fotogramma)
Nell'ambito del rinnovo contrattuale c'è anche la parte che regolerà le sanzioni disciplinari per gli insegnanti che vengono meno ai propri doveri. Ma le sigle temono che così i dirigenti possano condizionare l'autonomia di prof e maestri
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Sanzioni disciplinari a carico di maestri e prof comminate dai dirigenti scolastici? No grazie, rispondono i sindacati. La trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori della scuola, scaduto ormai da quattro anni, va a rilento. Dopo un paio di incontri svolti prima della pausa estiva, la delegazione sindacale e l'Aran, (l'Agenzia per la rappresentatività negoziale che contratta le regole del lavoro per conto del governo), hanno ripreso i contatti lo scorso 7 settembre. Tra le questioni sul tappeto l'entità degli aumenti stipendiali di docenti e Ata: amministrativi, tecnici e ausiliari. Ma non solo. Perché all'ordine del giorno dell'incontro c'era la parte del contratto che regolerà le sanzioni disciplinari per gli insegnanti che vengono meno ai propri doveri.

I sindacati fanno muro

Secondo Francesco Sinopoli, alla guida della Flc Cgil, l'Aran ha consegnato ai rappresentanti dei lavoratori una proposta che sostanzi…

Sanzioni disciplinari a carico di maestri e prof comminate dai dirigenti scolastici? No grazie, rispondono i sindacati. La trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori della scuola, scaduto ormai da quattro anni, va a rilento. Dopo un paio di incontri svolti prima della pausa estiva, la delegazione sindacale e l'Aran, (l'Agenzia per la rappresentatività negoziale che contratta le regole del lavoro per conto del governo), hanno ripreso i contatti lo scorso 7 settembre. Tra le questioni sul tappeto l'entità degli aumenti stipendiali di docenti e Ata: amministrativi, tecnici e ausiliari. Ma non solo. Perché all'ordine del giorno dell'incontro c'era la parte del contratto che regolerà le sanzioni disciplinari per gli insegnanti che vengono meno ai propri doveri.

I sindacati fanno muro

Secondo Francesco Sinopoli, alla guida della Flc Cgil, l'Aran ha consegnato ai rappresentanti dei lavoratori una proposta che sostanzialmente assegnerebbe questo compito ai presidi. Un'ipotesi che Sinopoli considera irricevibile. Non è la prima volta che l'Agenzia prova a fare passare questo criterio. "Su questo punto - spiega il sindacalista - già nelle trattative per il rinnovo del precedente contratto non si trovò un accordo, poiché non si riteneva la misura proposta, che affidava al dirigente scolastico il potere disciplinare sui docenti, in grado di garantire adeguatamente la libertà di insegnamento, che è costituzionalmente tutelata".

Limitazione della libertà

Il timore è che l'eventuale estensione del potere dei capi d'istituto possa incidere sulla libertà d'insegnamento dei docenti. "L'esercizio del potere disciplinare da parte del dirigente scolastico nei confronti del personale docente può essere rivolto unicamente alla repressione di mancanze relative agli obblighi di ufficio e non a sindacare, neppure indirettamente, l'autonomia professionale dei docenti". E ricorda "recenti fatti di cronaca, che hanno visto perseguiti ingiustamente dei docenti nello svolgimento delle loro attività didattiche". Insomma, la materia è piuttosto complessa e necessita di tempo rilassati per approdare a un testo condiviso dalle parti.

Troppo potere ai dirigenti scolastici

Attualmente, la materia è disciplinata dal Testo unico sulla legislazione scolastica del 1994. Le sanzioni, dalla censura alla sospensione dal servizio e dallo stipendio, sono irrogate dal provveditore agli studi o dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale. Ma quasi trent'anni fa non c'erano la dirigenza e l'autonomia scolastica. La proposta dell'Aran è inviata al mittente dall'intero parterre sindacale. Per Giuseppe D'Aprile, alla guida della Uil scuola "E' assolutamente inammissibile. Non vi è un sistema di garanzia e un organo terzo deputato a verificare la fondatezza dell'azione disciplinare. Tutto verrebbe demandato al potere del dirigente che decide vita e morte del docente".

"Lo Snals Confsal" dichiara Elvira Serafini, segretaria dello Snals "è nettamente contrario ad assegnare ad un componente della comunità educante il potere disciplinare, anche per evitare limitazioni della libertà di insegnamento e pregiudizi al carattere di terzietà che ha caratterizzato finora tutti procedimenti disciplinari nel pubblico impiego". Sulla stessa linea l'Anief. Mentre Ivana Barbacci, a capo della Cisl scuola "sulla responsabilità disciplinare non si è neppure avviata la trattativa. Ci sono delle proposte che l'Aran ha sottoposto alle organizzazioni sindacali. Ma - taglia corto - non è questo l'argomento da affrontare per primo tra quelli riguardanti i diritti e i doveri del personale".