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L'asteroide e Dart, Katherine Calvin guida la ricerca della Nasa. “Ma ora serve tempo per capire se davvero è stato deviato”

(ansa)

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La chief scientist: "Deviare anche di poco un asteroide con un impatto come quello di ieri può significare allontanarlo di molto da una eventuale traiettoria diretta verso la Terra"
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"Bersaglio colpito: è un bel giorno per il nostro pianeta perché Dart ci mostra che possiamo difenderci da eventuali asteroidi minacciosi" così commenta l'impatto della sonda Dart sull'asteroide Dimorphos Katherine Calvin, che dal gennaio di quest'anno è chief scientist della Nasa.

Avete fatto centro. E adesso?

Basandoci sui nostri modelli, ci aspettiamo che l'impatto abbia cambiato di circa l'1% l'orbita dell'asteroide Dimorphos. Dimorphos impiega poco meno di 12 ore per orbitare attorno a Didymos: ora il periodo orbitale dovrebbe accorciarsi di qualche minuto. Questo cambiamento - se rilevato dai telescopi terrestri, dai telescopi spaziali James Webb e Hubble e dalla missione Lucy - sarà il segnale che siamo riusciti a deviare, seppur di poco, l'asteroide. Al di là dell'emozionante filmato dell'impatto che tutti avete visto, stimiamo che la deviazione ci sia stata. Ma avremo conferme defin…

"Bersaglio colpito: è un bel giorno per il nostro pianeta perché Dart ci mostra che possiamo difenderci da eventuali asteroidi minacciosi" così commenta l'impatto della sonda Dart sull'asteroide Dimorphos Katherine Calvin, che dal gennaio di quest'anno è chief scientist della Nasa.

Avete fatto centro. E adesso?

Basandoci sui nostri modelli, ci aspettiamo che l'impatto abbia cambiato di circa l'1% l'orbita dell'asteroide Dimorphos. Dimorphos impiega poco meno di 12 ore per orbitare attorno a Didymos: ora il periodo orbitale dovrebbe accorciarsi di qualche minuto. Questo cambiamento - se rilevato dai telescopi terrestri, dai telescopi spaziali James Webb e Hubble e dalla missione Lucy - sarà il segnale che siamo riusciti a deviare, seppur di poco, l'asteroide. Al di là dell'emozionante filmato dell'impatto che tutti avete visto, stimiamo che la deviazione ci sia stata. Ma avremo conferme definitive solo nelle prossime settimane.

È una buona notizia per il pianeta Terra?

Gli asteroidi orbitano come noi intorno al Sole, e se le loro orbite si intrecciano con quella terrestre nel momento e nel punto sbagliato, questo diventa un problema serio. Per questo poter cambiare l'orbita di un asteroide è fondamentale.

Quali erano gli ostacoli che siete fieri di avere superato?

Innanzitutto non avevamo mai provato qualcosa del genere. Inoltre la sfida è stata usare un sistema di navigazione autonoma per guidare la sonda su Dimorphos. Un altro risultato notevole è che non avevamo mai visto questo asteroide così da vicino. E abbiamo allenato con successo un computer a distinguerlo da Didymos.

Perché avete scelto di colpire proprio Dimorphos?

A 11 milioni di chilometri da noi, è abbastanza lontano da non minacciare la Terra. Ma allo stesso tempo è abbastanza vicino da poterlo osservare con i telescopi terrestri, così da capire l'effetto dell'impatto. Un altro vantaggio è che si tratta di un sistema binario: Dimorphos è un piccolo asteroide (163 metri di diametro) che orbita attorno a un asteroide un po' più grande (Didymos, 780 metri di diametro). Impattare Dimorphos e cambiare la sua piccola orbita è certo più facile che tentare di cambiare l'orbita di Didymos.

Se domani un asteroide minacciasse la Terra, si userebbe una sonda esplosiva?

Una premessa: tra gli asteroidi conosciuti, nessuno è diretto verso la Terra nel prossimo futuro. Comunque: ci sono diversi modi in cui potremo deviare eventuali minacce future. Dart punta tutto sull'impatto cinetico: deviare anche di poco un asteroide con un impatto come quello di ieri può significare allontanarlo di molto da una eventuale traiettoria diretta verso la Terra. Non c'è bisogno di deviazioni drammatiche o di distruggere l'asteroide. E abbiamo altre strategie a disposizione. Ad esempio potremmo usare un "trattore gravitazionale": una navicella che si approssima all'asteroide e rimane vicina abbastanza a lungo da esercitare su di esso  un'attrazione gravitazionale che ne cambia, anche di poco, la traiettoria. Sono tutte frecce al nostro arco.

La missione DART continua?

È solo una parte di un più ampio portfolio di operazioni di difesa planetaria, il programma internazionale AIDA (Asteroid impact and deflection assessment) che coinvolge anche l'Agenzia Spaziale Europea. La difesa planetaria consiste sia in osservazioni - ovvero nell'identificare e tracciare asteroidi e comete - sia nello sviluppo di sistemi per proteggere la Terra se scopriremo un asteroide pericoloso. Nel 2026 Didymos e Dimorphos saranno visitati dalla missione Hera dell'ESA, che con i suoi CubeSat potrà analizzare da vicino la superficie di Dimorphos, esaminando il cratere creatosi ieri con l'impatto di Dart, e variazioni nella massa dell'asteroide.