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Mascherine all'università, ma non per tutti: ecco gli atenei che hanno deciso di rimettere l'obbligo

(ansa)
Da Parma a Cosenza, passando per Roma, restano chirurgiche e Ffp2. Altrove sono solo raccomandate
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Se in tutte le scuole alunni e maestri, studenti e prof si sono riabbracciati guardandosi in volto, nelle università bisognerà aspettare ancora. Almeno in alcune. A macchia di leopardo i rettori hanno deciso di mantenere in vigore l'obbligo di mascherina in aule, laboratori, biblioteche, mense, aule studio, sessioni d'esame e di laurea, nonostante l'imposizione al chiuso sia caduta quasi ovunque (resta, fino al 30 settembre, sui mezzi pubblici e fino a fine anno negli ospedali).

Alla Sapienza di Roma, ad esempio, nella sezione dedicata agli aggiornamenti sul coronavirus si legge che per quest'anno accademico, "fino a diversa comunicazione, restano in vigore tutte le misure sino ad oggi previste, ivi compreso l'obbligo di utilizzo della mascherina al chiuso, e all'aperto in situazioni in cui possano crearsi assembramenti, e non possa essere mantenuta la distanza interpersonale di un metro". Obbligatoria anche, per chiunque acceda all'…

Se in tutte le scuole alunni e maestri, studenti e prof si sono riabbracciati guardandosi in volto, nelle università bisognerà aspettare ancora. Almeno in alcune. A macchia di leopardo i rettori hanno deciso di mantenere in vigore l'obbligo di mascherina in aule, laboratori, biblioteche, mense, aule studio, sessioni d'esame e di laurea, nonostante l'imposizione al chiuso sia caduta quasi ovunque (resta, fino al 30 settembre, sui mezzi pubblici e fino a fine anno negli ospedali).

Alla Sapienza di Roma, ad esempio, nella sezione dedicata agli aggiornamenti sul coronavirus si legge che per quest'anno accademico, "fino a diversa comunicazione, restano in vigore tutte le misure sino ad oggi previste, ivi compreso l'obbligo di utilizzo della mascherina al chiuso, e all'aperto in situazioni in cui possano crearsi assembramenti, e non possa essere mantenuta la distanza interpersonale di un metro". Obbligatoria anche, per chiunque acceda all'università, l'autocertificazione da redigere giornalmente e mostrare al momento dell'accesso, mentre è caduta la regola che imponeva la prenotazione del posto in aula per gli studenti, salvo nei casi in cui venga esplicitamente richiesta dai presidenti dei corsi di laurea o dai presidi di facoltà. Tra i divieti resta pure quello di consumare pasti negli uffici e nei locali della Sapienza, a meno che non si sia soli.

Idem a Parma: mascherine obbligatorie in aula e negli spazi didattici, comprese sale studio e biblioteche, e fortemente raccomandate in tutti gli altri spazi dell'Ateneo. L'indicazione è contenuta nei criteri per la prevenzione del contagio per il coronavirus nello svolgimento delle attività formative e curriculari diffusi dall'Università di Parma. Si tratta, spiega l'ateneo sul suo sito, di criteri riferiti intanto alla fase di avvio dell'anno accademico 2022-2023. Successivi aggiornamenti - si precisa - saranno adottati sulla base dell'evoluzione degli scenari di rischio per Covid-19. Oltre ai dispositivi di protezione per naso e bocca in aule e spazi didattici (tranne per i docenti mentre svolgono la lezione) tra le indicazioni ci sono anche il divieto di recarsi in sede se si è positivi al SarsCov2, se si hanno febbre superiore a 37.5 o sintomi riconducibili al Covid. "Quando possibile" si chiede di rispettare un distanziamento di un metro, quindi si invita a saltare file e sedute. Nei laboratori didattici, nel caso in cui gli studenti debbano svolgere attività formative in coppia o in gruppo, devono essere evitate, per quanto possibile, le rotazioni.

Obbligo di mascherine pure a Cosenza. Nelle Faq dedicate al Covid si legge infatti che "l’Unical ha deciso di mantenere in vigore l’obbligo di indossare la mascherina in aula e in laboratorio (consigliata la FFP2), durante gli esami e le sedute di laurea, nelle aree comuni in cui si possono formare degli assembramenti, comprese mense, biblioteche e aule studio, durante gli eventi al chiuso". Non è più invece necessario prenotare il posto a lezione perché le aule e le strutture dell’ateneo sono tornate a essere fruibili al 100 per cento della loro capienza, ma per l’accesso in aula è richiesto ancora il check-in tramite l’app di tracciamento SmartCampus.

In altri atenei invece le mascherine restano solo fortemente raccomandate. Così è a Padova, alla Ca' Foscari di Venezia (dove resta l'obbligo di prenotazione del posto nelle biblioteche e nelle aule studio), all'Alma Mater di Bologna e all'università di Firenze (in entrambe si consiglia di indossare Ffp2), a Pisa e al Politecnico di Torino (dove possono bastare anche le chirurgiche).

A prescindere da obbligo o raccomandazione, ovunque è necessario indossare una mascherina Ffp2 se si è contatti stretti di un positivo ed è vietato entrare in facoltà se si è positivi, se si ha più di 37,5 di febbre o se si hanno sintomi compatibili con il Covid. Il diritto alla didattica a distanza, in questi come in altri casi, è rimasto una rarità.