Il sindaco di Senigallia: “Io avvisato da un amico. Lungo il fiume con i megafoni, così in città non ci sono stati morti”
dalla nostra inviata Romina Marceca , dalla nostra inviata Romina MarcecaSENIGALLIA (ANCONA) - Nel secondo giorno in cui anche la conta dei danni è impossibile per il vento e il temporale che ha rimesso in ginocchio Senigallia, il sindaco Massimo Olivetti ha emanato un’ordinanza dietro all’altra per mettere i suoi concittadini al sicuro. E, a 48 ore dallo tsunami che ha inghiottito 13 persone in provincia di Ancona, spiega perché nella sua città non si contino vittime nonostante il Misa l’attraversi.
La ragione sta in una casualità accompagnata da un messaggio salvifico al cellulare. «Ho avuto la fortuna di ricevere — racconta Olivetti, sindaco dal 2020 — una segnalazione da Serra de’ Conti da parte di un amico». Un messaggio su Whatsapp con un video in cui si vedeva la pioggia battente sul paese, che è più in alto rispetto a Senigallia.
«Ho capito che tutta quel…
SENIGALLIA (ANCONA) - Nel secondo giorno in cui anche la conta dei danni è impossibile per il vento e il temporale che ha rimesso in ginocchio Senigallia, il sindaco Massimo Olivetti ha emanato un’ordinanza dietro all’altra per mettere i suoi concittadini al sicuro. E, a 48 ore dallo tsunami che ha inghiottito 13 persone in provincia di Ancona, spiega perché nella sua città non si contino vittime nonostante il Misa l’attraversi.
La ragione sta in una casualità accompagnata da un messaggio salvifico al cellulare. «Ho avuto la fortuna di ricevere — racconta Olivetti, sindaco dal 2020 — una segnalazione da Serra de’ Conti da parte di un amico». Un messaggio su Whatsapp con un video in cui si vedeva la pioggia battente sul paese, che è più in alto rispetto a Senigallia.
«Ho capito che tutta quella pioggia avrebbe presto ingrossato il Misa e che Senigallia era a un passo da un’esondazione», dice Olivetti. Il sindaco non ha dimenticato i danni del 2014 e le vittime. «Ho subito organizzato un’allerta sui social, via sms, e ho mandato gli uomini della protezione civile coi megafoni sulle strade lungo il Misa».
«Sta per verificarsi un’esondazione, andate ai piani alti e non uscite di casa», è stato il messaggio lanciato dal sindaco. Così la maggior parte dei cittadini non è arrivata impreparata al corpo a corpo con quel fiume infuriato. Alle 20 il Misa, pieno di tronchi e rami, è scoppiato. «Sessant’anni fa c’era chi teneva pulito attorno e il letto del fiume. Adesso c’è un iter burocratico troppo lungo. Spero sempre che qualcuno impari dai morti che piangiamo».