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Alluvione Marche, il papà di Mattia Luconi presenta un esposto: "Voglio i responsabili della morte di mio figlio"

Il bambino di 8 anni è una delle vittime del disastro del 15 settembre. I reati ipotizzati sul fascicolo sono omicidio e inondazione colposi
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Lo aveva annunciato, una settimana fa, nel giorno dei funerali del suo bambino di 8 anni, vittima dell’alluvione del 15 settembre insieme con altre 11 persone. Una donna (Brunella Chiù) è ancora dispersa. Tiziano Luconi, il papà di Mattia, ha presentato due giorni fa un esposto alla procura di Ancona. Il figlio, autistico, è stato trascinato via dall’esondazione del torrente Nevola per 13 chilometri. Mattia è stato ritrovato a Trecastelli una settimana dopo.

Le responsabilità

Quella del papà di Barbara è una richiesta di accertamenti, firmata dall'avvocato Federico Titta Rosati, per individuare i probabili responsabili della morte del figlio. Un’alluvione ha provocato l’esondazione dei torrenti Misa e Nevola. Un’onda anomala di fango gonfia di alberi e pietre ha travolto Mattia e la mamma che avevano abbandonato l’auto sulla quale, dalla frazione di Barbara, si stavano spostando verso San…

Lo aveva annunciato, una settimana fa, nel giorno dei funerali del suo bambino di 8 anni, vittima dell’alluvione del 15 settembre insieme con altre 11 persone. Una donna (Brunella Chiù) è ancora dispersa. Tiziano Luconi, il papà di Mattia, ha presentato due giorni fa un esposto alla procura di Ancona. Il figlio, autistico, è stato trascinato via dall’esondazione del torrente Nevola per 13 chilometri. Mattia è stato ritrovato a Trecastelli una settimana dopo.

Le responsabilità

Quella del papà di Barbara è una richiesta di accertamenti, firmata dall'avvocato Federico Titta Rosati, per individuare i probabili responsabili della morte del figlio. Un’alluvione ha provocato l’esondazione dei torrenti Misa e Nevola. Un’onda anomala di fango gonfia di alberi e pietre ha travolto Mattia e la mamma che avevano abbandonato l’auto sulla quale, dalla frazione di Barbara, si stavano spostando verso San Pietro d’Arcevia. Quasi 15 chilometri. “La speranza di Tiziano è che si accerti perché, senza alcun preavviso, sia avvenuta la repentina esondazione del fiume Nevola i cui affluenti, che si congiungono poco a monte del luogo della tragedia, sono due torrenti di ridottissime dimensioni: il Fenella ed il San Lorenzino – spiega il legale di Tiziano Luconi -  La vettura sulla quale viaggiava Mattia è stata travolta improvvisamente senza aver avuto alcuna avvisaglia delle precipitazioni sproporzionate che si stavano verificando nell’area a monte del luogo in cui è stata investita dall’ondata di piena”.

La tragedia

Ma nemmeno a metà strada, tra Barbara e Arcevia, la mamma ha trovato davanti a sé un muro d’acqua e poi è stata costretta a lasciare la sua auto Classe A bianca quando l’abitacolo aveva cominciato ad allagarsi. Mattia le è stato strappato dalle braccia dalla furia di quello tsunami che nessuno aveva previsto. “Ho visto Mattia sparire nel buio, aggrappato a un tronco”, ha raccontato a Repubblica la mamma, Silvia Mereu. La donna si è salvata perché si è arrampicata su un albero. E qui arrivano le prime domande. Chi doveva dare un allarme per condizioni meteo avverse che non è arrivato? E perché è stata diffusa un’allerta meteo di bassa intensità, cioè gialla? Davvero tutto quel disastro era imprevedibile? E, poi, come è funzionata la catena dei soccorsi?

L’inaspettata furia del fiume Nevola ha spinto una massa di fango, legna e detriti inimmaginabile, trascinando con sé Mattia a valle del luogo dove è stata ritrovata la macchina della mamma.

Chi ha sbagliato?

“Accertare tutte le responsabilità che hanno causato questa immane tragedia personale ed umana – ribadisce il legale Rosati -sarà il compito principale degli organi incaricati delle indagini”.

Mattia è tra le 12 vittime accertate dell’alluvione del 15 settembre scorso, una donna (Brunella Chiù) è dispersa da 20 giorni.  Sua figlia Noemi, anche lei morta quella sera, aveva 17 anni. “Tiziano – conclude l’avvocato Rosati - si affida alla giustizia perché, se ne ravvisi colpe, faccia chiara luce sulle cause che, anche indirettamente, hanno portato alla scomparsa di Mattia”.

Nell’esposto non è stato ipotizzato alcun reato ma si chiede un intervento  “per la presenza di condotte contrarie alla legge”.

Le indagini

La procura di Ancona non ha ancora iscritto nessun nome sul registro degli indagati. I reati ipotizzati sul fascicolo sono omicidio e inondazione colposi. Due i filoni di indagine: uno sui soccorsi, l'altro sui progetti post alluvione del 2014. I carabinieri forestali hanno sequestrato i nastri delle registrazioni nella sala operativa della protezione civile che, però, risulterebbero vuoti. La registrazione sarebbe fuori uso da mesi. I carabinieri del comando provinciale di Ancona hanno sentito a sommarie informazioni i funzionari della protezione civile e i sindaci di tutti i comuni colpiti dall’alluvione.