Alluvione nelle Marche, Simone e la rabbia per la famiglia spezzata: “Questa casa è tutto ciò che mi resta di loro”
dalla nostra inviata Romina Marceca , dalla nostra inviata Romina MarcecaBARBARA (AN) - Simone Bartolucci è rimasto solo a 23 anni, senza mamma e sorella, nella sua villetta gialla di contrada Coste. Attorno a lui il paesaggio sfregiato. Alberi sradicati, piante piegate dalla melma, fango fuori e dentro casa. Sua sorella Noemi, 17 anni, è stata trovata morta il giorno dopo l’esondazione del Misa e del Nevola. Lui aspetta qui la notizia che le sue orecchie non vorrebbero sentire. La mamma Brunella Chiù, 56, è dispersa da tre giorni, alcune parti della sua auto sono state recuperate nella sera di sabato a Burello, poco distante dalla villetta.
«Adesso voglio solo riavere la mia casa», dice mentre svuota la cantina di conserve, prosciutti ormai da buttare, sedie, tavoli. Droni, sommozzatori di carabinieri e vigili del fuoco, ruspe. Le ricerche sono su una linea di territorio di circa 20 chilometri. «Non ci vado più lì…
BARBARA (AN) - Simone Bartolucci è rimasto solo a 23 anni, senza mamma e sorella, nella sua villetta gialla di contrada Coste. Attorno a lui il paesaggio sfregiato. Alberi sradicati, piante piegate dalla melma, fango fuori e dentro casa. Sua sorella Noemi, 17 anni, è stata trovata morta il giorno dopo l’esondazione del Misa e del Nevola. Lui aspetta qui la notizia che le sue orecchie non vorrebbero sentire. La mamma Brunella Chiù, 56, è dispersa da tre giorni, alcune parti della sua auto sono state recuperate nella sera di sabato a Burello, poco distante dalla villetta.
«Adesso voglio solo riavere la mia casa», dice mentre svuota la cantina di conserve, prosciutti ormai da buttare, sedie, tavoli. Droni, sommozzatori di carabinieri e vigili del fuoco, ruspe. Le ricerche sono su una linea di territorio di circa 20 chilometri. «Non ci vado più lì ad aspettare, resto qui. Perché questo è tutto quello che rimane della mia famiglia», racconta mentre sposta un canestro in cui Brunella aveva sistemato i barattoli con la passata di pomodoro.
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Simone è rimasto senza famiglia ma non è solo. Contrada Coste è tutta lì, accanto a lui, a spostare i cumuli di fango e pietre per liberare la strada che costeggia il Nevola e porta alla villetta. Dieci amici e vicini che da due giorni lavorano a mani nude accanto a lui. C’è rabbia nella contrada, la stessa dove è morta Erina Febi, rimasta intrappolata al pianterreno della proprietà accanto a quella di Simone. “Dov’è lo Stato? - urla al cielo un suo amico - Perché non vengono a sporcarsi le mani accanto a noi? Noi dobbiamo piangere i nostri morti. Forse i nostri governanti non hanno il coraggio di guardare lo scempio causato dalla mala gestione degli alvei dei fiumi? Vergogna. Noi non possiamo nemmeno togliere una foglia senza chiedere autorizzazioni che arrivano dopo mesi e intanto la gente muore”.
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La storia di Simone ha scatenato una catena di solidarietà. Il titolare del Molino Mariani, dove lavora Simone, ha lanciato su Facebook una raccolta fondi. “Siamo arrivati già a 18mila euro. Simone per noi non è solo un collaboratore, è parte della nostra famiglia. Anche noi siamo in ginocchio ma ci riprenderemo”, dice il figlio di Paolo Mariani. Stessa iniziativa dalla Caritas. Simone non ha più lacrime, parla a stento, è schiacciato dal dolore. Fino a due giorni fa ha sperato nel miracolo che non c’è stato. “E’ finito tutto in un attimo. Avevo una famiglia e adesso non ho più niente. Spero di salvare i ricordi, foto, tutto quello serve per non cancellare la memoria di mia mamma e di mia sorella”.