Padova, battute sessiste sulla cantante Ana Mena: la Snam lo licenzia, il giudice lo reintegra
di Enrico Ferro , di Enrico FerroPADOVA - Approfittare della discussione sul festival di Sanremo per fare riferimenti sessuali spinti, nella speranza di abbordare l'attonita interlocutrice. "Hai visto Ana Mena ieri sera? Mettiti nei panni di un uomo quando si trova davanti a una donna con un décolleté così. Si eccita di sicuro... Se fossi nata uomo capiresti". La malcapitata di turno è una dipendente dell'agenzia Securitalia, destinata al controllo dei Green Pass nella sede della Snam a Padova. Lui, invece, è un cinquantaseienne portiere della società che opera nell'ambito delle forniture energetiche.
Le presunte avances
Ma quella conversazione inopportuna, maschilista e sessista ha avuto anche delle conseguenze perché la donna ha deciso di denunciare. Prima è scattato il procedimento disciplinare, poi il licenziamento. Un licenziamento bocciato però dal giudice del lavoro Maurizio Pascali: dichiarando l'illegittimità de…
PADOVA - Approfittare della discussione sul festival di Sanremo per fare riferimenti sessuali spinti, nella speranza di abbordare l'attonita interlocutrice. "Hai visto Ana Mena ieri sera? Mettiti nei panni di un uomo quando si trova davanti a una donna con un décolleté così. Si eccita di sicuro... Se fossi nata uomo capiresti". La malcapitata di turno è una dipendente dell'agenzia Securitalia, destinata al controllo dei Green Pass nella sede della Snam a Padova. Lui, invece, è un cinquantaseienne portiere della società che opera nell'ambito delle forniture energetiche.
Le presunte avances
Ma quella conversazione inopportuna, maschilista e sessista ha avuto anche delle conseguenze perché la donna ha deciso di denunciare. Prima è scattato il procedimento disciplinare, poi il licenziamento. Un licenziamento bocciato però dal giudice del lavoro Maurizio Pascali: dichiarando l'illegittimità del provvedimento, ha ordinato a Snam l'immediato reintegro del dipendente. E ha obbligato la società al pagamento di un'indennità risarcitoria pari agli stipendi non incassati dalla data del licenziamento al rientro in azienda, aumentata di interessi e rivalutazione. L'azienda ora ha 30 giorni di tempo per decidere che fare.
La denuncia e il licenziamento
È la mattina del 9 febbraio scorso e i due, come già avvenuto in qualche occasione, scambiano qualche chiacchiera. In realtà qualche giorno prima lui non aveva mancato di farle sapere quanto apprezzasse la mise: "Quanto sei bella quando indossi il top". Lei aveva fatto finta di non sentire, ma evidentemente non è bastato. Ecco quindi di nuovo il portiere farsi avanti, con quello che per lui era il tema del giorno: l'esibizione della cantante spagnola Ana Mena. O meglio: il fisico e il vestito della cantante spagnola Ana Mena. E giù, ancora una volta, con gli apprezzamenti sul décolleté. Qualche settimana dopo la donna si presenta nell'Ufficio personale Snam e segnala il comportamento sessista del dipendente che, il 10 marzo, riceve la formale contestazione disciplinare. "Le frasi riportate si pongono come gravemente offensive della dignità, del decoro e della reputazione di una lavoratrice. Il comportamento è ancor più grave, in quanto costituisce molestia a contenuto sessuale... Il suo comportamento è idoneo a concretare il licenziamento". Il lavoratore, assunto nel 1986, tenta di farsi difendere da un sindacalista ma è tutto inutile. Il 24 marzo arriva la lettera di licenziamento per giusta causa.
Il reintegro
Il portiere allora decide di farsi difendere da un avvocato e impugna il licenziamento. La parte lesa viene sentita ma, alla fine, il giudice dà ragione al ricorrente: "Le frasi non erano riferite alla lavoratrice anche se hanno urtato la sua spiccata sensibilità e non integrano una molestia sessuale in senso penalistico" scrive nella sentenza. "Quanto al fastidio provato dalla lavoratrice nell'essere chiamata bella anziché signora, non possono avere rilievo giuridico i meri stati soggettivi connotati da eccessiva sensibilità nella valutazione delle parole dette nell'ambito delle relazioni umane".