Il sogno di Giulia Ghiretti: "La mia nuova vita in acqua dopo l'incidente. Ora il sogno della polizia"
San Michele ha fatto il miracolo tanto atteso. Nel giorno in cui la Polizia di Stato festeggia il santo patrono, si avvera il sogno di Giulia Ghiretti, 28 enne di Parma, un lunghissimo palmares come nuotatrice, e degli atleti paralimpici come lei che adesso potranno aspirare ad indossare la divisa e ad entrare ufficialmente nei ranghi della Polizia partecipando al primo bando di concorso loro riservato, già pubblicato in Gazzetta ufficiale. Fin quando saranno in età continueranno a svolgere la loro attività sportiva come professionisti ma adesso,al pari di qualsiasi altro atleta olimpico, con uno stipendio e un inquadramento. Poi lavoreranno nel ruolo tecnico-scientifico della Polizia.
Giulia Ghiretti aveva 16 anni e praticava la specialità di trampolino elastico a livello agonistico quando, durante un allenamento, una lesione alla colonna vertebrale l'ha privata dell'uso delle gambe costringendola su una carrozzina. Sei mesi dopo era gi&…
San Michele ha fatto il miracolo tanto atteso. Nel giorno in cui la Polizia di Stato festeggia il santo patrono, si avvera il sogno di Giulia Ghiretti, 28 enne di Parma, un lunghissimo palmares come nuotatrice, e degli atleti paralimpici come lei che adesso potranno aspirare ad indossare la divisa e ad entrare ufficialmente nei ranghi della Polizia partecipando al primo bando di concorso loro riservato, già pubblicato in Gazzetta ufficiale. Fin quando saranno in età continueranno a svolgere la loro attività sportiva come professionisti ma adesso,al pari di qualsiasi altro atleta olimpico, con uno stipendio e un inquadramento. Poi lavoreranno nel ruolo tecnico-scientifico della Polizia.
Giulia Ghiretti aveva 16 anni e praticava la specialità di trampolino elastico a livello agonistico quando, durante un allenamento, una lesione alla colonna vertebrale l'ha privata dell'uso delle gambe costringendola su una carrozzina. Sei mesi dopo era già in acqua dove ha ricominciato la sua nuova vita,: il nuoto, la specialità della rana, record mondiale, olimpiadi, medaglie, 42 titoli italiani.
Giulia, adesso finalmente questo bando. Un traguardo diverso ma importantissimo per lei e gli altri atleti paralimpici.
"Un sogno che si realizza dopo un percorso lunghissimo, un traguardo fondamentale per tutto lo sport paralimpico che non ci fa sentire più diversi dagli altri atleti. Adesso saremo equiparati a tutti gli altri, saremo dipendenti, avremo uno stipendio, faremo parte del gruppo sportivo militare, avremo lo stesso trattamento degli atleti Coni. Lo sport è sempre sport e noi eravamo discriminati".
Lei è ancora molto giovane e nel pieno della sua carriera. Ma più avanti negli anni le toccherà indossare una divisa della polizia e fare un lavoro al quale finora forse non aveva mai pensato. Le piace l'idea?
"Ma certo, è fantastico. Io tra l'altro sono ingegnere biomedico, ho preso la laurea triennalle e mi restano gli ultimi esami della specialistica. Non so cosa mi aspetterà dopo. Intanto partecipo al bando. E continuo con la mia vita in acqua che mi ha dato la forza di ritrovare tutto quello che l'incidente rischiava di farmi perdere: io ho sempre fatto sport agonistico, da ragazzina ginnastica artistica, poi il trampolino, sapevo cos'era lo sport, l'adrenalina, la stanchezza degli allenamenti, gli obiettvi da raggiungere, le emozioni. Ecco, il nuoto mi ha permesso di non rinunciare a nulla di tutto questo".
Da come parla sembra non abbia mai avuto momenti di scoramento, di debolezza dopo il terribile incidente che l'ha costretta su una carrozzina. Come ha fatto?
"Sono stata in ospedale sei mesi, da gennaio a gugno 2010, a ottobre ero già in acqua. In sei mesi di riabilitazione ti insegnano a riprendere la tua quotidianità in un modo diverso. La cosa che mi mancava di più era provare quella sensazione inebriante di adrenalina. Prima di quel momento non avevo mai fatto nuoto nè avrei pensato di volerlo fare ma è l'unica disciplina in cui sei tu con il tuo corpo, senza bisogno di protesi nè ausilii. Tre anni dopo è arrivata la convocazione in Nazionale"
E poi una serie infinita di medaglie e record, italiani e mondiali. E le Olimpiadi. Com'è una sua giornata tipo?
"Dipende dagli impegni agonistici. Ma più o meno due allenamenti in acqua al giorno, due ore e due ore, e un'ora in palestra. Più gli spostamenti. Io sto a Parma e qui non c'è una piscina coperta da 50 metri e quindi mi devo spostare. E poi studio per finir questi ultimi esami".
Lei è autonoma?
"Sì, mi reputo fortunatissima. Grazie alla mia famiglia sono stata abituata da subito a non dire mai e a non sentirmi dire mai 'questo non lo puoi fare' ma ' troviamo un modo diverso di fare le cose'. E questo voglio dirlo a tutte le persone che si trovano nelle mie condizioni. E' vero che alcune cose non sono più come prima ma dove non puoi ti fai aiutare. Io vado spesso nelle scuole per raccontare la mia storia, perchè tutto quello che non si conosce, a cominciare dalla vista di una carrozzina, fa paura. E invece fa parte della quotidianità di chi ne ha bisogno. E' un passo culturale per tutti noi".
La sua soddisfazione più grande?
"Quando una ragazza, come me. che ho convinto a cercare la sua rinascita nello sport, mi ha detto: ' Ti sono grata, non mi sono mai sentita così viva come dopo il primo allenamento".