Il dopo elezioni. Le donne alle urne hanno scelto una leader, non la causa femminista
di Daniela Hamaui , di Daniela HamauiNon c'è da stupirsi, non è la prima volta. Secondo l'analisi dei flussi elaborata da Swg, il 27% dell'elettorato femminile che ha deciso di votare, ha scelto Giorgia Meloni. Non c'è da stupirsi perché era già successo nel 2016 quando Donald Trump, il candidato repubblicano che aveva ostentato in tutti i modi il suo modello di rapporto sessista nei confronti delle donne, aveva vinto anche grazie al voto rosa. Le cose oggi in Italia sono in parte diverse perché Giorgia Meloni non si è mai dichiarata antifemminista, eppure, hanno degli aspetti in comune. "Sono una donna, sono una madre, sono a favore della vita" ha detto Giorgia al comizio di Vox. Lei, ultraconservatrice, non ha mai nascosto di avere nel suo programma un ritorno a valori fortemente tradizionali e di essere contro tutte le devianze. Trump allora fronteggiava Hilary Clinton, una candidata con grande esperienza politica, progressista, attenta ai diri…
Non c'è da stupirsi, non è la prima volta. Secondo l'analisi dei flussi elaborata da Swg, il 27% dell'elettorato femminile che ha deciso di votare, ha scelto Giorgia Meloni. Non c'è da stupirsi perché era già successo nel 2016 quando Donald Trump, il candidato repubblicano che aveva ostentato in tutti i modi il suo modello di rapporto sessista nei confronti delle donne, aveva vinto anche grazie al voto rosa. Le cose oggi in Italia sono in parte diverse perché Giorgia Meloni non si è mai dichiarata antifemminista, eppure, hanno degli aspetti in comune. "Sono una donna, sono una madre, sono a favore della vita" ha detto Giorgia al comizio di Vox. Lei, ultraconservatrice, non ha mai nascosto di avere nel suo programma un ritorno a valori fortemente tradizionali e di essere contro tutte le devianze. Trump allora fronteggiava Hilary Clinton, una candidata con grande esperienza politica, progressista, attenta ai diritti, alle minoranze e all'inclusione. Meloni aveva contro il più mite Letta (il 21% delle elettrici ha votato per lui) che si è sempre detto paladino della parità di genere, della tutela delle nuove famiglie, dell'empowerment femminile. Eppure, come per Trump, una parte consistente dell'elettorato rosa ha preferito Meloni quasi a sostenere che le libertà, la salvaguardia dei diritti, la condizione delle donne passano in secondo piano rispetto all'attrazione per la leader. Non si sono spaventate per le sue affermazioni sull'aborto - non voglio cancellare la 194, voglio aiutare quelle che lo desiderano a portare avanti la gravidanza - e per i suoi legami con Viktor Orban, Primo Ministro ungherese che impone di ascoltare il battito del feto prima dell'intervento.
Diritti delle donne a rischio
Probabilmente molte donne non credono più alle parole, non hanno visto nei programmi elettorali delle proposte concrete in grado di risolvere i loro problemi, non si sono sentite rappresentate, non hanno trovato soluzioni a questioni che le attanagliano ormai da troppo tempo. E allora una gran parte, il 41% (percentuale superiore alla media) ha pensato di astenersi e il 27% di votare per Giorgia Meloni perché a questo punto tanto vale dimenticarsi la condizione femminile che non interessa davvero la politica. Tanto vale dare fiducia a una donna, la prima in Italia a scalare il potere, anche se questo può voler dire tornare al passato. Tanto vale credere a un partito che non promette nulla di nuovo ma garantisce di stare sotto un cappello protettivo fatto di famiglia, nazione, tradizione. Un piccolo mondo antico dove i sogni sono pochissimi ma le apparenti rassicurazioni molte di più. Purtroppo, come è successo in America, in Ungheria, in Polonia, e in molti Paesi dove governa la destra la condizione femminile non è migliorata, anzi è peggiorata. E non solo per quanto riguarda i diritti. Le conseguenze del trumpismo e della sua scelta di nominare tre giudici conservatori alla Corte Suprema, si sono viste anni dopo. Solo di recente l'interruzione di gravidanza è diventata illegale e le americane ora si stanno ribellando al punto che l'aborto potrebbe essere determinante nell'esito delle elezioni di midterm.
Leader con le palle
Le donne sono deluse per la scarsa attenzione ai temi come il lavoro - in Italia la disoccupazione femminile è al 51% - il gender gap, le politiche di aiuto e sostegno, le difficoltà a gestire la complessità del ruolo femminile. E i partiti progressisti che a parole sono tutti femministi non solo non sono riusciti ad affrontarli ma neanche a metterli nei loro programmi. Per non parlare dell'alternanza al potere tra uomini e donne: una battaglia che proprio non vogliono combattere, perlomeno non nel loro cortile. Nei partiti conservatori le cose sono diverse. A parte Giorgia Meloni che si è costruita Fratelli d'Italia, non l'ha scalato, le altre leader hanno trovato spazio perché sono perfettamente integrate nella logica di quei partiti. Roberta Metsola solo una volta diventata presidente del Parlamento europeo ha dovuto rassicurare l'assemblea che le sue posizioni pro-life non avrebbero interferito con quelle del Parlamento ma, a Malta, ne andava fiera. E Elizabeth Truss, neo primo Ministro inglese, sembra perfettamente a suo agio con le posizioni dei conversatori che si occupano poco di questioni di genere. Queste leader sono paladine della tradizione, non vogliono sovvertire l'ordine esistente, non chiedono più spazio, più diritti né per le donne né per le persone con una nuova identità, fluida, non binaria, per gli LGBT. Sono rassicuranti e a volte più conservatrici dei loro compagni maschi. Non fanno paura, sono congruenti con un'idea vecchia del potere. E spesso sono così inflessibili da venire omaggiate della definizione "leader con le palle".
Ma se è vero, come affermano molti politologi, che oggi più dei programmi contano le persone, allora c'è lo spazio per una donna che dimostri che in politica non funzionano solo le portatrici di valori come Dio, Patria e Famiglia. C'è spazio per qualcuno che mostri un percorso per cambiare la condizione femminile. E soprattutto che convinca le donne a fidarsi di lei.