Nube di metano sul Baltico, si studia il percorso: possibile arrivo anche in Italia
di Elena Dusi , di Elena DusiL'osservatorio europeo Integrated Carbon Observation System (Icos) ha rilevato un'importante nube di metano che proviene dai gasdotti del Baltico Nord Stream e si è diretta sulla Scandinavia. Il metano è un potente gas serra, nel medio periodo più dannoso dell'anidride carbonica. Non provoca però nessun danno alla salute umana. Al momento la circolazione dell'aria mantiene la nuvola di metano nel Nord Europa, ma non è escluso che una coda possa raggiungere l'Italia secondo Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr.
"Icos ha mostrato una simulazione - spiega Gozzini - in cui la nube si sposta dapprima verso la Svezia settentrionale, poi attraversa la Norvegia e al largo di quel paese si divide in due, diradandosi molto. Una lingua prosegue verso il Mare del Nord, un'altra invece scende su Inghilterra e Bretagna. Il jet stream, che è una corrente d'aria in quota che viaggia da Nord a Sud, potrebbe port…
L'osservatorio europeo Integrated Carbon Observation System (Icos) ha rilevato un'importante nube di metano che proviene dai gasdotti del Baltico Nord Stream e si è diretta sulla Scandinavia. Il metano è un potente gas serra, nel medio periodo più dannoso dell'anidride carbonica. Non provoca però nessun danno alla salute umana. Al momento la circolazione dell'aria mantiene la nuvola di metano nel Nord Europa, ma non è escluso che una coda possa raggiungere l'Italia secondo Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr.
"Icos ha mostrato una simulazione - spiega Gozzini - in cui la nube si sposta dapprima verso la Svezia settentrionale, poi attraversa la Norvegia e al largo di quel paese si divide in due, diradandosi molto. Una lingua prosegue verso il Mare del Nord, un'altra invece scende su Inghilterra e Bretagna. Il jet stream, che è una corrente d'aria in quota che viaggia da Nord a Sud, potrebbe portare questo lembo della nube anche verso la nostra penisola o sui Balcani".
Il ricercatore però rassicura: "Ammesso che arrivi, il metano sarà estremamente diluito nell'atmosfera". Le misurazioni di Icos (effettuate al livello del suolo in Norvegia, Svezia e Finlandia) parlano di alcune centinaia di particelle di gas per miliardo. "Il metano è inodore, non puzza, non fa male alla salute" spiega Gozzini. "Per il fine settimana è previsto un ritorno dell'alta pressione, con venti pressoché assenti. La situazione tranquilla non favorirà l'arrivo della nube dal Baltico".
Una delle stazioni di Icos in Italia si trova sul Monte Cimone ed è gestita dall'Istituto Isac del Cnr. Misura la concentrazione di metano nell'aria a 2.665 metri di altitudine. "Da metà giornata di venerdì vediamo un leggero rialzo dei valori - spiega il direttore della stazione Paolo Bonasoni - ma è troppo presto per attribuirlo alle fuoriuscite dal Baltico. Ovviamente seguiamo la situazione con attenzione".
Meno buone però sono le notizie per l'ambiente: il metano è un potente gas serra. Nel medio periodo (20 anni) il suo effetto sul riscaldamento globale è 80 volte più potente rispetto all'anidride carbonica. Contribuisce anche all'allargamento del buco dell'ozono.
Le fuoriuscite dai gasdotti del Baltico sono iniziate il 27 settembre. Secondo l'Istituto norvegese sulla qualità dell'aria Nilu, nell'atomosfera si sarebbero riversate 40mila tonnellate di metano. Icos invece avanza una stima di 80mila tonnellate. "Sono livelli record, non abbiamo mai visto niente di simile prima in Norvegia e Svezia", ha spiegato il ricercatore dell'Istituto Stephen Matthew Platt: "L'elevata concentrazione di metano non rappresenta comunque un pericolo per le persone".
Secondo Icos, il metano fuoriuscito finora dai gasdotti del Baltico è pari alle emissioni di un anno intero di città come Parigi o nazioni come la Danimarca. "Se aggiungiamo a questo danno anche la riaccensione delle centrali a carbone per rispondere alla crisi energetica - riflette Gozzini - ci accorgiamo quanto questa guerra, oltre a tutto il resto, ci stia riportando indietro nella lotta al cambiamento climatico". Nei giorni scorsi il climatologo dell'università di Stanford Rob Jackson aveva anticipato che "questa diventerà la più grande fuoriuscita di metano di sempre".