La navicella Dart ha avvistato l'obiettivo. Il 26 settembre colpirà un asteroide per deviarne la traiettoria
di Elena Dusi , di Elena DusiUn asteroide che cade sulla Terra: ci mancherebbe solo questo oggi. La Nasa e l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, non stanno però trascurando l’eventualità e il 26 settembre per la prima volta l’agenzia spaziale americana proverà a deviare la rotta di un asteroide.
Dimorphos, il grande sasso spaziale preso di mira, misura 160 metri di diametro ed è confrontabile al Colosseo per dimensioni. Non è una minaccia per la Terra, ma la missione della Nasa – chiamata Dart - vuole capire se siamo davvero capaci di evitare la fine dei dinosauri.
Una navicella spaziale, lanciata lo scorso novembre, in questo momento sta viaggiando a tutta velocità verso Dimorphos. La notte tra il 26 e il 27 settembre si scaglierà come un ariete in corsa contro l’a…
Un asteroide che cade sulla Terra: ci mancherebbe solo questo oggi. La Nasa e l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, non stanno però trascurando l’eventualità e il 26 settembre per la prima volta l’agenzia spaziale americana proverà a deviare la rotta di un asteroide.
Dimorphos, il grande sasso spaziale preso di mira, misura 160 metri di diametro ed è confrontabile al Colosseo per dimensioni. Non è una minaccia per la Terra, ma la missione della Nasa – chiamata Dart - vuole capire se siamo davvero capaci di evitare la fine dei dinosauri.
Una navicella spaziale, lanciata lo scorso novembre, in questo momento sta viaggiando a tutta velocità verso Dimorphos. La notte tra il 26 e il 27 settembre si scaglierà come un ariete in corsa contro l’asteroide.
A riprendere la scena ci sarà un satellite costruito dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’azienda torinese Argotec, che si chiama LiciaCube e una settimana fa si è sganciato dalla navicella Dart per ritrovarsi vicino, ma non troppo, al momento dell’impatto.
"LiciaCube sarà il testimone dell'impatto in tempo reale e raccoglierà i primi dati", ha detto nella conferenza stampa organizzata oggi dall'Esa Simone Pirrotta, dell'Asi, responsabile del Progetto LiciaCube. "Adesso il satellite ha un'attività autonoma ed è operativo", pronto a catturare sia le immagini dell'avvicinamento della sonda Dart, prima dell'impatto, quelle della superficie dell'asteroide e quelle dell'impatto, con pennacchio di polveri e materiali che si solleverà per la collisione.
Dimorphos è il fratello minore di un sistema di due asteroidi e nel suo viaggio attraverso lo spazio orbita in circa 12 ore attorno al ben più grande Didymos (780 metri di diametro), che non verrà coinvolto nello scontro. I due si trovano a poco più di un chilometro di distanza.
L’impatto di Dart, il cui nome è l’acronimo di Double Asteroid Redirection Test (test di ridirezionamento di un asteroide doppio), non separerà per sempre i due asteroidi. Didymos proseguirà lungo la sua rotta originaria, e Dimorphos continuerà a orbitarvi intorno nonostante l’impatto, che avverrà a 24mila chilometri all’ora. La durata della rivoluzione attorno al fratello maggiore si ridurrà però di una decina di minuti, secondo le previsioni.
Questo accadrà se Dart riuscirà a centrare l’obiettivo. Il suo telescopio di bordo l’8 settembre ha avvistato il sistema dei due asteroidi. Fino al 25 settembre da Terra sarà possibile aggiustarne la rotta, ma nelle ultime 24 ore della sua vita dovrà contare unicamente su se stesso per centrare Dimorphos nel modo più preciso.
I telescopi dal nostro pianeta potranno seguire lo scontro. Nel 2024 poi l’Esa lancerà un satellite ad hoc per fotografare gli esiti dell’impatto, in particolare il cratere sull’asteroide. La sonda si chiama Hera e raggiungerà Dimorphos nel 2026 per inviarci le sue immagini.
Mentre sui social iniziano a diffondersi messaggi preoccupati, la Nasa non ha dubbi sulla sicurezza della missione. Dimorphos si trova a 11 milioni di chilometri da noi. Non è possibile che la sua nuova traiettoria lo spinga verso la Terra né che un frammento raggiunga il nostro pianeta. L’asteroide, secondo i calcoli, dovrebbe restare intero dopo lo scontro. I 570 chili di Dart, nonostante la velocità elevata, non sarebbero sufficienti a spezzare e ridurre in frammenti i 5 miliardi di chili di Dimorphos.