Gryphon, Minotaur o Cerberus, il rebus varianti per il dopo Omicron
di Elena Dusi , di Elena DusiLa lista dei pretendenti si allunga ogni giorno. Le nuove varianti del coronavirus si succedono a ritmo spedito. E lo strapotere di re Omicron 5 potrebbe avere le settimane contate. Ryan Gregory, biologo evoluzionista canadese, ha provato a dare loro un nome: dopo Cenaturus, si sono aggiunte all’elenco Gryphon, Minotaur, Chiron, Aeterna, Typhon e Cerberus, la più temibile. Nessuno di questi mostri mitologici sembra però avere la forza di uccidere il padre, quell’Omicron 5 da cui molti discendono e che resta padrone con l’80-90% di contagi nel mondo.
Messe su una mappa, le varianti in circolazione oggi sembrano le linee del fegato in cui un aruspice può leggere il futuro. «È probabile che una emergerà e diventerà dominante. Ma no, è troppo complicato ora dire chi diventerà re della foresta» scuote la testa Fausto Baldanti, virologo dell’università e del San Matteo di Pavia.
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La lista dei pretendenti si allunga ogni giorno. Le nuove varianti del coronavirus si succedono a ritmo spedito. E lo strapotere di re Omicron 5 potrebbe avere le settimane contate. Ryan Gregory, biologo evoluzionista canadese, ha provato a dare loro un nome: dopo Cenaturus, si sono aggiunte all’elenco Gryphon, Minotaur, Chiron, Aeterna, Typhon e Cerberus, la più temibile. Nessuno di questi mostri mitologici sembra però avere la forza di uccidere il padre, quell’Omicron 5 da cui molti discendono e che resta padrone con l’80-90% di contagi nel mondo.
Messe su una mappa, le varianti in circolazione oggi sembrano le linee del fegato in cui un aruspice può leggere il futuro. «È probabile che una emergerà e diventerà dominante. Ma no, è troppo complicato ora dire chi diventerà re della foresta» scuote la testa Fausto Baldanti, virologo dell’università e del San Matteo di Pavia.
Il pentolone ribollente di mutazioni sfrutta intanto le condizioni a lui favorevoli: autunno, vita al chiuso, aumento dei contagi, mascherine abbandonate. «Abbiamo trascorso l’estate con le mascherine. Le togliamo proprio ora?» è perplesso Baldanti. In Italia il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità osserva una settantina di versioni diverse di Sars-Cov2. Molte hanno numeri minimi, ma negli Stati Uniti i ceppi diversi da Omicron 5 crescono da agosto, e rappresentano oggi il 20%.
«Il coronavirus oggi ha un problema» spiega Baldanti. «Incontra una popolazione quasi interamente vaccinata o guarita. Proprio per la sua contagiosità straordinaria, Omicron ha immunizzato molte persone e si ritrova in un collo di bottiglia strettissimo. I suoi spazi di caccia sono ridotti. Ha bisogno di trovare una strada per aggirare la nostra immunità». Anziché procedere per balzi, come hanno fatto Alfa, poi la sua discendente Delta e infine Omicron, cercando ogni volta di superare gli anticorpi delle persone guarite, ora i suoi sforzi si disperdono in mille rivoli. Varianti ancora diverse compaiono nel monitoraggio delle acque reflue, senza poi trovare corrispettivi nei tamponi dei pazienti.
«Non è sorprendente, anche se Sars-Cov2 muta a una velocità 500 volte inferiore all’influenza» dice Baldanti. «L’influenza, che inizia a circolare verso novembre, muta a tutta velocità fino alla primavera, quando noi siamo in grado di osservarla per iniziare a preparare il vaccino dell’anno successivo».
Il Covid sembra intenzionato a prendere quella strada. Ma Typhon, Minotaur e Cerberus rispetteranno la loro torva fama e renderanno il virus più cattivo? Alcuni scienziati provano a rispondere, notando che le varianti aumentano ogni giorno, ma le mutazioni che sviluppano sono spesso simili tra loro. Si chiama “evoluzione convergente”: molti ceppi hanno origine diversa l’uno dall’altro, ma la loro proteina spike, quella riconoscibile dai nostri anticorpi, assume conformazioni simili. È come se il virus avesse ormai chiaro quali sono i trucchi più efficaci per meglio evadere la risposta del nostro sistema immunitario.
Yunlong Cao, ricercatore dell’università di Pechino, in uno studio su biorXiv cita due sottovarianti, fra le più abili a sfuggire ai nostri anticorpi. Una è BA.2.75.2, figlia di Centaurus, ma con alcune mutazioni in più. Se Centaurus ha spaventato il mondo, ma non ha mai preso veramente piede, la sua discendente – soprannominata Chiron (nella mitologia, il più saggio fra i centauri) - ha le carte in regola per emergere come vincitrice dalla guerra civile in corso fra i ceppi di coronavirus. Ancora peggiore però – nel laboratorio dell’università di Pechino è riuscita a passare inosservata agli anticorpi dei guariti e agli anticorpi monoclonali usati come farmaci – sembra essere Cerberus, o BQ.1.1, una figlia di Omicron 5 che ha numeri piccoli, ma in aumento, in Gran Bretagna.
«Non abbiamo mai visto un emergere di nuove varianti così rapido» scrive Cao nel suo studio. «Ma quel che conta è soprattutto il monitoraggio delle terapie intensive» nota Baldanti. «Se lì vediamo molto rappresentate delle varianti che non sono diffuse fra la popolazione, allora dobbiamo preoccuparci. Ma non è questo il caso, al momento. La malattia grave è spesso dovuta alla fragilità della persona che si è infettata».